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a cura di Fabio Casadei Turroni

Davide Sirignano:
" Eterniti ti ordina di ritornare dall’eternità "
 
 

Lago di Bracciano, 30/07/05
 


  

Siamo in riva al Lago di Bracciano, sulla sponda di Trevignano. Davide Siringano mi fa allegra compagnia nel dopo cena delle Cantine del Savio. Ci siamo ingozzati come pitoni. L’acqua scura sciaborda a due metri da noi. Il momento è l’ideale per parlare del suo ultimo romanzo, il giallo Eterniti ti ordina di ritornare dall’eternità.
 
Cominciamo proprio… dall’inizio, Davide: chi è l’artista che ha disegnata la copertina?
“È un bravissimo artista a tutto tondo, nel senso che non dipinge solo ma fa anche monili, oggettistica, mostre. È di Frosinone e si chiama Valter Mancini: la cosa è nata per caso perché siamo molto amici. Gli ho proposto il soggetto dell’angelo che trafigge il cuore, poi Valter con il suo estro, e dopo aver letto il libro, ha creato un meraviglioso angelo di colore con alle spalle una rivisitazione originalissima, consentitimelo di dire, della tangenziale romana. Di questa copertina sono entusiasta e parte del successo che sta avendo il mio libro è anche merito suo.”
 

Quanto tempo hai impiegato a scriverlo?
“Ho impiegato a scriverlo circa un anno, però devi pensare che la storia prende forma prima nella mia fervida immaginazione per alcuni mesi poi, quando si è ben concretizzata, scrivo quasi di getto.”
Fai parte dell’ambiente ursino? E in generale come ti definisci: gay, bisex…
“Sono contento che tu mi faccia questa domanda: io sono omosessuale, ma preferirei definirmi con un neologismo a cui ho riflettuto molto e cioè “Omosentimentale”. Mi sembra il più appropriato e meno datato. Per quanto riguarda l’ambiente ursino, io non ne faccio parte: ne sono solo un estimatore. Infatti ho capito che la perfezione fisica non mi interessa, piuttosto la dolcezza di un viso, l’imponenza di un fisico, ma soprattutto lo spessore spirituale, umano e intellettuale di una persona.”
In che modo la tua sessualità interviene nell’atto creativo, nella scelta dei personaggi, nella loro descrizione…
“La mia sessualità, di solito, non interviene nell’atto creativo e nei personaggi, a meno che non ci siano delle parti in cui sia un nodo importante nella narrazione: è capitato nel primo libro, Lagodoro-Miracolo diverso. Nell’atto creativo intervengono, innanzitutto, la voglia di raccontare qualcosa di nuovo, dare una visione inedita delle cose, poi i sentimenti che legheranno i personaggi: fondamentali per creare interesse e suspense narrativa, per quanto mi riguarda.”

Esistono, secondo te, delle cose che un autore può descrivere meglio di un’autrice (e viceversa)?
“Sicuramente tutto dipende dalla propria sensibilità: la mia per esempio è particolarmente spiccata, quindi diciamo femminile se vogliamo schematizzare. Tuttavia per descrivere un atto d’amore un’autrice può dire di più di se stessa, di cosa prova fisicamente, così come un uomo di sé: ma non è detto. Certo io non saprò mai cosa vuol dire essere sfiorati sul seno dalla mano di un uomo, lo posso solo immaginare, però posso esprimere altre sensazioni.”
Cioè?
“Nel primo romanzo, Lagodoro, c’è un intero capitolo su un rapporto d’amore: tra William, che è alla sua prima volta, e il poliziotto Leo, per cui è la prima volta con un uomo. Le mie descrizioni del rapporto sono molto accurate perché non mi piace mettere veli all’espressione corporea dell’amore… però, adesso, mi viene in mente una bravissima autrice E. Annie Proulx che in “Gente del Wyoming” descrive un rapporto d’amore tra due uomini in modo eccelso. Consiglio questo romanzo breve, o racconto lungo fai tu perché profondo e struggente.”
Vivi da solo? Vivi a Roma?
“No, vivo con i miei genitori in una zona periferica di Roma, anche se con i prezzi alle stelle delle case in questo periodo, sta diventando una quartiere di lusso.”
 
Davide è un grande intrattenitore: voce fresca e simpatica, affabile. Le mani tracciano cerchi brevi nell’aria, mentre parla.
 
Descrivi il tuo fisico e il tuo carattere in poche parole a chi non ha il piacere di cenare e condividere con te qualche ora in relax.
“Ma… Che dire: mi considero una persona comune, né bello né brutto: non credo che la gente si giri per guardarmi e non sono poi così “gettonato”, ma non mi interessa, in fondo, perché nel prossimo cerco la “meraviglia”. Quanto al mio carattere, mi riservo di essere, almeno nei pensieri e nelle riflessioni personali, fuori dalla norma. Nel senso che considero quella la mia vera “diversità”, la mia ricchezza. Sono generalmente una persona mite, spero tagliente quando è necessario, impulsiva, troppo sentimentale e sensibile: ma del resto leggendo i miei romanzi si può capire, anche perché io mi maschero sempre in un personaggio.”
E in quale personaggio ti nascondi in Eterniti ti ordina di ritornare dall’eternità?
“Preferisco lo scopra il lettore, che di solito lo capisce dopo qualche capitolo. Solitamente sono sempre il personaggio che è in cerca di qualcosa, che ha più bisogno di amore degli altri e ha più bisogno d’esternarlo, il personaggio chiave insomma: questo non per un mero fatto narcisistico, ma perché ciò mi permette di interagire meglio con i miei personaggi, inventati o veri che siano, e immaginare le loro azioni… e tu Fabio chi credi che io sia in Eterniti?”
Mah… probabilmente… Bambola?
La trans???
Scherzo. Ma tu fai riferimento, nel romanzo, a personaggi reali romani?
“Come fa Pennac nei suoi romanzi, attingo alcuni caratteri da persone reali che conosco, mentre altri li invento di sana pianta. Ad esempio in Eterniti ti ordina di ritornare dall’eternità c’è Alessandro e Fabio, due amici fondamentali nella mia vita a cui dedico anche il libro, insieme al gruppo di omosessuali credenti di Roma, Nuova Proposta. Poi c’è la trans Bambola, appunto, Marco il prete, Mirco l’oncologo, tutte persone che mi hanno dato molto al livello umano.”

Quali sono i tuoi autori di riferimento?
“Io amo molto la letteratura inglese, quindi Jane Austen di Orgoglio e pregiudizio e Ragione e sentimento, Charlotte Bronte di Jane Eyre (Il mio romanzo preferito in assoluto), Emily Bronte di Cime Tempestose, Jerome K. Jerome di Tre uomini in barca e Pensieri oziosi di un ozioso, Henry James, E. M. Forster, J. Joyce, H.G. Wells e altri ancora.”
Leggi in lingua o in traduzione? Pensi che ci sia futuro per una letteratura in lingua inglese scritta direttamente da autori italiani?
“Sto tentando di leggere Sense and sensibility della Austen e comunque mi accorgo che nella lingua madre il romanzo ti da molto di più che nella traduzione, anche se ben fatta. Francesca Marciano, me la sono trovata in libreria proprio la scorsa settimana con la Casa Rossa, celebre per aver scritto con Carlo Verdone i suoi più bei film, come Maledetto il giorno che ti ho incontrato e ultimamente L’amore è eterno finché dura, scrive romanzi in inglese e sta avendo un buon successo, non solo critico, anche all’estero e paradossalmente “traduce” se stessa in italiano. Ci vuole una grande preparazione, non solo letteraria, per raggiungere tali livelli.”
Preferisci Dante o Petrarca?
“Sicuramente Dante perché lo conosco molto di più e poi i suoi riferimenti alla cristianità dell’epoca lo rendono più interessante, in particolare adoro quando mi citano il canto di Paolo e Francesca.”
Credi che l’ambiente ursino sia ben descritto, nei romanzi di autori GLBT?
“Penso che sia descritto pochissimo e male. Il fatto comunque che nel mio giallo il protagonista lo sia e sia presente un capitolo intero ambientato in una discoteca ursina è funzionale alla storia e alla veridicità del personaggio che ho scelto di rappresentare.”
Ma ti sembra giusto sottocategorizzarci così, cercare delle differenze tra noi?
“Che ci siano delle categorie di gay è lecito, ma non bisogna ghettizzarsi, solo, in sottogruppi specifici che sono comunque utili a formare la propria identità d’appartenenza, ma che devono permettere all’individuo di interagire con l’esterno, col mondo.”
 
Che idee politiche hai? La politica è importante nelle tue righe?
“Naturalmente sono Sinistroide o Sinistr(orso)! Mi dirai di quale sinistra? Non lo so esattamente, perché in politica c’è troppo protagonismo: sembra di aver a che fare con tante pin-up alla ricerca del potere mediatico. Nel libro mi sono divertito a maltrattare dei politici: spero abbiano un po’ di autoironia. Se ti dovessi citare dei nomi mi piace molto Franco Grillini, che al recente pride di Roma ha dichiarato quanto i media sono prevenuti nei confronti dei gay, testimonianza ne è il fatto di cronaca del sindacalista Presta; Nichi Vendola, Emma Bonino, ma più per la loro umanità e preparazione. Danno proprio l’idea di persone che vogliono cambiare le cose.”
Che ne pensi delle ultime rivelazioni sull’omicidio di Pasolini?
“Non ho seguito molto, ma credo che ci sia qualcosa di fortemente politico sotto: la verità, prima o poi, verrà a galla. Ricordiamoci che è stato ucciso uno dei più grandi scrittori e cineasti italiani e abbiamo diritto di sapere cosa gli è successo.”
Credi (dato che il romanzo ha tanti colpi di scena paradossali e… paranormali!) nei poteri nascosti della mente?
“Credo che ci sono delle persone posseggono dei doni particolari, dei carismi: questo può essere la chiaroveggenza, la telecinesi o poteri di guarigione interiore ed esteriore. Io sono cattolico per cui credo siano doni di Dio. Credo nei miracoli. Ma il punto è che questi doni devono essere messi a servizio del bene.”
E che contatto vedi, da cattolico, tra Dio e la paranormalità?
“Molti cattolici bigotti pensano che siccome queste potenzialità arrivano da fonti sconosciute, allora debbano provenire per forza da Belzebù in persona. Io credo che sono dei doni della mente di cui a volte non siamo neanche a conoscenza: mi viene in mente quando penso a una persona del passato e il giorno dopo me la ritrovo alla fermata dell’autobus. Non è questa forse una premonizione, come i sogni alcune volte? Il campo dell’irrazionale è così vasto, ma sono convinto che le persone con una forte spiritualità possano sviluppare queste capacità: la fede in Dio, la preghiera e l’adorazione contribuiscono a questo e sono una strada preferenziale. Quello che mi spaventa sono le persone che usano queste capacità a scopo di lucro o per imbrogliare la gente: quando si aiuta qualcuno si deve farlo senza aspettarsi nulla in cambio. Sono fermamente convinto che esista, anche come dono di Dio, il carisma della guarigione, interiore ad esteriore, i miracoli insomma. Mi vengono in mente molti esempi di Santi: S. Francesco che parlava con gli animali, S. Rita che fece germogliare una rosa nella neve. Natuzza Evolo, che non è santa, però sin da piccola parlava con i morti, il libro che parla della sua infanzia fa rabbrividire: se quelli che vengono narrati non sono doni da medium!”
 
Ti trovi in contrasto colle direttive della chiesa cattolica sulla sessualità?
“La chiesa è diventata troppo gerarchica e troppo orientata verso il potere, invece d’imparare la lezione di S. Francesco sulla povertà; ostenta troppo spesso lustrini, anelli e cariche di potere. Mi viene in mente la festa ecumenica della comunità di S. Egidio, di qualche anno fa, in cui gli ecclesiastici erano stipati in un tendone con un buffet da re, mentre la gente comune stava in un cortile della chiesa di S. Giovanni a Roma a mangiarsi pasta al sugo. Lo so perché un mio amico prete mi ha fatto intrufolare nella festa più “in”. Se queste debbono essere le divisioni… Riguardo alla sessualità, ovviamente non sono d’accordo per un dato di fatto: non è detto che un atto d’amore sia per forza orientato verso la procreazione, anzi la maggior parte delle volte è uno scambio d’amore per raggiungere quella perfezione stessa dell’amore e quindi l’avvicinamento totale all’amore di Dio. Non esiste coppia eterosessuale che arriva casta al matrimonio, fonti sicure di preti che conosco me lo confermano, a meno che la castità non sia una scelta per loro, come lo è per alcuni preti ma non per tutti, è un’imposizione da chi vuole dominare le coscienze incistando sensi di colpa e retaggi morali ormai datati.”
Già. Parlami un po’ del gruppo di omosessuali credenti di cui fai parte.
“Sì, dedico il mio libro, in parte, anche al mio gruppo Nuova Proposta a cui sono molto legato e a cui sono fiero d’appartenere perché, sì è vero, siamo una goccia nel mare, ma siamo un inizio. La chiesa siamo anche noi, noi ci siamo, e abbiamo il diritto di professare la nostra fede, il nostro credo in Dio e in Gesù senza essere considerati dei peccatori ad oltranza, dei reietti o, addirittura, credo ancora peggio, bisognosi di pietà da parte del mare dei cattolici praticanti e degli ecclesiastici. La perfezione non esiste per nessun essere umano che è, invece, perfettibile: chi è perfetto scagli la prima pietra.”
Che rapporti avete colle istituzioni gay non confessionali?
“Il 9 luglio c’è stato il pride a Roma e ho partecipato con il mio gruppo, portando insieme agli altri lo striscione di Nuova Proposta: abbiamo cantato i Wham, ballato il can can, The Time of my life, fatto festa con tutte le altre realtà della comunità gay e siamo fieri di aver sfilato testimoniando la nostra fede, ma come al solito le televisioni ci hanno ripreso poco: non ho visto un telegiornale in cui si vedesse il nostro striscione.”
 
A proposito di visibilità: il tuo è uno pseudonimo o è il tuo nome vero? Hai fatto il coming out?
“Sì, certo dai 25 anni in poi e pensavo d’essere in ritardo, ma molti si sono scoperti dopo i 30 anni e anche più avanti. Questo è il mio vero nome: volevo cambiarlo con il cognome di mia madre ma non volevo creare complicazioni familiari.”
 
Che ti piace di più, e di meno, di Roma?
“Io mi trovo del tutto a mio agio sulle sponde dei laghi. Di Roma detesto la maleducazione e la prepotenza degli automobilisti, i rumori assordanti, le “etichette” a cui la maggior parte dei giovani vogliono uniformarsi, la volgarità e l’insensibilità della gente cittadina: a volte vorrei abitare in provincia, vicino al lago di Bracciano o a quello di Vico perché il lago è il luogo naturale che adoro di più, infatti è presente anche nel primo romanzo Lagodoro-Miracolo Diverso. Mi piace invece di Roma l’immenso patrimonio storico, il fatto di avere cinema, teatri, musei, parchi a mezz’ora da casa.”
Che ne pensi dei Pacs?
“Penso che sia importante per i diritti effettivi che spettano alle coppie omosessuali. La recente manifestazione vicino Montecitorio, nella capitale, è stata la riprova che i politici hanno la responsabilità di legiferare sull’argomento e regolamentare una realtà ormai palese. Non si può negare a una coppia che si ama di sposarsi e di essere riconosciuta dallo stato: se io voglio destinare la mia pensione, i miei averi alla persona amata o ad una associazione per la lotta contro l’AIDS e salvaguardarli da pseudoparenti pescecani, nessuno può impedirmelo.”
Ma tu ti sposeresti? Adotteresti dei bambini?
“Mi sposerei? Certamente, anche in chiesa perché davanti a Dio ho scelto quella persona per condividere tutta la vita e spero oltre. Ma purtroppo manca la materia prima!!! Quello che ha fatto in Spagna Zapatero non è solo una vittoria dell’essere umano, ma anche la dimostrazione che la mentalità della gente sta cambiando e sta riconoscendo l’uguaglianza dei diritti elementari dell’individuo. Adotterei sicuramente, ma purtroppo la società non è ancora pronta: facciamo un passetto per volta.”
 
Quando scrivi? Di giorno o di notte?
“Solitamente di giorno perché la mente è più fresca, però se mi vengono in mente idee improvvise per la narrazione, a qualsiasi ora.”
Di che segno sei? Ascendente?
“Sono dei gemelli e il mio ascendente è il leone. Non credo molto ai segni zodiacali: forse le tendenze che esprimono sulle persone sono giuste, ma è molto importante l’interiorità della persona, su quella non c’è nessuno schema predefinito che regga.”
 
La cameriera porta il limoncello. Direi che è tutto. Vorrei anche parlare della sua attività di critico cinematografico e di autore teatrale, vincitore nel 2002 di un premio a Modena con Preferisco la ciliegia, che sarà replicata a Roma fra qualche mese. Ma la notte ci travolge. E io devo tornare a Bologna in automobile! E dunque vi invito a visitare in massa il suo blog  http://davidesirignano.splinder.com . fiduciosi d’una sua ecumenica risposta, poco conventuale, molto spirituale, evangelicamente sollecita!
 
Davide sarà felicissimo delle vostre domande.


Davide Sirignano: " Eterniti ti ordina di ritornare dall’eternità "
I fiori di campo editore, collana I papaveri - euro 12,20.
 


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