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PRIDE: IL MENSILE GAY ITALIANO
 
[ Numero 79 - Gennaio 2006 ]

 
 Ritorno alla regione

La giunta di centrosinistra della regione Lazio, ha deciso di rimediare a qualche danno fatto dall’ex governatore Storace (terrore delle coppie di fatto). Il presidente Pero Marrazzo ha infatti dato mandato all’assessore alle politiche sociali di “predisporre un atto legislativo - da proporre quale collegato della prossima finanziaria regionale – finalizzato a prevedere forme di assistenza indirizzate a persone che risultino legate da vincoli affettivi e conviventi anagraficamente con carattere di stabilità”. Ovvero a tutte quelle coppie di fatto (incluse quelle gay e lesbiche) che erano state volutamente dimenticate nella legge regionale sull’assistenza alle famiglie in condizioni di disagio economico. Questa legge, varata nel 2001 su iniziativa di Storace, aveva avuto l’unico scopo di sottolineare il significato discriminatorio che la destra clericale attribuisce al termine “famiglia”. Prestiti senza interessi, rimborsi sulle bollette e mutui agevolati, stabiliva il provvedimento, dovevano essere concessi solo alle famiglie regolari, secondo l’idea che i poveri vanno aiutati solo se lo meritano. Ora Marrazzo, usando il buonsenso, sana la ferita simbolica. “Noi ci muoviamo”, ha dichiarato, “all’interno di un ambito preciso. La costituzione italiana. La nostra norma fondamentale in diversi articoli difende il valore della persona, ne riconosce l’uguaglianza davanti alla legge e tutela la famiglia. Ma noi, come amministrazione, dobbiamo saper declinare al meglio questi principi. Dobbiamo pensare ai disagi e ai bisogni delle persone, di tutte le persone”.
Applausi a scena aperta sono arrivati dalla Lega italiana famiglie di fatto (Liff) e da altre associazioni glbt, mentre com’era prevedibile la destra non l’ha presa con il dovuto fair play. Secondo il capogruppo della lista Storace, Fabio Desideri, “Marrazzo, ostaggio della sinistra, ha capitolato accettando di stravolgere i valori fondanti della nostra società”. An è pronta addirittura a chiedere un referendum laziale sulle coppie di fatto. Per sentirsi in Texas mancano solo i cappelli da cowboy.
Come al solito, malumori consistenti si sono fatti sentire anche nella componente cattolica del centrosinistra, con la Margherita in subbuglio perché non vuole sentire pronunciare la parola Pacs e ribadisce che nel caso se ne parlasse sarebbe contraria. Sul sostegno ai concubini bisognosi, comunque, non c’è problema.

 

 
 Nichil Vendola

“Visione nichilista e relativismo culturale”. Per i vertici pugliesi di Alleanza nazionale non c’è alcun dubbio che siano queste le fonti ispiratrici del disegno di legge regionale sui servizi sociali portato avanti dalla giunta del comunista Nichi Vendola. Nel testo si pretende di mettere sullo stesso piano famiglie di diritto e famiglie di fatto, nonché di garantire tutele sociali perfino agli immigrati. Il gruppo regionale di An al gran completo ha perciò denunciato con forza “la filosofia inaccettabile che da un lato riduce la famiglia ad una mera convivenza tra chicchessia e dall’altro azzera la cittadinanza pugliese equiparandola in tutto e per tutto a quella degli immigrati”. Pollice verso, con toni appena meno scalmanati, anche da Forza Italia e dal resto della Cdl. Ma a dispetto di queste critiche, l’assessore ai servizi sociali Elena Gentile (Ds) si dichiara ottimista sul futuro della nuova legge e ha raccontato di aver ricevuto incoraggiamenti anche nel mondo cattolico.
 

 

 

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