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IL CENSORE ACCUSATO DI PEDOFILIA
 
ANATRELLA. E' il teologo della Santa Sede più rigido contro l'omosessualità
 

CITTA' DEL VATICANO - Accusato di abusi sessuali il censore vaticano dell'omosessualità. Monsignor Tony Anatrella, gesuita e psicanalista, è il teologo della Santa Sede più rigido contro l'omosessualità, in prima fila tra chi suggerisce l'esistenza di un legame diretto tra tendenze omoerotiche e pedofilia.
 
Adesso, però, si ritrova accusato lui stesso di abusi sessuali. Una prima denuncia contro di lui sarebbe stata depositata il 30 ottobre al tribunale dei minori di Parigi, dopo che per molti mesi una serie di lettere aveva raccontato al procuratore di un giovane "di ambiente cattolico" abusato.
 
Poi c'è la testimonianza di Daniel Lamarca, ex-seminarista, che sostiene di essere stato, nel 1987, in analisi dal prelato. Lamarca cercava di "guarire" dalla sua omosessualità: in realtà, più volte le sedute di "lavoro corporale" con il gesuita si sarebbero risolte in veri e propri rapporti sessuali.
 
Il giovane si era anche rivolto al cardinale di Parigi Jean-Marie Lustiger, il quale, dopo avergli promesso di intervenire, avrebbe in realtà lasciato cadere la cosa. Monsignor Anatrella si difenda dalle "assolute calunnie", ma la doppia accusa è un colpo molto duro per l'autorità di uno dei esperti più influenti in Vaticano. Lo psicanalista gesuita, infatti, è consultore di due Consigli pontifici, quello per la Famiglia e per la Pastorale della Salute, ed è considerato una vera autorità sul tema, tanto da aver curato la voce "Omosessualità e Omofobia" sul "Lexicon" (il volume pubblicato nel 2003 dalla Sante Sede che affronta i punti chiave dell'etica sessuale cattolica) e aver tenuto le relazioni principali ai convegni all'Università Lateranense sulla "Questione omosessuale". Quando lo scorso novembre il Vaticano aveva reso nota l'Istruzione che escludeva chi aveva "tendenze omosessuali profondamente radicate" dall'ordinazione sacerdotale, era stato proprio monsignor Anatrella a darne, dalle colonne dell'Osservatore Romano, l'interpretazione ufficiale. Cioè, l'omosessualità "non rappresenta un valore sociale", è "destabilizzante per la società", ed è frutto di "narcisismo" e di "incompiutezza e immaturità sessuale". Anche se rimangono casti, quindi, gli omosessuali sono inadatti al sacerdozio perché, al di là dei "rischi di passare all'atto sessuale", i gay, secondo Anatrella, tendono all'"esercizio di un governo manipolatore delle idee e delle persone" e ad "un modo selettivo di presentare il messaggio evangelico". Un'interpretazione talmente restrittiva che l'associazione di cattolici omosessuali "David & Jonathan", si chiede ora, dopo le accuse di abusi, se monsignor Anatrella, noto da tempo per "la violenza e l'estremismo delle sue opinioni", potrà continuare ad essere "il portavoce ufficiale del Vaticano su ciò che riguarda l'omosessualità".
 
   

di Giacomo Galeazzi - La Stampa - 07/11/2006


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