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I DIRITTI CIVILI DEI GAY
 
A cura del Dr.
Massimo Piscitelli 
( Psicologo e Sessuologo )
 

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Quando i membri di una società sentono in qualche modo minacciati quelli che considerano i loro diritti il più delle volte reagiscono con l'aggressione. Non sempre la minaccia avvertita proviene dall'esterno della società; la complessità raggiunta nella sua composizione dalla società moderna permette infatti l'identificazione al suo interno di gruppi che si distinguono in base ad una qualche caratteristica da loro posseduta. Il gruppo considerato di "maggioranza", o che detiene il potere politico, attua quindi nei confronti della minoranza una politica di aggressione. Essa può essere espressa sia palesemente per mezzo di atti di violenza fisica o psicologica, sia più sottilmente attraverso l'attribuzione alla minoranza di caratteristiche tali da denigrarla e che giustificano la sua discriminazione. Esse traggono spesso origine da valori e giudizi considerati tradizionalmente o, come si dice comunemente, naturalmente propri della società stessa. Tra questi i giudizi di bene e male, giusto-ingiusto, naturale-innaturale.
 
Spesso si sente dire che l'omosessualità non sarebbe naturale poichè non contribuisce alla conservazione della specie umana, essendo incapace di procreazione. Ai dubbi sulla naturalezza dell'omosessualità é necessario rispondere a partire dalla totalità psicofisica dell'essere umano. Se consideriamo la procreazione solo come evento biologico é evidente che l'omosessuale non vi può contribuire in nessun modo (salvo ricorrere alla fecondazione assistita eterologa, nei pochi paesi dove è permesso). Ma in questa prospettiva sono da considerarsi innaturali tutte le espressioni della sessualità impossibilitate alla procreazione compresi i rapporti con un partner sterile o con una donna in menopausa. Credo che tale definizione sarebbe considerata inaccettabile dai più.
 
Dato che la prospettiva biologica non risulta sufficiente torniamo alla domanda iniziale: in quali altri modi possiamo contribuire alla "conservazione della specie"? Ogni individuo adulto dovrebbe sentire il desiderio istintivo di garantire alle generazioni future la sopravvivenza. La capacità di sopravvivere può essere appresa solo attraverso la trasmissione della cultura e della civilizzazione. Nel concetto di "conservazione della specie" rientra dunque sotto ogni aspetto anche la civiltà e la cultura, alla quale molte coppie senza figli, compresi gli omosessuali, hanno dato e danno tuttoggi un apporto straordinario. I gay, spesso senza essere più geniali degli eterosessuali, rendono per il fatto stesso di esistere ed operare, un contributo prezioso all'umanità. Da un punto di vista sistemico, l’unico capace di cogliere la complessità della realtà in cui viviamo ed in cui nessuno può ritenersi indipendente, non esistono coppie senza figli, né etero né omosessuali. Ogni individuo ha figli simbolici.
 
Dunque i gay hanno contribuito e contribuiscono attivamente alla conservazione della specie, culturalmente e materialmente. Risulta quindi piuttosto difficile non cogliere l'ingiustizia di una società che impone ad una categoria di suoi membri solo doveri e ben pochi diritti. I gay hanno il diritto di essere equiparati legalmente e socialmente a tutti i livelli ed in ogni circostanza agli eterosessuali.
 
Vorrei concludere riportando parte dell'appello che Sigmund Freud, il padre della psicoanalisi, inviò al Reichstag, il parlamento tedesco, nel 1930 proprio per porre fine alla discriminazione legale dei gay, in quanto di sorprendente attualità: L'inclinazione sessuale degli omosessuali gli é tanto propria quanto lo é quella degli eterosessuali (...) Questa legge rappresenta quindi una gravissima violazione dei diritti umani in quanto non riconosce agli omosessuali la loro propria sessualità, anche se gli interessi dei terzi non sono violati (...) Gli omosessuali devono adempiere agli stessi doveri civili come chiunque altro. In nome della giustizia chiediamo che i legislatori riconoscano loro gli stessi diritti civili".
Ancora oggi essere omosessuali in Italia significa essere discriminati legalmente. Manca una legge che tuteli giuridicamente le relazioni affettive gay. Come diceva il pittore gay David Hockey negli anni ’80 “essere gay è inseguire una libertà che la società ti concede con il contagocce”. In Italia in tema di riconoscimento delle coppie di fatto, di adozione, di procreazione assistita le cose stanno ancora così. Peccato.

 

Dr. Massimo Piscitelli  - 28 Febbraio 2005


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