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Una convergenza fra destra
e sinistra sul diritto d'asilo per gli omosessuali in
Italia: si è verificata ieri al Senato, tra uno scontro e
l'altro sul Dl fiscale. Con l'accordo di Udc, An e parte di
Forza Italia, è stato riscritto un emendamento, che dovrebbe
andare in votazione martedì prossimo, presentato dal
senatore dei Verdi Giampaolo Silvestri, che garantirà agli
omosessuali perseguitati in patria di poter essere accolti
in Italia come rifugiati.
Quando Silvestri interviene per illustrare il suo
emendamento alla legge, in aula c'è il consueto brusio. Ma
progressivamente, l'esponente ambientalista si guadagna
l'interesse e anche un teso silenzio dell'aula di Palazzo
Madama, facendo un lungo elenco delle pene previste nel
mondo per il reato di omosessualità, in molte nazioni punita
con punizioni corporali, la reclusione fino all'ergastolo,
la pena di morte. Silvestri richiama il governo "a essere un
po' più cauto quando dà patenti di democrazia compiuta a
Paesi, come per esempio la Tunisia, e prima di esprimere
giudizi impegnativi e assolutamente impropri". E ricorda
all'aula che "ciò che stiamo votando non è una questione
ideologica, non c'entra alcunché con i Pacs, con la
famiglia, con le convinzioni personali di chiunque, ma è una
norma di civiltà che può salvare la vita a molte persone".
Il governo, rappresentato dal ministro per le politiche
comunitarie Emma Bonino, era orientato ad accogliere solo
come raccomandazione la proposta di Silvestri. Poi
interviene il presidente dell'Udc Rocco Buttiglione, che
propone a Silvestri di riformulare l'emendamento, proponendo
tra i "gravi motivi" per la concessione dell'asilo "quelli
relativi alla discriminazione e alla repressione di
comportamenti non considerati come reato dalle leggi
italiane". Sulla stessa linea Francesco Storace di An,
secondo il quale introdurre la nuova norma "sarebbe un atto
di grande civiltà con il quale io sarei d'accordo, mentre mi
sembra discriminatorio prevederlo per un'unica categoria di
persone che possono essere oggetto di discriminazione nei
loro Paesi". Contrario Andrea Pastore di Forza Italia,
secondo il quale la legge comunitaria, attuando disposizioni
internazionali, non si presta ad essere utilizzata per
introdurre una norma di questo tipo.
Ma all'interno del gruppo azzurro, si leva la voce
favorevole di Alfredo Biondi, già viceopresidente della
Camera, che sottolinea di aver ascoltato "con grande
attenzione e ammirazione l'elenco della colonna infame di
quei Paesi nei quali le convinzioni personali, le
propensioni sessuali e il modo di vivere di ciascuno sono
considerati delitto" e invita Silvestri ad accettare la
riformulazione dell'emendamento. Silvestri accetta, e a fine
seduta commenta: "Sono molto contento, mi pare che almeno
sui diritti individuali questo parlamento dimostra che
quando c'è di mezzo rischio vita persone prende atto
necessità legislativa".
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