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[di SILVIA FUMAROLA]
ROMA - Da mesi parla di lui a "Che tempo che", tirandolo in
ballo sui temi che le stanno a cuore: sperimentazione, Pacs,
«le cose della vita che ci riguardano tutti. Il cardinale
Camillo Ruini, nel tormentone di Luciana Littizzetto è
diventato "Eminence" o "Eminems", a seconda dei momenti.
Travolgente e ironica, fissa la telecamera e provoca: «Eminence,
lei è don Camillo e io sono la sua Peppona», «Sono il suo
pollo alla diavola», «Vengo a fare la sua chierichetta,
sapesse come so far girare il turibolo!». E ironizza con
Fazio sulle polemiche dei giornali: «Non leggo l´Osservatore
Romano, non c´è neanche il sudoku». Racconta che l´idea di
rivolgersi al cardinale le è venuta quest´estate. «Ma sì,
quando ho letto il suo intervento sul referendum, di non
andare a votare».
Così ha deciso di iniziare un dialogo con lui.
«Sì, perché in tutte le cose che riguardano il progresso è
molto duro: la fecondazione assistita, la ricerca, tutto
quello che potrebbe significare un andare avanti lui lo
blocca. Mette i divieti. La mia idea era chiedergli il
perché di certe posizioni».
Poi Emincence è diventato un tormentone.
«Perché è diventato un personaggio: un cardinale non si può
toccare nel senso più rispettoso del termine, non è una
presa in giro su di lui, ma su quello che pensa. Non è
un´aggressione alla persona».
Alla fine Ruini le è simpatico.
«Sì, molto. Mi aspettavo che mi rispondesse. Così è come
parlare ad un´altra me stessa, a una persona che non vedi e
non senti, perché io non ho saputo di reazioni, neanche
dall´entourage. E qui vorrei rimproverare i giornali, anche
voi».
Vada, ne ha per tutti?
«Certo. I giornali hanno creato un caso che non c´era. Io
non ho mai fatto la parodia di padre Georg: hanno messo
tutto insieme. Mi sono sempre rivolta a Ruini, di padre
Georg ho semplicemente detto che se avesse fatto il
calendario a noi avrebbe fatto piacere, l´avremmo comprato.
L´abbiamo visto sulla copertina di Chi con i calzoncini...».
La satira rispetta l´Islam.
«Intanto l´islamismo è una cosa molto lontana dalla nostra
quotidianità, ma guardi che noi non parliamo di Dio e Gesù,
ma di persone, di esseri umani che fanno il loro mestiere,
col rispetto che bisogna avere. Ma sono persone. È un po´
anche quello che dicevo in trasmissione: i veri cattivi non
siamo noi, sono i prepotenti, i mafiosi, i pedofili, quelli
che rovinano l´ambiente e chi fa le guerre . Non i comici.
All´inferno non vanno i comici e neanche i preti. Che
fastidio diamo? Abbiamo perso la proporzione delle cose».
Ma nessuno in Rai le ha mai detto di lasciar stare Eminence?
«Mai. Ho la massima libertà, da parte di tutti, del
direttore di RaiTre Ruffini prima di tutto. E anche Fazio,
che fa quelle facce ed è spesso sul punto di svenire, sta al
gioco».
Si è mai autocensurata?
«Certe cose mi verrebbero facili da dire, per esempio che
Eminence moltiplica i pani e i pesci, ma le censuro quasi
tutte. Può essere offensivo per quelli che credono. A me
interessano gli uomini della Chiesa per come si esprimono su
questioni vitali per la gente: Pacs, matrimonio,
sperimentazione».
Però i cattolici sono molto attenti: sono arrivati a
chiedere di boicottare la fiction con Banfi padre di una
lesbica.
«Bisogna dire che si può anche spegnere la tv, che so,
cambiare canale. Questi passano le sere a telefonarsi tra
loro per dire: "Hai visto quello? Hai visto quell´altro?", e
poi alla fine guardano tutto! Una trasmissione che non mi
piace, che non mi corrisponde, io non la guardo. Leggo un
libro. Questo continuo invocare la censura, soffocare le
cose, non me lo spiego».
Se mai accettasse l´invito, le piacerebbe confrontarsi con
Ruini?
«Tantissimo. Solo che Fabio non me lo farebbe mai
incontrare, mi chiuderebbe in camerino. Degli ospiti ho
incontrato solo Pippo Baudo, forse farò qualcosa con
Celentano, ma Fabio ha troppa paura. Anche perché non sa mai
cosa dirò, mica gli avevo detto che avrei parlato
dell´orgasmo. Sapeva che avrei parlato delle ferrovie».
Le sembra normale che a difendere la laicità sia un´attrice
e non la politica?
«Ma anche noi apparteniamo alla vita politica. I politici
non si sono preoccupati di difendere i comici, ma erano
molto presi dalla finanziaria, che, capisco, è una cosa più
seria delle nostre beghe».
Prepara uno spettacolo teatrale?
«No, però il 28 novembre esce il mio libro:
Rivergination-Per evitare la svalutazione e incentivare la
devolution. Parlo di donne, uomini e di tutto il resto, una
nuova verginità è utile».
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