|
«Eminenza,
mi dica, cosa le hanno fatto i gay?».
Parafrasando la Littizzetto,
viene davvero voglia di fare questa
semplice domanda all’agguerrita
combriccola con o senza sottana che da
mesi conduce la propria personale “guerra
santa” contro i Pacs e chi, laico o
cattolico che sia, ha un minimo di buon
senso, sa cosa significano le parole
“rispetto”, “diritti”, e quotidianamente
subisce offese e colpi bassi per questo.
La bagarre degli ultimi giorni è
cominciata con L’Osservatore Romano,
organo stampa o per meglio dire “braccio
armato” della “santa” sede, che intorno
al 20 Maggio ci ha deliziati con questa
ed altre affermazioni sulla questione
delle unioni civili: «è necessario,
nel dibattito, distinguere fra coppie
eterosessuali e omosessuali. E' una
distinzione importante perchè la
convivenza fra persone eterosessuali è
già regolata nel diritto civile
attraverso il matrimonio (per il quale,
va evidentemente ricordato, c'è bisogno
delle cosiddette pubblicazioni) e non si
spiega perchè lo Stato debba intervenire
sulla sfera privata per dare tutela
pubblica a chi
invece si è già rifiutato di averla».
Grazie all’estensore dell’articolo, oggi
sappiamo che alle persone omosessuali e
transgender non sono riconosciuti gli
stessi diritti degli eterosessuali
perché, semplicemente, li rifiutano!
D’altronde, si sa: i gay e le lesbiche
adorano prendere calci sui denti,
starsene in disparte a fare gli
originali, i diversi, le vittime – se
fossero pubblicamente tutelati verrebbe
meno il loro ruolo sociale: far da
latrina per le vesciche incontinenti
delle cattive coscienze. Fuoco alle
micce! Così il senatore di AN
Maurizio Saia, se ne va in TV a
dichiarare che Rosi Bindi
(accusata dallo stesso Osservatore
Romano di fare acrobazie
linguistiche sul tema dei Pacs), essendo
notoriamente lesbica, non è
idonea a dirigere il ministero della
famiglia. Ammesso e non concesso che lo
sia (fatti suoi, né merito, né demerito
in una società civile degna di questo
nome), è un po’ come dire che un
imbianchino, in quanto
tale, non può saper nulla di pittura e
allora di che s’impiccia - quasi che gay
e lesbiche nascano sotto i cavoli, siano
allevati da specie aliene e trascorrano
il resto della loro esistenza da barbari
disadattati – per favore… Le persone
LGBT* hanno padri, madri, spesso figli,
studiano, lavorano, pagano le tasse e,
nei secoli, hanno prodotto le opere più
importanti dell’intera cultura umana, in
ogni campo! Forse dovremmo organizzare
dei corsi di recupero scolastico
soprattutto per chi occupa le belle
poltroncine del palazzo. Il fatto che
Saia si sia scusato (dopo, badate bene,
le bacchettate del più avveduto Fini) e
che qualcuno abbia abboccato, non cambia
di una virgola la sostanza, anzi, la
rafforza: «nello scusarmi ancora per
aver
utilizzato un termine non appropriato
[ce ne sono altri? N.d.r] e che è
apparso volgare [è solo una questione di
bon-ton? N.d.r.], resto della mia
opinione, ossia che una persona che non
abbia costituito nucleo famigliare suo
proprio, non dovrebbe essere al vertice
di tale
ministero e comunque, nel caso, dovrebbe
dare priorità alla famiglia
tradizionale». Una domanda sorge
spontanea: ma se Rosi Bindi allevasse un
paio di figli con una compagna sposata
in Spagna o in qualsiasi altro paese
civile d’Europa, potrebbe? E allora chi
è che fa acrobazie in questo paese?
Fine? Macchè… Ecco l’ormai arcinoto
delirium-tremendo-spacca-maroni-cervello-ed-anima-small-size-o-game-over
Luca Volontè, il quale, dopo
essersi distinto in contorsionistici
leccaculismi (vedi “GIACULATORI DELIRI”
-http://www.cinziaricci.it/nosilence/deliri019.
htm), ora si serve della drammatica e
privatissima storia della coppia di
Torre del Greco, per parlare (lui!) a
noi (chi gliel’ha chiesto?) del senso
della vita, di santità, mescolando
prodezze e miserie sportive (la tragica
spedizione sull’Everest – ma che ci
cozza?!) al solo scopo di confezionare
un vomitevole pout-pourri
autopromozionale nel quale polverizza
tutti i suoi precedenti record di
idiozia applicata molto, troppo ben
pagata – dal contribuente! Dice di più e
peggio, cercando di legittimare se
stesso, il suo stipendio e la sua
squallida, inqualificabile ideologia:
«L'Italia è ben altro. Altro anche
rispetto all'indagine Eurisko,
pagata dalla Chiesa Valdese, che diceva
del 65% di italiani favorevoli ai
pacs. Peccato che i valdesi da
anni sono ufficialmente appoggiati da
Arcigay e Radicali. Un successo che tra
di loro il 35% sia contrario. È ora di
svegliarsi dal sonno, la salvezza... è
più vicina di quanto crediamo!». Ha le
visioni. Che vergogna. Quasi che
l’esistenza di Volontè e l'intera
sberciante, omofoba brigata papalina ci
renda personalmente responsabili di
cotanta inarrivabile, totale,
strumentale imbecillità, porgiamo NOI le
più sentite, mortificate scuse alla
coppia di Torre del Greco, ai Valdesi e
a tutti i cittadini italiani, quindi,
inferociti, chiediamo ai partiti di
liberarci dalla loro ormai
insopportabile protervia rispedendoli,
possibilmente a calci nel didietro, al
mittente: Via delle fiamme ardenti,
citofonare Belzebù.
|