BRUXELLES, 30 GIU - Matrimoni,
coppie e coabitazioni di fatto o il nulla, la mappa dei
diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transessuali (Lgtb)
varia, e molto, nella Ue. Una diversificazione che risulta
discriminatoria, accusa l'Agenzia europea dei diritti
fondamentali di Vienna, che oggi ha diffuso un rapporto
sull'omofobia. 'L'uguaglianza di trattamento - afferma il
direttore dell'agenzia Morten Kjaerum - e' un diritto
fondamentale ed il fatto che lesbiche, gay, bisessuali e
transessuali non siano trattati in maniera uguale in Europa
e' una ragione di inquietudine'.
I matrimoni gay sono legge in Olanda, Belgio e Spagna. Nel
Regno unito esistono unioni equiparate al matrimonio mentre
sull'altro versante Italia, Grecia, Irlanda, Polonia, Malta,
Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Slovacchia, Bulgaria e
Romania non prevedono alcuno strumento legale per le coppie
dello stesso sesso. In Austria, Portogallo ed Ungheria
esiste la coabitazione di fatto anche per i Lgtb mentre
forme di unioni civili sono previste in Francia, Danimarca,
Svezia, Germania, Finlandia, Lussemburgo, Slovenia e
Repubblica ceca.
'I diritti ed i vantaggi delle coppie sposate - sottolinea
il rapporto - devono essere estese ai partner dello stesso
sesso, anche per il ricongiungimento familiare ed i diritti
in materia di libera circolazione'. Su quest'ultimo aspetto,
il rapporto cita il caso di due omosessuali italiani
sposatisi in Olanda e che si sono poi visti negare in patria
il riconoscimento del loro matrimonio. Undici paesi Ue non
riconoscono i matrimoni gay contratti in un altro Stato
membro. Il rapporto punta il dito anche contro le
'interdizioni' ai gay pride e sottolinea la necessita' di
proteggere i transessuali, 'spesso ignorati o dimenticati'.
In autunno l'Agenzia presentera' un secondo rapporto sugli
aspetti sociali dell'omofobia.
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