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a cura di Fabio Casadei Turroni
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" Giorni migliori " di Wilson Saba
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Giugno 2009
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Wilson
Saba è uno dei nostri pochi giovani di riconosciuto talento degli ultimi
anni. Attore televisivo e cinematografico, propone la propria seconda
prova narrativa, (dopo che il suo Sole e baleno è stato
selezionato per il Premio Strega nel 2006), per Bompiani: Giorni
migliori. Nello stesso tempo è uscito un suo saggio su Artaud,
basato sulla sua tesi di laurea, per l’editore Quodlibet.
Quanto hai impiegato a scrivere il tuo secondo
romanzo, Wilson?
“Un anno e mezzo, più o meno. I miei tempi di gestazione vanno
solitamente da uno a due anni. Ma nel frattempo ho imparato a lavorare
contemporaneamente su progetti diversi.”
Se
il primo romanzo lasciava correre la trama per un’affocata Bologna quasi
vuota di personaggi che non fossero i protagonisti, Giorni migliori
ci fa conoscere un capoluogo emiliano zeppo e brulicante di personaggi
spassosi, spesso al limite del farsesco: è un segno, credo, di
maturazione dello scrittore, che si permette di maneggiare trame più
complesse con simpatica disinvoltura. Che c’è di più divertente che non
inventarsi una milizia anti-UFO, che accorpa giovani decerebrati
affascinati dall’idea d’una cospirazione mondiale che nasconda
l’influenza maligna degli extraterrestri sull’umanità? Se è vero, allora
bisogna stare preparati. Per difenderci, bisogna esercitarsi a
combattere gli invasori spaziali. Bisogna, insomma, essere pronti, in
vista dell’invasione finale prossima ventura, e formare sacche di
resistenza anti-alieni, che sappiano come far fuori i bestiali
argonauti, desiderosi di sottometterci e, forse, di sgranocchiarci! Ma
come allenarsi, in mancanza di alieni? Lo scenario da Visitors
non promette nulla di buono. Gli adolescenti ci credono davvero e forse,
chissà? non hanno tutti i torti. |
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Che ti piace di Bologna, Wilson? E che invece
non ti garba della città che è lo scenario dei tuoi due romanzi?
“T’avviso che non so essere lucido né obiettivo quando penso a
Bologna. Per me è la città che ha rappresentato la libertà, se
consideri che, giovanissimo, ci sono venuto a vivere e a
riprogettare il mio futuro da zero. L’università, i servizi, la
civiltà (certamente superiore alla media nazionale) dei suoi
abitanti, il miscuglio generazionale e culturale che la
contraddistinguono (tutte cose che ho potuto confrontare vivendo
anche altrove) mi hanno aiutato a crescere bene. L’unica cosa che le
è mancata (e le manca) è, forse, quell’insieme di possibilità
lavorative che può offrire solo una grande metropoli (almeno nll’ambito
dell’industria culturale - che è poi quel che m’interessa).
Altrimenti oggi ci vivrei ancora.”
Solo il protagonista, programmatore di computer (interesse che
condivide nella realtà collo stesso scrittore), s’accorge
dell’esistenza delle bande armate terrestri, che allevano e
addestrano cani mordaci voracissimi per tutte le evenienze. Che fine
faranno i bavosi cagnacci? C’entra il sesso? Si dà il caso che il
protagonista, allucinato normale in un mondo di adulti alienati che
non comprendono i pensieri dei figli, e di figli skizzati ansiosi
d’uccidere gli alieni, sbarchi il lunario in un cinema porno zeppo
di vecchi libidinosi e farcito di marchette, più o meno
extracomunitarie. Ma che c’entrano le marchette cogli
extraterrestri? Come correrà la trama verso il finale? Davvero il
romanzo mi pare un ulteriore salto di qualità verso la scoperta del
piacere di donare una trama romanzata e fantasiosa per nulla
autobiografica ai lettori, che si godono una scrittura alla Brizzi o
alla Brusa, farcita di termini cibernetici, spiegati dal sintetico
dizionarietto a fine volume. Ecco: mi pare che Wilson si sia
divertito molto a scrivere, a inventare. E così i lettori si
divertono a leggere.
Bravo Wilson: alla prossima. Progetti futuri?
Ho da poco terminato un nuovo romanzo sulle eco-droghe. E ne sto
scrivendo un altro a quattro mani con un regista che ci farà un
film: un’esperienza nuova, che mi sta facendo vedere il lavoro di
scrittura sotto un’ottica del tutto nuovo. Chissà che non mi serva a
crescere?
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" Giorni
migliori " - Wilson Saba - Bompiani, Milano, 2008, pp. 186, € 11,00 |
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Incontro con l'autore: vai all' Indice
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