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PRIDE: IL MENSILE GAY ITALIANO
 
[ Numero 79 - Gennaio 2006 ]

 
 Operazione Elton

I tabloid l’hanno battezzato “gay royal wedding” e gli sposi, sir Elton John e David Furnish, hanno fatto sapere ai quattro angoli del mondo che la loro intenzione era quella di organizzare una cerimonia molto semplice e molto privata. Così hanno scelto di sposarsi il 21 dicembre (primo giorno utile dall’entrata in vigore in Inghilterra della legge sulle unioni civili) nella Guildhall di Windsor, ovvero lo stesso luogo in cui pochi mesi prima il principe Carlo aveva preso in moglie l’amata Camilla. Il mondo è veramente piccolo.
Ammesso alla cerimonia e al successivo ricevimento solo un ristretto gruppo di parenti e amici e nessuna esclusiva fotografica ai rotocalchi. Tanta discrezione non ha comunque impedito la ressa di paparazzi, reporter e fans, per tenere a bada i quali la polizia ha pianificato in anticipo l’“operazione Elton”, così come in anticipo, il comune di Windsor ha quantificato gli alti costi per la sicurezza annunciando che il conto sarebbe stato recapitato agli sposi.
Con queste nozze da fiaba che consacrano la coppia omosessuale anche nell’immaginario popolare ha debuttato la legge sulle unioni civili entrata in vigore in Gran Bretagna il mese scorso. Oltre a Elton John e signore, il 21 dicembre si sono sposate in Inghilterra circa 700 coppie gay e lesbiche, avanguardia di quel 6% omosessuale della popolazione britannica stimato da una recente statistica governativa.
 

 
 Vittoria in Sudafrica

Entro dodici mesi il governo sudafricano dovrà garantire con un apposito provvedimento legislativo l’accesso al matrimonio per le coppie dello stesso sesso. Lo ha stabilito a fine novembre la corte costituzionale, dichiarando illegittimo il divieto finora esistente. Dato che la costituzione del Sudafrica bandisce espressamente le discriminazioni contro gay e lesbiche, una sentenza in questo senso era praticamente un atto dovuto. La corte ha anche avvertito che se il parlamento non provvederà a sanare l’ingiustizia la legge cambierà comunque e il matrimonio sarà definito come “l’unione tra due persone” senza riferimenti al sesso dei partner. In precedenza anche la suprema corte d’appello del Sudafrica aveva dato il via libera ai matrimoni omosessuali, riconoscendo in linea di principio il diritto a sposarsi di una coppia lesbica. Anche in Sudafrica, com’era accaduto in Canada e nel Massachusetts, il percorso verso l’uguaglianza dei diritti passa attraverso la tutela dei diritti costituzionali esercitata dalla magistratura. Qui però siamo in Africa, che oltre a essere il meno sviluppato è anche il più omofobo di tutti i continenti, e la vittoria vale molto di più.

 

 

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