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Sei nato a Galatina in provincia di Lecce. Torneresti a vivere in Puglia?
No. Non saprei cosa farci, il mio posto è al Nord. Il Sud merita veramente poco, va punito.
Punito?
Ci sono delle dinamiche negative in cui il sud persevera. Il sud perde giustamente delle intelligenze. Non è codardia quella che tu spinge a scappare. È il contrario. Al sud è molto difficile fare cose, sai.
Hai fatto il coming out? Lo consiglieresti ad un gay… in erba?
Mai fatto, non penso sia necessario, perlomeno non è una mia priorità. Poi penso che la sessualità sia qualcosa di così inafferrabile e mutante che definirsi in un genere è come autoconfinarsi in una gabbia, come se non ne avessimo già tante!
Quindi non ti piace… definirti?
Gay, bisex, lesbica, trans… come fai a circoscriverti? Ho avuto storie con ragazze, e sono state belle. Ho perso la verginità con una femmina… e… ho le tasche pieni di numeri di cellulari, alla fine d’una nottata alla Salara.
A proposito del tuo lavoro alla Salara, che è il vecchio porto di scarico del sale e la nuova sede nazionale dell’Arcigay, che musica ascolti, oltre a quella pompata dalla discoteca al piano terra?
Il rock, italiano soprattutto, Vasco, Gianna Nannini, David Bowie, Patty Smith, Elisa. Mi piace molto anche Lucio Dalla, Lucio Battisti e gli Stadio. Ascolto di tutto, anche la classica, i miei preferiti sono Stravinsky e Shostakovich. L'unico genere che odio è il jazz.
Che ne pensi dei PACS?
Non ne un'idea positiva. Mi fa ribrezzo la società civile, non vedo perché dovrei acconsentire ad un'istituzionalizzazione dell'unione amorosa che di suo è una delle cose più belle e libere che esista. Ma si sa che il movimento è in corsa verso la normalizzazione. Io preferisco la anormalità. Ci siamo dimenticati di essere diversi e deboli, imitiamo i forti e i prepotenti e ci dimentichiamo di chi sta peggio di noi. Secondo me le battaglie da intraprendere a spada tratta sono quelle, per esempio, che riguardano l'adozione: ci sono tanti bambini nel mondo che aspettano il nostro affetto e ci implorano di essere salvati dai carnefici e dai mercanti! Mi sembra invece che la direzione che si è intrapresa sia quella di ravvivare il fuoco dell'egoismo, come se il mondo non ne fosse già abbastanza saturo.
È un discorso un po’ contraddittorio per chi ha appena dichiarato di amare la politica
Vivo di contraddizioni! Non credo molto nella democrazia, che va presa a piccole dosi. C’è anche chi dice che sono un fascista.
Che vuoi dire? Fascista è un aggettivo che ricorre in funzione negativa nel tuo libro.
Penso che sia un atto dovuto sancire la fine di quest'ultima grande utopia: la democrazia. Dopo il credo di una società fatta di uomini tutti uguali dal punto di vista delle possibilità economiche, dopo il credo di una società fatta di uomini belli, di una razza perfetta e superiore, dobbiamo sancire la fine del sogno di una società dove tutti hanno la possibilità di esprimere liberamente il proprio pensiero: perché questo non è! L'attualità ci impone una riflessione sulle storture di questo sistema di governo. La cosa che più manca oggi è un punto di riferimento ideale, la gente è stanca del mondo, c'è tanta tristezza e povertà in giro, per battere i vari Berlusconi che manipolano i nostri paesi occorre contrapporre alle regole democratiche che hanno dato loro modo di impossessarsi del potere, delle idee nuove e vitali di aggregazione sociale. La Democrazia ci ha mostrato il suo vero volto, come il Comunismo del resto, e cioè che l'idealità era solo un pretesto per ottenere un consenso, per accumulare ricchezza e per mantenere con la coercizione questo consenso e questa ricchezza. Dico una banalità, ma mi pare efficace al fine di quello che voglio dire: sogno un sistema in cui tutti siano ricchi, sollevati dalle impellenze materiali, sogno quest'utopia, tanto sono certo che l'abbondanza prima o poi genera nausea e stanchezza, qualcosa di nuovo nello spirito potrebbe accadere... o no?
Speriamolo! Sei single, in coppia?
Nella vita ho imparato a scegliere io, nei limiti del possibile certo!, ma anche nell'impossibilità penso che si possano fare delle scelte, in questo mi è stato maestro Kierkegaard e il suo “Aut-Aut”. In amore, mio malgrado, sono stato scelto… dalla singletudine.
E che importanza ha l’amore nella tua vita?
È la mia missione. Purtroppo pago il fio di essermi innamorato di me stesso!
Senti: ci vuole più esibizionismo per fare l’attore o per fare il poeta?
Direi l’attore senza dubbio.
Della sete dell’anello non è un libro facile: i tuoi versi non sono semplici, sono pietrosi, ruvidi, fanno pensare. C’è anche una poesia nel tuo dialetto. Tornerai ad usare il dialetto nei tuoi versi?
Non penso, non mi interessa molto. Mi piace molto più l'italiano che è una lingua che non ho ancora imparato del tutto, mi affascina la durezza e la spigolosità, creare con l'italiano, renderlo musicale senza ricorrere alla metrica studiata sui libri, è una sfida interessante. Ovviamente stiamo parlando di forma, il guaio è che la poesia è stata uccisa dalla forma, ne sanno qualcosa tutti questi grandi poeti patentati dalle università. Il risultato è che gli editori non pubblicano più (bel coraggio!). Quindi qualunque discorso che io possa fare in merito alla scrittura, non può prescindere dai contenuti. Per esempio il dialetto non mi piace perché pregno dei riferimenti culturali della mia terra: maschilismo, cafoneria, una certa concezione della donna… è un po' una sorta di DNA. Io sono venuto prima, ecco mi piacerebbe citarti un frammento di un mio recentissimo componimento (DAL FIUME): e c'è chi straparla di civiltà evoluta!/ma è un pensiero d'elica/che gira a vuoto/vi pare ch'io abbia/un'anima/contadina? operaia? padronale? impiegatizia?/La mia anima viene prima di tutti/i parti e le partenze/prima dei verbi e dei proverbi/prima dei pre e dei pro/degli economisti e degli ecologisti
E in quale lingua ti piacerebbe scrivere, se non in italiano?
Forse il russo, non lo conosco ma lo sento vicino al mio barbarismo.
Che deve avere una persona, per interessarti?
Deve piacermi fisicamente, tendenzialmente deve essere acqua e sapone, anche se in realtà mi tradisco sempre con persone costruite e negative. Vorrei anche un cervello che riesca a tenermi a bada, come una leonessa col suo leone.
Da autore, da poeta, quale potrebbe essere, tra maschio e femmina, la parte incomunicabile? Cioè: che cosa (sempre che esista) un autore maschio non sarà mai in grado di descrivere, che invece potrebbe un’autrice? E viceversa?
Parlerei di espressione più che di descrizione. Mi viene da risponderti in maniera molto facile: un autore maschio non sarà (mai) in grado di esprimere la maschilità, così come un'autrice donna non sarà (mai) in grado di esprimere pienamente la femminilità.
Di che segno sei? Ascendente?
Ariete ascendente vergine.
Colore preferito?
Il blu del cielo.
Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Non ridere: cantare a Sanremo.
Quando hai avuto il tuo primo rapporto sessuale omosessuale?
19 anni, in una macchina nel parcheggio di una discoteca.
Vediamo di parlare di adozione: hai mai avuto il desiderio di avere dei figli? Credi che sia giusto affidare dei bambini a coppie diverse?
Ho un desiderio continuo e bruciante di avere un figlio. Tutti dovrebbero averne la possibilità, anche se penso che la tradizionale famiglia (mamma e papà) sia insostituibile, io (e credo anche i miei fratelli) sono grato ai miei genitori di essere stati insieme nonostante forti momenti di tensione. I figli per me sono il frutto di un amore, ma l'amore per il partner finisce quasi sempre, ecco se quell'amore trova nei figli un naturale sbocco allora era sincero, quando si fa un figlio bisognerebbe mettere da parte il proprio egocentrismo di coppia o di partner e dedicarsi a qualcosa di più costruttivo: tirare su una persona e al meglio. Quindi le persone diverse hanno diritto di adottare un bambino, anche i single dovrebbero averne il diritto, perché no?!, ma procreare ex novo, solo per un malsano egoismo, mi sembra eccessivo.
Che ruolo gioca il teatro nella tua vita di tutti i giorni? Ti senti mai prigioniero in una ‘parte’?
Il teatro è la cosa che mi fa svegliare al mattino con rabbia ed energia, è la meta del mio fare. Mi sento più attore che poeta, e mi sento sempre in una parte, dimenticare me e l'idea che gli altri mi cuciono addosso è difficilissimo, quasi impossibile. D'altronde viviamo in una società di maschere, fortemente irrigidita in schemi sociali, a volte necessari per carità!.., ma che sono portatori di tanta infelicità. Oramai viviamo tutti con gli occhi spenti.
Se tu dovessi mettere in scena un testo nel quale recitare, quale sceglieresti?
Il Macbeth.
Quali sono i dieci testi teatrali più importanti da salvare dal prossimo diluvio?
Tutto Shakespeare e Buchner: basta e avanza.
Con quale personaggio storico vorresti avere avuto una stupenda storia d’amore? E quale personaggio storico ti sarebbe piaciuto uccidere?
D'amore con Alessandro Magno, avrei ucciso volentieri Hitler.
Qual è l’autore gay vivente (italiano o no) con cui più ti senti in sintonia?
Ho letto da poco Carne e sangue di Michael Cunningham, l'ho terminato in treno e ho pianto molto, immagina che imbarazzo. Non so se l'autore sia gay, ma ne ho la sensazione. Beh lui mi piace molto, peccato che sia americano...
Da poeta, sei favorevole alla soppressione dell’italiano dalle lingue usate nei dibattiti nel parlamento europeo?
Indifferente.
Sei favorevole all’insegnamento del dialetto nelle scuole statali?
Il problema dell'Italia è che vuole conservare tutto, a cominciare dalla massaia per finire alle Istituzioni: “Sai!, un giorno potrebbe servirmi..” e si riempiono spazi vitali di cianfrusaglie e chincaglierie. La lingua è vitalità, il dialetto ne è l'esempio, le sue trasformazioni vanno assecondate come si asseconda il ciclo della vita. L'italiano è una lingua artefatta ed è giusto che venga insegnata nelle scuole. Rispetto alle tendenze italiane in atto: per esempio, si pensa a ristrutturare edifici fatiscenti che di storico hanno solo le pareti, nemmeno affrescate per giunta, e non si finanziano le attività culturali della contemporaneità perché ritenute un bene di lusso. E io invece aspetto un nuovo Nerone!
Cureresti la regia di un’opera lirica? E quale opera o autore vorresti mettere in scena?
Si, di corsa! Rossini e Verdi.
Ti piacerebbe recitare nel cinema o in tv? L’hai fatto? Con chi?
Ho fatto delle comparse nei primi anni di lavoro. Il cinema italiano non mi piace, non rischia nulla, gli unici che mi piacerebbe contattare sono Crialese e Ozptek.
Che deve avere un/a ragazzo/a di speciale, per fare l’attore?
Te lo dico con Stanislavskij: bisogna avere talento, cioè bisogna avere cuore, ma di per sé non basta, il talento va allenato.
C’è una via ‘gay’ al mestiere dell’attore? Il gay ha qualcosa di specifico, quando fa l’attore, che lo differenzia dagli etero?
No, nessuna differenza, l'unica differenza è che i gay, se continuano a muoversi e parlare tutti nello stesso modo, non potranno rappresentare che grottescamente e infinitamente e noiosamente se stessi, il principio alla base della recitazione, oltre che il cuore (e non parlo solo di buoni sentimenti), è la duttilità.
Che farai da grande?
Troverò me stesso, tempo permettendo!! |