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a cura di Fabio Casadei Turroni
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"Parole che bruciano" di Brane Mozetič

Lubjana, 15/10/06
 

Un artista sloveno, poeta e narratore, editore ed attivista gay nella sua terra, esordisce in Italia con il suo libro di poesie Parole che bruciano, tradotto dalla mitica Jolka Milič per i tipi di Moby Dick.
Ecco a voi, quindi Brane Mozetič, solerte e disponibile, bravo ed interessante. E perfino, se mi posso permettere, simpatico.
 
“Chi sono i tuoi poeti favoriti?’”
Siamo a poca distanza dalla stazione di Lubjana. È quasi sera.
“Difficile da dire! Dei poeti della vecchia generazione mi piace Omar Hajam, poi i poeti francesi decadenti come Verlaine. Ho tradotto un volume di Rimbaud. Della poesia contemporanea preferisco quella narrativa: ci sono molti poeti nordamericani che sono su quella lunghezza d’onda…”
 
“Chi sono i tuoi poeti italiani favoriti?”
“Penso a Sandro Penna.”
 
“Come ti definisci? Gay, bisex..”
“Gay!”
 
“Quanti anni hai? L’amore è importante nella tua poesia? E in che modo?”
“Ho 48 anni e l’amore è fondamentale per la mia poesia:-tutta la mia poesia e la mia prosa riguardano l’amore, (e il sesso)”
 
“Che è l’amore per te?”
“Proprio non lo so. Essere innamorati è così bello ma sempre tanto doloroso…”
 
“Che situazione c’è per i diritti lgbt in Slovenia?”
“L’omosessualità fu depenalizzata nel 1976 e nel 1984 c’è stato il primo festival gay e lesbico. Il primo movimento lgbt dell’europa del’est. Forse non ci crederai ma abbiamo il più vecchio festival di cinema glbt! Quest’anno sarà tenuta la 22 edizione. Abbiamo una legge antidiscriminazione ma credo che nessun* fino ad ora vi si sia mai appellat*. Da quest’anno abbiamo la possibilità di una partecipazione alla convivenza ma senza troppi diritti, e così non ne siamo troppo soddisfatti. D’altra parte viviamo in una terra molto conservatrice e così le persone lgbt vivono quasi nascoste. Non si sentono troppo a loro agio nei bar e nelle discoteche lgbt, così che di discoteche ne abbiamo solo una, e nemmeno troppo frequentata. Si preferisce incontrarsi sul web.”
 

“Che musica preferisci? Suoni qualche strumento?”
“Per danzare e per i clubs adoro la tecno, la trance. Ma a casa ascolto etno, contemporanea, musica araba e anche qualcosa dall’africa, Turchia... Qualche nome? Cesarea Evora, Natasha Atlas, Mustafa Sandal, Youssou N’Dour, Cheb Mami.... e no, non suono nulla.”

“Sei single?”
“No; ho un partner… è una relazione un po’ aperta.”

“Qual è la situazione della poesia slovena?”
“La poesia slovena si fa sempre più interessante, d’anno in anno diventa più aperta, narrativa, personale, più comprensibile… ma i libri pubblicati sono troppi. Delle vecchie generazioni mi piace Svetlana Makarovic, and tra i più giovani Tone Skrjanec, Peter Semolic ... “

“Credi che ci sia una specificità gay nella poesia?”
“Penso che la situazione dei gay sia ancora diversa, e lo sarà sempre. Siamo una minoranza e su questo costruiamo la nostra identità. Un poeta gay scriverà sempre di questo, di questa grande differenza cogli altri. E credo che lo sguardo sul mondo sia diverso: la vita, il sesso.. un sacco di cose sono diverse. I gay vorrebbero creare un mondo differente, e potrebbero farlo…”

“Che scelte politiche fai?”
“Sono più di sinistra.”

“Ti definisci \più un poeta o più un narratore?”
“Più un poeta. Anche nei racconti sono molto autobiografico, intimo se vuoi. Non so inventare storie e così parlo di me stesso, dei miei amici, dei nostri circoli… tutta la mia prosa è molto gaya ed è un peccato che io non sia ancora tradotto in italiano.”

“Conoscevi già la traduttrice Jolka Milic?”
“La avevo incontrata circa 17 anni fa quando preparavo la mia antologia di poesia omoerotica del XX secolo, e all’epoca aveva tradotto qualche poeta italiano per me: . De Pisis, Penna, Pasolini, Nico Naldini, Sara Zanghi, Dacia Maraini, Bellezza, Pecora e altri. L’antologia fu un vero successo. Più tardi tradusse qualche mia poesia per riviste e anche poeti italiani per altri progetti editoriali. È una grande. Immagina che ha 80 anni e continua a tradurre ogni giorno!”

“Potranno incontrarti i lettori italiani, in italia?”
“Certo, se qualcuno m’invita. Ah. Ah. Ah. Ho tenuto presentazioni del libro a Ferrara, Bologna e Trieste, ma mi piacerebbe tenere più letture pubbliche delle mie poesie. Come sai, la situazione della poesia contemporanea non è troppo buona. La gente che ascolta la poesia è troppo poca. Oh sì, devo aggiungere che ho ricevuto un grosso premio per il libro di cui parliamo oggi, a Salò!”

“Pubblicherai altri libri in Italia?”
“Lo spero. Proprio ora sono in parola con un piccolo editore italiano per la pubblicazione di Butterflies, già tradotto in inglese a New York. Non so se esista una editoria lgbt in Italia, o se pubblichino anche traduzioni.”

“Direi che a dire il vero non fanno altro, caro Brane...”
“Devo aggiungere che anch’io sono un editore e ho una piccola casa editrice lgbt che ha pubblicati già più di 50 titoli. Tra gli italiani solo Matteo B. Bianchi and Pasolini (Amado mio), ma sono alla ricerca di altri titoli lgbt. Controlla su http://www.skuc.org/knjige/knjige.html e sui miei lavori su www.branemozetic.com

Il cielo di Lubjana è sempre più nero. Scappo a prendere il treno per Trieste, al volo. Un bacione a tutti i lettori italiani di Brane!
 
  


"Parole che bruciano" Brane Monezič - Moby Dick, Faenza, 2006.


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