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La musica è troppo alta. La
conversazione procede a scatti. Ma non me lo lascio mica sfuggire,
questo autore così interessante.
Ascolta, Fabio, ad un certo punto nella trama di Da adesso in poi
entra il dolore fisico; un tuo personaggio muore di leucemia: perché
hai fatta questa scelta? Non ti è costato uccidere un tuo
personaggio?
Mi è costato moltissimo. Ma è l’unico modo per chiarire che è la
vita a decidere per noi, non abbiamo nessun potere di arbitrio in
nessun campo.
Hai deciso che farai da grande?
Forse venderò gioielli… chissà.
Passa un drappello di ragazzi bellissimi e firmatissimi.
Quando hai una relazione sei un tipo fedele?
Solo se sono innamorato. Molto innamorato.
Ti rifaccio la domanda di due anni fa: come ti definisci:
omosessuale, bisessuale…? Coming out?
Sono un omosessuale al quale piacciono terribilmente le donne.
Più in generale: quanto la tua sessualità influenza la tua
scrittura?
Nulla, credo.
Preferisci Dante o Petrarca?
Dante.
Conosci Pasquale Ferro, autore napoletano?
Certo. |


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Il dj di Radio Sabbia spara un 4/4 esplosivo. Dobbiamo urlare per
sentirci.
A tratti il tuo romanzo ricorda, nella struttura, un dramma
radiofonico: quanto la tua abitudine alla parola detta influenza
quella scritta?
Ho provato a lavorare per immagini…. Ho immaginato un film più che
un romanzo radiofonico. Certo, l’abitudine alla parola detta
influenza, ma la scrittura, come tu sai meglio di me, è un’altra
cosa.
Tu dai voce ad una donna, che si ritrova incinta, poi morente:
ritieni che ci siano delle sensazioni che autori non potranno mai
descrivere, rispetto ad autrici? Che ci sia qualcosa di indicibile
in letteratura, tra maschi e femmine?
Solo ciò che è nell’anima. Praticamente tutto.
Da che parte voti, nell’urna?
A destra.
Ti da’ fastidio che Berlusconi si sia comprata anche radio 101?
Trovi che abbia troppi media dalla sua parte, sotto le elezioni?
Berlusconi non ha affatto comprato Radio 101. Almeno non lui
personalmente. Considerato che il precedente editore di radio 101
aveva fatto tanti di quegli imbrogli da mettere a rischio il posto
di lavoro di moltissimi giornalisti, speakers e tecnici, sono molto
contento che Mondatori abbia rilevato l’azienda e che il posto di
lavoro di tutte quelle persone sia salvo.
Sei attore, autore, cantante… ti piacerebbe fare il VJ?
Non ho l’età…. Ma poi forse, pensando a Silvestrin ce l’ho… non so,
non me l’hanno mai offerto. Io nella mia vita ho cercato poco, mi
hanno sempre offerto di fare qualcosa ed il VJ non è tra queste
cose.
Ti piace la legge sui matrimoni lesbici e omosessuali spagnola, o
preferisci la versione dei PACS francese?
Preferisco i Pacs. Più moderni.
Ti piacerebbe avere un bambino? Daresti un bambino in adozione ad
una coppia omosessuale?
Meglio con una coppia omosessuale che per la strada. Ma ritengo che,
quando sia possibile, un bambino debba avere una madre e un padre.
Anche non naturali.
Chi è la Pina, che tanto parla in sottofondo nel tuo romanzo? Che
musica ascolti, di solito?
La Pina è una famosa speaker di radio Deejay. Io ascolto solo radio
Marte, la radio per la quale lavoro, e radio Deejay.
La storia affettiva del romanzo è bisessuale perché il suo
protagonista maschile lo è: fa da ponte tra personaggi eterosessuali
ed omosessuali. Tu sei più Stefania la Traditrice Punita, Guido il
Cornuto Violento, Sandro il Tradito Remissivo, o Daniel il Volitivo
Prepotente?
Nessuno di loro. Per fortuna…
Napoli è lo scenario anche del tuo secondo romanzo: a quando un
cambio di città, nelle tue righe?
E dov’è scritto che Napoli è lo scenario del mio secondo romanzo?
Non faccio riferimento, volutamente, a nessun luogo in particolare.
È una storia che sarebbe potuta succedere dovunque.
Già. Chissà perché la mia immaginazione ha ambientato il romanzo
a Napoli? Forse perché conoscevo l’autore, e il suo amore per la
propria città.
Qual è il tuo autore di teatro preferito? Prevedi di scrivere per
il teatro?
Ho già scritto per il teatro, ed anche felicemente messo in scena.
Il mio autore preferito era Leavitt prima dell’ultimo romanzo. Ora è
De Carlo.
E l’autrice?
Simona Vinci. E la Mazzantini di Non ti muovere.
Ti piace la Fallaci? Che pensi della sua critica alla
‘sottomissione’ occidentale all’Islam?
Sacrosanta. Io farei parlare la Fallaci dai pulpiti delle Chiese
alla domenica e obbligherei gli insegnanti di storia e lettere a far
leggere i suoi libri in classe.
Quando critichiamo la chiesa cattolica per le sue posizioni su
lesbiche e gay, ci viene ribattuto che nei paesi musulmani noi
diversi staremmo molto peggio. E che quindi dovremmo accontentarci.
Che ne dici?
Che idiozia! Accontentarsi è da poveri d’animo. La Chiesa cattolica,
si sa, impone il suo “fai quello che dico io e non fare quello che
faccio io”. Dell’Islam non parlo, è una cultura che non conosco. E
che non voglio conoscere.
La musica s’abbassa. Diventa quasi languida. Tra gli ombrelloni le
ombre si muovono più sinuose. Risate da tutte le parti.
Una peculiarità del tuo stile consiste nelle chiuse dei capitoli:
come in Il sole e l’innamorato sono ad effetto: ti piace avere
l’ultima parola, quando parli?
Sempre…. Ciao!
Dove sei? Fabio? Fabio?
Il mio latte e menta è finito. L’intervista anche. Fabio Brescia,
l’autore di Da adesso in poi s’è volatilizzato tra le tenebre del
Papeete. Sulla rena umida di notte, starà inseguendo un ragazzo o
una ragazza? Boh. Voi, se volete saperne di più, visitate il suo
sito
www.fabiobrescia.com
Chissà.
Forse lo scoprirete!!! |