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Roma. Ieri, nella politica
italiana succedeva questo: a) Rutelli che sconcerta sempre
più a sinistra; b) Fini che sconcerta sempre più a destra;
c) Rutelli che piace molto a quelli di destra; d) Fini che
piace molto a quelli di sinistra.
Sarà pure, come dice ridendo il sottosegretario verde
all’Economia Paolo Cento, “la politica dell’alternanza”, ma
certo dà da pensare.
C’erano esponenti della Margherita che giravano per il
Transatlantico sottolineando il fatto di apprezzare Fini
“non tanto per Fini, ma per far sapere a Rutelli che non
capiamo dove sta andando”.
E c’erano invece parlamentari di An che si passavano l’uno
con l’altro, sbarrando gli occhi per lo stupore, il Secolo
d’Italia, dove gli arditi del no alle coppie di fatto
potevano leggere: a) un articolo contro la Bindi, Prodi ed
Enrico Gasbarra, sbrigativamente definiti “politici più
clericali che cattolici”; b) un altro articolo dove con gran
soddisfazione si registra fin dal titolo “Pure Grillini
applaude: è una destra moderna”; c) intervista con il
riformista radicale e deputato di FI Benedetto Della Vedova,
che loda: “Fini è lungimirante, guarda a Sarkozy”; d) grande
paginata con le opionioni del politologo Alessandro Campi:
“Fu un errore il no al divorzio”.
Sbuffa un parlamentare: “Questo è il mondo alla rovescia”.
Fa coraggio Teodoro Buontempo: “Hanno interpretato in
maniera estensiva le parole di Fini”. Come a sinistra con
Rutelli?
“Quella di Rutelli pare solo il tentativo di un’acchiappata
di voti”. Però ecco, il mondo (politico) ieri pareva
completamente rovesciato. Spiccava sui giornali il leader
della destra che sulle coppie di fatto apre e,
nella pagina a fianco, spiccava altrettanto uno dei leader
del centrosinistra, nientemeno con passato radicale, che
sulle coppie di fatto frena.
“Tanti parlamentari della maggioranza
– confida Grillini – propongono a quelli dell’opposizione:
prendetevi Rutelli e dateci Fini”.
Perché se il leader di An ha lasciato per l’ennesima volta
sconcertati i suoi (e fatto per un giorno del Secolo
d’Italia un giornale che forse non sfigurerebbe neanche del
tutto in un corteo gay condotto da Luxuria), esattamente per
l’ennesima volta Rutelli ha sconcertato i suoi (e fatto
arrabbiare, e pure qui ormai non c’è novità, gli alleati
diessini e ltre). “Ma dove va a finire, che ormai è del
tutto confuso con la Binetti?”, si domanda un dirigente
della Margherita.
Annota con un pizzico di ironia Ermete Realacci: “Si
conferma, da parte di Fini, un’apertura mentale positiva:
del resto abbiamo votato al referendum sulla fecondazione e
perso tutti e due”. E da parte di Rutelli che cosa si
conferma? “Certe volte alcune posizioni che sembrano in
difesa dei valori cattolici e invece fanno solo danno, anche
se questo, ovviamente, non è il caso di Rutelli”. Un
esempio? “La Binetti che se la prende con la fiction di
Banfi: pareva Crozza…”.
Ulteriore riprova: mentre il Secolo incornicia il plauso di
Grillini, Europa, giornale della Margherita non avaro di
rendiconti sulle proposte rutelliane, la frenata delle
coppie di fatto non la mette in prima pagina, non la mette
nei titoli, mezza riga contorta
al centro del pezzo, “Rutelli avrebbe espresso perplessità”.
Piccolo mondo alla rovescia, quelli di quà invidiano quelli
di là, a sinistra si mangiano Fini con gli occhi e sbarrano
gli stessi con raccapriccio se si nomina Rutelli. Il vero
dualismo: altro che Fini-Casini. E succede che la Bindi,
prima di parlare in aula, va a svegliare Grillini appisolato
su una poltrona di Montecitorio.
“Dormi?”. E il diessino gay: “Ero venuto ad ascoltarti, ma
prima dormo: è meglio”.
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