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“Che musica preferisci? Suoni qualche strumento?”
“Per danzare e per i clubs adoro la tecno, la trance. Ma a casa
ascolto etno, contemporanea, musica araba e anche qualcosa
dall’africa, Turchia... Qualche nome? Cesarea Evora, Natasha Atlas,
Mustafa Sandal, Youssou N’Dour, Cheb Mami.... e no, non suono
nulla.”
“Sei single?”
“No; ho un partner… è una relazione un po’ aperta.”
“Qual è la situazione della poesia slovena?”
“La poesia slovena si fa sempre più interessante, d’anno in anno
diventa più aperta, narrativa, personale, più comprensibile… ma i
libri pubblicati sono troppi. Delle vecchie generazioni mi piace
Svetlana Makarovic, and tra i più giovani Tone Skrjanec, Peter
Semolic ... “
“Credi che ci sia una specificità gay nella poesia?”
“Penso che la situazione dei gay sia ancora diversa, e lo sarà
sempre. Siamo una minoranza e su questo costruiamo la nostra
identità. Un poeta gay scriverà sempre di questo, di questa grande
differenza cogli altri. E credo che lo sguardo sul mondo sia
diverso: la vita, il sesso.. un sacco di cose sono diverse. I gay
vorrebbero creare un mondo differente, e potrebbero farlo…”
“Che scelte politiche fai?”
“Sono più di sinistra.”
“Ti definisci \più un poeta o più un narratore?”
“Più un poeta. Anche nei racconti sono molto autobiografico, intimo
se vuoi. Non so inventare storie e così parlo di me stesso, dei miei
amici, dei nostri circoli… tutta la mia prosa è molto gaya ed è un
peccato che io non sia ancora tradotto in italiano.”
“Conoscevi già la traduttrice Jolka Milic?”
“La avevo incontrata circa 17 anni fa quando preparavo la mia
antologia di poesia omoerotica del XX secolo, e all’epoca aveva
tradotto qualche poeta italiano per me: . De Pisis, Penna, Pasolini,
Nico Naldini, Sara Zanghi, Dacia Maraini, Bellezza, Pecora e altri.
L’antologia fu un vero successo. Più tardi tradusse qualche mia
poesia per riviste e anche poeti italiani per altri progetti
editoriali. È una grande. Immagina che ha 80 anni e continua a
tradurre ogni giorno!”
“Potranno incontrarti i lettori italiani, in italia?”
“Certo, se qualcuno m’invita. Ah. Ah. Ah. Ho tenuto presentazioni
del libro a Ferrara, Bologna e Trieste, ma mi piacerebbe tenere più
letture pubbliche delle mie poesie. Come sai, la situazione della
poesia contemporanea non è troppo buona. La gente che ascolta la
poesia è troppo poca. Oh sì, devo aggiungere che ho ricevuto un
grosso premio per il libro di cui parliamo oggi, a Salò!”
“Pubblicherai altri libri in Italia?”
“Lo spero. Proprio ora sono in parola con un piccolo editore
italiano per la pubblicazione di Butterflies, già tradotto in
inglese a New York. Non so se esista una editoria lgbt in Italia, o
se pubblichino anche traduzioni.”
“Direi che a dire il vero non fanno altro, caro Brane...”
“Devo aggiungere che anch’io sono un editore e ho una piccola casa
editrice lgbt che ha pubblicati già più di 50 titoli. Tra gli
italiani solo Matteo B. Bianchi and Pasolini (Amado mio), ma sono
alla ricerca di altri titoli lgbt. Controlla su http://www.skuc.org/knjige/knjige.html
e sui miei lavori su
www.branemozetic.com”
Il cielo di Lubjana è sempre più nero. Scappo a prendere il treno
per Trieste, al volo. Un bacione a tutti i lettori italiani di Brane!
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