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OMOSESSUALI, CLANDESTINI, AMORI PROIBITI 
 
Un film sull'altra faccia del nordest


Marco Puccioni gira nel Friuli "Anis tra di noi", storia "scandalosa" con Maria de Medeiros e Antonia Liskova Omosessuali, clandestini, amori proibiti un film sull'altra faccia del Nordest MARIA PIA FUSCO UDINE - Anna, Mara e Anis, lei, lei e l'altro. Tre personaggi che per ragioni diverse vivono fuori dalla "normalità": Anna, proprietaria di una fabbrica, ha una storia d'amore con Mara, una delle sue operaie, e Anis è un ragazzo magrebino che irrompe nella loro vita nascondendosi nella loro auto al ritorno di una vacanza. Sono i protagonisti di Anis tra di noi, secondo film di Marco Puccioni, (il primo era Quello che cerchi), autore di diversi documentari di impegno sociale. Anna è Maria de Medeiros, Mara è Antonia Liskova, Anis è Mounir Ouadi. Nel cast anche Gisella Burinato e Vitaliano Trevisan. Il film, di cui sono appena finite le riprese, è prodotto da Mario Mazzarotto per l'Intelfilm, con la collaborazione di RaiCinema e della Film Commission del Friuli Venezia Giulia, dove la vicenda è ambientata. "Mi interessano le zone di frontiera e di mutamenti, e qui nel nord-est, dove si produce di tutto e il lavoro è parte essenziale della cultura, si sentono con più forza le contraddizioni di un'economia segnata dalla globalizzazione, dall'emigrazione delle fabbriche, dall'immigrazione. E il contesto giusto per una storia d'amore diversa, il tentativo di una famiglia allargata come quella che tentano di costruire i tre personaggi", dice Puccioni. "Posso vantare un record di personaggi lesbici", scherza Maria de Medeiros, una delle attrici più curiose di storie insolite - è in uscita "Dans le corde" sull'ambiente della boxe nella banlieue di Parigi - e di paesi diversi, in Italia è arrivata dalla Lettonia. "Ho cominciato con Chantal Ackermann, poi "Henry e June" e un'altra lesbica era in un film di Bigas Luna. Non mi sono chiesta se c'è qualcosa di strano in me. Del resto Anis tra di noi è qualcosa di più di un film sull'omosessualità femminile, è una storia d'amore non tradizionale, l'amore è come una corrente che sfiora e attraversa tutti i personaggi. Mi è piaciuta la sceneggiatura, mi piacciono i progetti audaci e adoro lavorare in Italia, questo è il terzo film che faccio qui, il primo fu con Nichetti. Non conoscevo il Friuli, è una regione attiva, in movimento, mi ricorda molto Barcellona e la Catalogna. Trovo che il cinema italiano di oggi sia più aperto e coraggioso che in altri paesi, in Francia ad esempio non farebbero mai un film con tre attori non francesi". Per l'attrice portoghese, "Anna è una bella sfida, non mi somiglia affatto. E' una donna di potere, ha il coraggio di affrontare l'ambiente permettendosi un amore "proibito" anche per ragioni sociali. L'incontro con il ragazzo le risveglia un sommesso desiderio di maternità, ma l'affetto per Anis scatena la gelosia di Mara, che la provoca flirtando con lui e l'armonia che avevano cercato di costruire in tre sfuma. Anna riscopre la sua condizione di padrona e decide addirittura di licenziarla. Sono rapporti ricchi di contraddizioni. Secondo me il film è una metafora dell'Europa ricca, che da una parte utilizza e sfrutta gli emigrati dai paesi più poveri, dall'altra è piena di buone intenzione, vorrebbe fare del bene, ma non sempre ci riesce". Per Mounir Ouadi, un giovane attore marocchino in Francia da quattro anni, e per Antonia Liskova i personaggi che interpretano sono vicini alla loro esperienza di vita. "Sento Mara molto vicina, non sono lesbica, nelle scene di passione con Maria all'inizio ho provato qualche imbarazzo, Marco mi ha aiutato a rilassarmi. Come Mara però vengo da una famiglia operaia, vengo dalla Slovacchia dove mi sono laureata in chimica, sono in Italia da dieci anni. Ho cominciato come modella, sono arrivata al cinema per caso, in un film di Fabrizio Giordano "La promessa d'amore"", dice la Leskova, un volto popolare presso il pubblico televisivo. E' stata protagonista di una delle infinite serie di "Incantesimo". "L'ho fatto per dieci mesi, lavorare per la tv è una grande scuola, i tempi sono ristretti, si impara ad arrivare all'essenziale. Mi dato una grande visibilità". Con la sua esperienza di documentarista, prima delle riprese Puccioni ha fatto una serie di ricerche "per rendere la storia possibile, vicina alla realtà, soprattutto per il personaggio di Anis, un ragazzo che, spaesato come tanti, cerca di conquistarsi un po' di affetto e di attenzione, con lo scopo ultimo di uscire dalla condizione di sans papier e il riparo più giusto è quello di due donne che soffrono anche loro di discriminazione. Anis è anche il personaggio che porta al film elementi di leggerezza e di comicità, con il suo italiano arabo, con le sue reazioni vivaci e dirette ad abitudini e modi di vivere che gli sono estranei", dice il regista che ha lasciato "il finale aperto, non ci sono risposte sull'incerto destino dei tre protagonisti". Ma Maria de Medeiros una speranza ce l'ha: "Sarebbe bello se alla fine del film il pubblico avesse l'impressione di essersi guardato allo specchio e riconoscesse le contraddizioni che abbiamo, noi della ricca Europa, con una piccola riflessione sulla possibilità di cancellare la paura di aprire le porte agli altri, a chi è "diverso" da noi".
  

La Repubblica - 11/08/2006


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