Weekend di Gay Pride in giro per
l'Europa. A Parigi mezzo milione di partecipanti hanno
chiesto più diritti e più azioni contro la violenza omofoba
manifestando per le vie della capitale francese. Ad
ascolatarli il sindaco gay di Parigi Bertrand Delanoë,
rivale di Nicolas Sarkozy alle prossime elezioni
presidenziali.
In Germania, a Berlino, la pioggia non ha fermato il Pride
che per la prima volta è partito dalla parte est della
città. Le intenzioni del corteo erano quelle di fermare la
violenza contro la comunità LGBT, soprattutto negli ambienti
scolastici. Anche lì il sindaco gay dichiarato, Klaus
Wowereit, leader del partito socialdemocratico, era presente
ad ascoltare la folla.
Spostandoci a Est, colpiscono i Pride di Repubblica Ceca e
Bulgaria. A Brno, sede per la prima volta di un Gay Pride,
la tennista apertamente gay Martina Navratilova e il
ministro della cultura hanno sfilato assieme a migliaia di
partecipanti. La manifestazione è però stata attaccata da
alcuni estremisti di destra che hanno lanciato sassi e
molotov sulla folla prima dell'intervento della polizia.
Violenza e scontri anche a Sofia, in Bulgaria per il primo
Pride del paese. A fermare il corteo dei 150 manifestanti,
c'erano un centianio di poliziotti armati e di skinheads,
che hanno attaccato i manifestanti prima di essere fermati
dalle forze dell'ordine.
Lo slogan del corteo era "Attento a chi odi, potrebbe essere
qualcuno che ami". Un chiaro riferimento alla situazione dei
gay che ancora non sono usciti allo scoperto e che vivono
nell'ombra. La Bulgaria e la Repubblica Ceca hanno leggi a
tutela delle coppie gay che in Italia non esistono. Ma
l'accettazione sociale dell'omosessualità, evidentemente, è
ancora molto lontana.
(Parigi)
(Berlino)
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