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SHOAH: CDM APPROVA DDL MASTELLA, NEGARE L'OLOCAUSTO SARA' REATO
 
"Atti discriminatori per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi o compiuti a causa del personale orientamento sessuale o dell'identita' di genere'' 
 
NAPOLITANO, COMBATTERE L'ANTISEMITISMO - ALLA CAMERA I POLI LITIGANO SU RESISTENZA E ANTIFASCISMO

  
Roma, 25 gen. - (Adnkronos) - Negare l'olocausto diventa reato.
 
Il Consiglio dei ministri ha infatti approvato all'unanimita' il Ddl del ministro della Giustizia Clemente Mastella sul negazionismo. A pochi giorni dalla Giornata della memoria, che ricorre il 27 gennaio, la shoah e' stata la questione al centro della giornata politica. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nel corso di una cerimonia con le massime autorita' dello Stato, ne ha parlato per richiamare l'attenzione sulla necessita' di ''combattere con successo ogni indizio di razzismo, di violenza e di sopraffazione contro i diversi, e innanzitutto ogni rigurgito di antisemitismo. Anche quando esso si travesta da antisionismo''.
 
La Camera dei deputati ha osservato un minuto di silenzio in apertura di seduta, e lo stesso presidente Fausto Bertinotti ha ammonito sul fatto che ''l'antisemitismo ancora alberga in alcune realta'''. Proprio a Montecitorio, pero', centrosinistra e centrodestra si sono scontati su una risoluzione approvata dalla commissione Cultura con i soli voti dell'Unione, il no di Forza Italia e l'astensione di An, Udc e Lega. A dividere i due schieramenti, un riferimento alla resistenza e al nazifascismo.
 
Per quel che riguarda il Ddl Mastella, il provvedimento amplia e rende piu' severe le norme per quanti ''propagandino la superiorita' razziale e quanti commettano o incitino a commettere atti discriminatori''. Il Ddl, infatti, prevede che venga ''punito con una pena sino a tre anni chiunque diffonda idee sulla superiorita' razziale e prevede una pena dai sei mesi a quattro anni per chiunque commetta o inciti a commettere atti discriminatori per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi o compiuti a causa del personale orientamento sessuale o dell'identita' di genere''.
 
 

di Gaynews.it - 25/01/2007


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