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Le pressioni che arrivano
Oltretevere sono fortissime e il rischio è che quella che
era stata annunciata come una battaglia di civilità in
campagna elettorale adesso scivoli via dall'agenda
politica dell'Unione. Soltanto ad evocare la discussione
arrivano proteste, distinguo e prese di distanza. Dalla
cattolicissima Paola Binetti - ex comitato Scienza e Vita -
su fino al vicepremier Rutelli, tutti parlano
pensando al bacino elettorale di riferimento. Nella
discussione parlamentare sugli emendamenti alla Finanziaria
2007 Franco Grillini, Ds, ha presentato un emendamento
che prevedeva l'estensione ai conviventi delle facilitazioni
fiscali in materia successoria previste per le coppie
unite in matrimonio. L'emendamento è stato bocciato:
i conviventi hanno una aliquota all'8% e i coniugi al 4%.
Ieri sera Grillini davanti alle telecamere di Porta a Porta
(la trasmissione andrà in onda giovedì) ha presentato il
conto all'Unione, consegnando la ricevuta alla ministra Rosy
Bindi. "La democrazia cristiana nel 1946 era più avanti
dell'Udc di oggi e dei clericali della Margherita", dice
polemico più che mai. "La verità è che c'è un atteggiamento
isterico", perché poi deputate come Dorina Bianchi
(Margherita) o Elisabetta Gardini (Forza Italia) che sono
uscite dalla commissione Affari Sociali pur di non audire la
Liff (Lega italiana famiglie di fatto) "vivono in coppie di
fatto", registra senza tanti giri di parole. La vedova del
regista morto a Nassiriya, Adele Parrillo, ha commentato
sarcastica che crederà alla buona fede "dei parlamentari
contrari ai Pacs quando rinunceranno al privilegio che
hanno, visto che dopo 3 anni di convivenza, loro, rispetto a
tutti gli altri italiani, possono vedersi riconosciuti dei
diritti in questo senso".
Le coppie di fatto sono 600mila, mentre i bambini
nati da genitori non sposati, secondo l'Istat, negli ultimi
dieci anni sono cresciuti del 70%. La discussione in
Commissione Giustizia alla Camera della legge presentata da
Grillinia sarà affrontata dopo la Finanziaria, ma non è
detto che l'auspicio di Luciano Violante si realizzi.
Secondo il deputato Ds, infatti, entro questa legislatura si
deve approvare la legge "e convincere una parte della
Margherita e una parte dell'Udeur a sostenerla". In realtà
già sul nome da attribuire al tipo di contratto c'è stata la
prima mediazione: non i Patti civili di solidarietà, perché
lo stesso Rutelli ha detto che non ne vuole sentire parlare.
altra cosa se si chiamassero Css, contratti di solidarietà
sociale. D'altra parte quelle striminzite sette righe
infilate nel corposo programma elettorale di Romano Prodi
lasciano spazio ad ampie interpretazioni. Luca Volonté ha
dato corpo agli spettri di ampie porzioni di Cdl e di
discrete porzioni di centrosinistra: che attraverso i pacs
si voglia "introdurre una forma di riconoscimento per le
coppie omosessuali". L'ala più clericale della Margherita è
stata chiara: non si può andare oltre il riconoscimento dei
diritti individuali delle persone che compongono le coppie
di fatto. Il ministro Rosy Bindi concede che il
riconoscimento deve avvenire con un contratto regolato dal
diritto pubblico. O laici dell'Unione tornano alle promesse
elettorali: "Ne abbiamo fatto un punto qualificante
dell'azione parlamentare", tuonano deputati e senatori. Dai
Ds a Rc, ai Verdi, alla Rosa nel Pugno, al Pdci sono tutti
d'accordo. Il verde Alfonso Pecoraro Scanio, pregusta il
rospo che dovrà ingoiare Clemente Mastella, Udeur:
"L'approvazione di una legge sui Pacs".
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