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a cura di Fabio Casadei Turroni
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" Amami! " di E.G.Versino
 

 Settembre 2007
 

Carissimi, ho preso un granchione!

Ho letto Amami! di E. G. Versino per Zoe edizioni, tutto d’un fiato e, traviato dalla mia ignoranza sul nome dell’autore (autrice?), dalla verosimiglianza delle scene lesbiche, ho dato per scontato… beh, adesso leggere che cosa ho dato per scontato!!!

La mail seguente, con allegate le risposte alle domande che leggerete di seguito, m’è giunta proprio dall’autore:

“Caro Fabio,
 
Vorrei premettere una cosa. Le Sue domande mi hanno spiazzato non poco,
perché credo che partano dal presupposto che io sia gay. Invece io sono
etero e sposato. Questo influenza alcune mie risposte che, come comprenderà,
non possono essere particolarmente significative per quanto riguarda la mia
esperienza personale di relazione tra identità e società.
Faccio parte della maggioranza, di quelli che hanno avuto la vita più
facile, almeno in questo campo. Ma forse proprio per tale motivo mi sono
voluto imbarcare in questa avventura, che non è solo letteraria ma è anche
di ricerca e scoperta umana. Mi sono reso conto che era impossibile ignorare
una parte della società che, piaccia o no, esiste, e va conosciuta. Allora,
per sforzarmi di capire ho fatto la cosa assieme più ovvia ma anche più
difficile: ho provato ad immedesimarmi, a mettermi nelle scarpe di qualcun
altro, e siccome non mi piacciono le cose semplici, ho cercato di entrare
nella vita di chi mi era più lontano: un gruppo di ragazze lesbiche.
Non c’è nulla di morboso in questo, come spero che si evinca dal libro: c’è
solamente il desiderio di esplorare un’anima diversa, un universo parallelo
di cui avevo a disposizione solamente descrizioni provenienti da stereotipi
di quarta categoria. Io credo che la comunicazione sia essenziale per la reciproca maturazione,
quindi ho cercato di avviare un canale di comunicazione tra due mondi che
non si sono quasi mai parlati, e anche per questo si sono odiati o al
massimo mal sopportati: io credo, invece, che sia il momento di iniziare a
conoscerci veramente. Questo, in linea di massima, è il motivo che mi ha spinto a scrivere il
libro.
Ecco le mie risposte.
Saluti,
E.G.Versino
 
”Quanti anni hai?”
“Ho 42 anni.”

“Come ti definisci? Etero, lesbica, bisessuale, omosessuale…”
“Credo che la natura abbia provveduto lei stessa a definirmi: sono eterosessuale. Non vorrei apparire polemico, ma sono profondamente convinto che non si possa decidere ‘a tavolino’ la propria identità, ma sia fondamentale scoprirla fino in fondo, sia nei suoi elementi innati che in quelli acquisiti, anche perché talvolta quelli acquisiti finiscono per essere prevalenti e anche distorsivi e questo bisogna capirlo prima che si può.”

“Credi nell’importanza del coming out? Tu l’hai fatto? Lo consigli ai più giovani?”
“In quanto etero, non ho ovviamente avuto bisogno di alcun coming out, comunque credo che parlare di se stessi sia una cosa giusta in ogni caso, quindi credo che sia fondamentale farlo. Poi, ascoltare cosa vive veramente un adolescente omosessuale farebbe bene a molta gente.”

“Di che parte politica sei? Destra, sinistra… la tua sessualità influisce sulle tue preferenze elettorali?”
“Ahi… qui c’è un altro punto dolente. Nel senso che non solo sono eterosessuale, ma sono anche cattolico convinto. Cioè, non mi riconosco genericamente in un’area di centro, ma ci credo proprio. Questo essere credente è per me anche un atto politico, nel senso che non coinvolge solamente le mie scelte personali di vita, ma anche la mia visione del mondo, della società. Ti sembrerà impossibile, ma proprio questo essere profondamente credente mi ha spinto a voler capire la diversità. Ho imparato che in tutta la storia della Chiesa ci sono stati momenti in cui ci si è scontrati con la diversità e la Chiesa nel suo complesso alla fine è sempre stata in grado di comprenderla, senza però perdere alcuna parte del messaggio evangelico. So che c’è spazio per una comprensione reciproca, non costruita attraverso compromessi culturali, ma attraverso la coscienza che siamo tutti figli dello stesso Padre, dotati degli stessi diritti e chiamati al rispetto degli stessi doveri. Se si è d’accordo su questo principio non esistono incompatibilità. Si capisce che la Chiesa non usa due pesi e due misure se si ricorda di ciò che è richiesto ai credenti eterosessuali e che molti di loro non rispettano minimamente, per cui sembra che certe cose siano addossate “ad hoc” al mondo omosessuale. Elettoralmente, è spesso difficile riconoscere chi è cattolico di chi finge di esserlo per opportunità, quindi navigo a vista. Sicuramente non mi piace l’equazione ‘Sei gay? Allora sei di sinistra’: le scelte politiche riguardano l’approccio globale al mondo, non l’atteggiamento che gli altri hanno verso una situazione.”

“Credi nell’importanza dell’impegno politico, nella letteratura?”
“La letteratura è comunicazione di idee, quindi è profondamente politica perché in qualche maniera coinvolge sempre problemi che riguardano la collettività, la polis. Credo che però si debba premettere che troppo spesso si attribuiscono agli scrittori le idee espresse dai personaggi dei loro libri. Secondo me l’abilità di uno scrittore è affine a quella di un attore capace di interpretare ruoli diversissimi, rendendoli tutti credibili. Come scrittore sono bravo nella misura in cui riesco a descrivere realisticamente ciò che è diverso, distante da me. È politica anche la scelta dei temi da trattare. Il mio ideale è creare libri come fotografie fatte di parole, per far emergere situazioni sulle quali la collettività dovrà riflettere. Secondo me uno scrittore di romanzi deve porre problemi, non dare soluzioni.”

“Amami! è il tuo primo libro?”
“È il mio primo romanzo lungo. Ho al mio attivo diversi racconti e molti articoli per riviste di vario genere.”

“Quanto hai impiegato per scriverlo?”
“La stesura di massima è durata cinque mesi. Ho impiegato un altro mese a rifinirlo, poi ho raccolto tutto il mio coraggio e l’ho presentato all’editore.”

“Che lavoro svolgi? Dove vivi?”
“Sono un informatico. Mi occupo di progettazione e amministrazione di grosse reti di computer, il che è uno dei lavori più aridi del mondo perché richiede di passare moltissime ore in sale server piene di schermi, ronzii di ventole e condizionatori, programmi che si ostinano a non funzionare a dovere ed utenti che fanno le richieste più strane. Scrivere è stata anche una reazione. Vivo a Torino, e non riuscirei a vivere altrove. Noi torinesi siamo strani, abbiamo modi non verbali di comunicare che per noi sono fondamentali e altrove sarebbero incomprensibili. In altre città mi sentirei spiazzato.”

“Il romanzo è ambientato a Torino. Ti piace la tua città? È facile essere lgbt a Torino? Frequenti i locali lgbt?”
“Torino mi piace moltissimo, soprattutto perché so di esserne un figlio nel carattere, nel modo di concepire la vita. Per quanto riguarda la seconda parte della domanda… non saprei, ma credo che non ci siano molte differenze con altri luoghi. I locali LGBT non li frequento, ma se qualcuno mi chiedesse di presentare il libro, ci andrei volentieri.”

“Quali sono i caratteri tipici dei torinesi lgbt?”
“Non lo so, e questo mi dispiace soprattutto perché ho presentato il libro in molte parti d’Italia ma a Torino non si è fatto nulla, quindi non ho avuto possibilità di verificare se esistono peculiarità. In generale, sapendo come siamo, direi che anche loro sono “severi, rigorosi e inflessibili”: sabaudi, insomma, o almeno io li immagino così.”

“Quali sono i tuoi modelli letterari?”
“Io leggo moltissimo, quindi ho avuto tanti maestri. Ho amato moltissimo Guareschi per la sua capacità di descrivere un sentimento con due parole, Isabel Allende per la capacità descrittiva, fotografica, essenziale, Banana Yoshimoto per la cruda essenzialità dei dialoghi, e mi riferisco soprattutto a quel terribile capolavoro che è “N.P.”, Asimov per la capacità di sviluppare una storia su molti piani, intersecando scienza, filosofia, sociologia in un contesto narrativo affine al giallo. Poi mi piacciono Sepulveda, il primo Brizzi, e molti altri. Tutta gente molto brava, insomma. Li invidio moltissimo.”

“Il romanzo è stato modificato, in sede d’editing?”
“No, l’editore non mi ha chiesto alcun cambiamento significativo. Ho fatto io qualche limatura, ma nulla è stato toccato da altri.”

“Il romanzo sembra proprio scritto da una donna. Hai faticato ad immedesimarti nella psicologia femminile, e lesbica? Hai amiche lesbiche?”
“Non ho fatto particolare fatica, soprattutto perché ho molte amiche, anche se la maggioranza di loro é etero. Sicuramente non ho scritto prima di aver “studiato” i loro caratteri: tutto sommato alcune mie conoscenze possono trovare qualcosa di loro stesse nei personaggi del libro. In realtà credo che nella vicenda di ‘Amami!’ il tema principale non sia tanto l’omosessualità, che pure è il fattore scatenante di ogni evento narrato, ma il rapporto tra la emarginazione e solidarietà, e questa è una situazione che è comprensibile a tutti. Ho cercato di descrivere delle donne che si trovano alle prese con situazioni difficili: etero o lesbiche che siano l’approccio non cambia molto, e la risposta è spesso coraggiosa e piena di dignità. In questo mi ha aiutato vivere in una famiglia con moltissime donne, tutte splendide.”

“Credi che i computer, l’informatica, possano aiutare lo scrittore nell’atto creativo? Ti piace navigare su siti o portali lgbt? Il web è stato importante per te, nella scoperta della tua diversità?”
“Per me è stato indispensabile l’uso del PC perché il libro non è nato grazie ad una stesura ordinata, ma grazie all’assemblaggio di quadri, di scene che mi venivano progressivamente in mente. Avevo un’idea generale della storia, da dove sarei partito e dove sarei arrivato, ma non avevo altro. Il libro è nato da una vera e propria relazione con i personaggi che, dopo essere stati definiti si sono mossi quasi autonomamente nella storia, generandola loro stessi. Spesso mi sono chiesto come avrebbe reagito un personaggio ad una situazione e poi ‘l’ho lasciato agire’ nel contesto che avevo creato. Senza il PC non mi sarei potuto orientare. Navigo in siti LGBT, anche se, come ti ho detto prima, essendo eterosessuale non ho avuto bisogno di questi punti di contatto per la mia storia personale. In generale credo che possano essere un’arma a doppio taglio, perché oltre che offrire comunicazione, dialogo ed informazioni talvolta rischiano di incanalare le persone in stereotipi culturali più che aiutarle ad analizzare la propria interiorità. Secondo me nulla può sostituire il rapporto personale con qualcuno di cui ti fidi.”

“Sei credente? Credi che sia possibile essere cattolici e lgbt?”
“Lo ribadisco, nella Chiesa c’è posto per tutti. Stessi diritti, stessi doveri, stesso Padre. Il problema è che molti pensano che i cattolici debbano essere tutti omologati ad un unico modello, ma non è mai stato così. Se si conosce un poco la storia della Chiesa si capisce che c’è sempre stato posto per caratteri e sensibilità diversissime: l’unica condizione veramente vincolante è quella di non farsi sconti. Un grosso passo avanti sarebbe capire che per la Chiesa Cattolica non esiste l’idea di un rifiuto istituzionale della diversità della persona, e basta leggere il catechismo per capirlo. Anche qui è un problema di comunicazione: spesso le cose vengono dette in un modo tale per cui i veri destinatari non sono in grado di capirle, e questa è una responsabilità di chi parla, non di chi ascolta. È invece necessario che ciascuno possa toccare con mano che se a qualche cosa bisogna rinunciare, molto, moltissimo si può anche ricevere. Il centuplo, più o meno. La linea, in generale, è questa. Poi, l’atteggiamento dei singoli può essere anche discutibile.”

“Altri progetti letterari?”
“Si, sto scrivendo un nuovo romanzo, sempre ambientato a Torino. Poi vorrei provare a fare una storia per un fumetto. Vedremo.”
 
 
Ecco tutto: ecco cosa avevo dato per scontato: vi pare poco? Mah! Chissà perché E.G.Versino non ci ha spedite foto del suo viso. Voi che ne dite? Forse ho troppa fantasia, ma… voi… leggete Amami! tutto d’un fiato, come ho fatto io… e poi mi direte se avevo ragione o torto, a dare tutto per… scontato!
 
 


" Amami! " - E.G.Versino - Zoe edizioni - 2007.


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