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Di Andrea Tarquini (La
Repubblica - 18/09/2006)
BERLINO - Torna l'incubo neonazista nell'Est devastato dal
comunismo, trionfa nella capitale il giovane borgomastro
socialdemocratico e gay Klaus Wowereit, cala ovunque la
Cdu della cancelliera. Un anno dopo la vittoria di misura
alle politiche del settembre scorso, Angela Merkel incassa
una triplice disfatta alle regionali di ieri in due dei
sedici Stati. La minacciosa ultradestra entra ancora una
volta in un Parlamento regionale dell'ex Ddr, con gravissimo
danno per l'immagine internazionale del paese e il suo
rating agli occhi degli investitori. E a sinistra emerge un
nuovo potenziale leader, capace di proporsi al paese intero
per il dopo-Grande coalizione. "I neonazisti della Npd sono
un problema, e purtroppo mostrano di essere capaci di
restarlo a lungo", ha detto ieri sera uno dei massimi
dirigenti della Pds-sinistra radicale, Dietmar Bartsch.
Raramente la diagnosi degli eredi della dittatura orientale
è suonata così attendibile. Nonostante che bancarotta
economica e distruzione della cultura politica, frutto della
Ddr, siano all'origine del trend. Udo Pastoers, leader dei
neonazisti in Meclemburgo, in tv faceva paura. Confermava i
suoi slogan elettorali: "Hitler fu un fenomeno militare,
economico, socialpolitico. Ma naturalmente lo dico senza
esprimere un giudizio di valore". I risultati sono
allarmanti. Nel Meclemburgo-Prepomerania la Npd vola dallo
0,8 delle ultime regionali al 7,1 per cento. La Spd del
governatore uscente Harald Ringstorff crolla dal 40,6 al 30.
Cala anche la Cdu, dal 31,4 al 28,6, cresce di poco la
sinistra radicale-Pds che governa insieme a Ringstorff.
Sedici anni dopo la riunificazione, è la triste conferma che
nell'ex Ddr gli anni del nazismo (1933-45) e i decenni del
comunismo (1945-1989) hanno formato i valori politici della
gente ben più della democrazia. Di segno più confortante,
per gli osservatori politici e finanziari, l'esito delle
regionali a Berlino. Nonostante che la Cdu di Angela Merkel,
guidata qui da Friedbert Pflueger, crolli al suo minimo
storico, il 22 per cento. I neonazisti restano ben sotto il
quorum del 5 per cento. La governabilità della capitale è
salva grazie a una sinistra moderna, incarnata appunto da
Klaus Wowereit. La sua Spd sale dal 29,7 al 3,5 per cento. "Wowi",
divo di tutti i party mondani, si è presentato alla festa
elettorale del partito mano nella mano col partner Joern
Kubicki. "Wowi" ha governato la capitale più indebitata
d'Europa con economie fino all'osso, ma salvando ove
possibile welfare e cultura. Non lui, ma i suoi alleati
della Pds-Linke hanno pagato il malcontento per l'austerità,
crollando dal 22,8 al 13,2. I Verdi li sorpassano di poco,
salendo dal 9,2 al 13,4. Quindi "Wowi" può scegliere tra due
partner per governare la capitale. E si profila sempre più
quale leader nazionale. Dopo Willy Brandt, ex esule e
partigiano antinazista, borgomastro di Berlino Ovest e poi
cancelliere, dopo la donna dell'est Angela Merkel, toccherà
forse a un popolare e dinamico gay candidarsi per guidare da
sinistra la Germania e lottare contro i neonazisti?. |