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Domenica scorsa, circa 300
attivisti hanno partecipato a Taipei, nella
Repubblica di Cina, meglio conosciuta come Taiwan,
alla cermonia inaugurale del gay pride.
L’evento si è tenuto davanti alla City Hall alla presenza
del governo della città e delle associazioni che si battono
per i diritti delle persone lesbiche, gay, transgender e
bisessuali.
“Si tratta di un avvenimento senza precedenti –
dicono gli organizzatori del Pride – comparabile solo a
città notoriamente gay-friendly come Toronoto o san
Francisco”.
Il sindaco di taipei, Ma Ying-Jeou, la cui partecipazione
era in forse, ha benedetto il Taipei Pride. Congratulandosi
con gli organizzatori e i partecipanti, il sindaco ha detto
che “essere gay è un fatto naturale che non può venire
represso” aggiungendo che l’evento è un importante
riconoscimento della capacità della città di abbracciare
tutte le differenzeGli organizzatori hanno letto un
messaggio del sindaco di San Francisco, Gavin Newsom, nella
quale annnuciava di aver inviato una bandiera Rainbow come
simbolo dell’amicizia fra le due città, bandiera che è stata
issata sulla facciata del Municipio fra gli applausi.
Mentre Jason Yeh – presidente del dipartimento affari civili
– dichiarava che la missione del Pride di far sì che le
persone Glbt siano del tutto parte della comunità era stata
compiuta, altri sembravano meno convinti.
Per Isa Lin e Ann Chen, due attiviste che partecipavano
all’evento, per esempio, “le persone dicono che essere gay o
lesbica è una cosa naturale, ma quando ad esserlo è un amico
o un parente è tutta un’altra storia. E i politici sono qui
perché cercano consensi in vista delle prossime elezioni”.
Ma altri attivisti sostengono che i risultati raggiunti sono
importanti e, sostiene Miles Hsu, “la nostra generazione
vedrà grandi cambiamenti e miglioramenti”.
La parata conclusiova del Pride di Taipei si terrà il
prossimo 30 settembre.
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