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Rassagna Stampa PRIDE : |
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PRIDE: IL
MENSILE GAY ITALIANO
[ Numero 80 - Febbraio 2006 ] |
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Cattolici
pro Pacs |
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Sorpresa! Secondo una ricerca condotta da
Eurispes attraverso interviste realizzate tra la fine di dicembre e i
primi di gennaio, il 68,7% dei cattolici italiani è favorevole ai Pacs
tanto osteggiati dal Vaticano e dai politici che ne corteggiano le
rendite elettorali. La “fotografia” di Eurispes, peraltro, contiene
parecchi altri dati che non hanno mancato di far discutere. Il 65,6%
degli interpellati, per esempio, difende la legge sul divorzio e il
77,8% e contrario al divieto di ricevere la comunione prescritto dalla
chiesa nei confronti dei divorziati. L’83,2%, poi, si dichiara a
favore dell’aborto in caso di pericolo per la salute della madre. La
percentuale scende al 72,9 quando ci sono gravi malformazioni del feto
e al 61,9 se la gravidanza è stata provocata da uno stupro. Solo il
26,4% ammette però la scelta di abortire a causa delle condizioni
economiche disagiate e solo il 21,9% ritiene che la volontà di non
avere figli sia una giustificazione sufficiente. La scandalosa scelta
del governo Berlusconi di far risparmiare del tutto il pagamento dell’Ici
agli enti ecclesiastici trova un solido 63% di contrari, anche se gli
italiani, almeno secondo Eurispes, continuano a definirsi cattolici
all’87,8%, con un incremento di otto punti rispetto a quindici anni
fa, e sono pure all’80% favorevoli al mantenimento del crocifisso
nelle classi, con buona pace di chi ha una fede diversa e di chi non
ne ha nessuna. Sono inoltre quasi alla pari coloro che ritengono che
la chiesa cattolica non debba intervenire nelle vicende politiche
(42,5%) e coloro che invece trovano “opportuno” che dica la sua sulle
faccende temporali. Il quadro d’insieme è insomma piuttosto
contraddittorio e complesso, ma ciò non ha impedito al presidente di
Eurispes, Gian Maria Fara, di concludere che “tra la chiesa cattolica
e i propri fedeli c’è la stessa discontinuità che esiste,
politicamente parlando, tra paese ufficiale e paese reale”. Le
gerarchie, secondo Fara, “non sembrano corrispondere,
nell’elaborazione dell’indirizzo religioso, alle difficoltà e alle
istanze dei fedeli”. La constatazione, a ben guardare, non dice nulla
di nuovo, così come le cifre relative alle opinioni dei cattolici sui
singoli argomenti confermano un’immagine piuttosto consolidata di una
religiosità “fai da te” che non prende ordini da nessuno circa le
scelte individuali, ma rimane saldamente ancorata a una fede nutrita
soprattutto di conformismo e attaccamento alle forme esteriori della
tradizione. La novità più clamorosa, se si vuole, è proprio
l’inaspettata maggioranza di fedeli che vedrebbe di buon occhio i Pacs,
malgrado la guerra santa in corso e le martellanti offensive vaticane
sull’argomento. Dato che fa comprensibilmente esultare i politici meno
clericali e le voci del movimento glbt. Il presidente di Arcigay
Sergio Lo Giudice, per esempio, esorta la classe politica a
“svegliarsi dal sonno della ragione” e definisce “un grave errore
politico ed elettorale” dare retta alla chiesa sul tema dei Pacs.
Concorda anche il deputato Ds Franco Grillini, secondo il quale
“l’esagerata acquiescenza della classe politica italiana verso le
gerarchie ecclesiastiche, basata sul timore di eventuali spostamenti
dell’elettorato, è del tutto infondata”.
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Torino
Pride 2006 |
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E' stato presentato il 19 gennaio il
calendario ufficiale del Torino Pride 2006, che avrà come momento
culminante la sfilata del Pride nazionale glbt del 10 giugno prossimo.
Ma questo Pride torinese, nell'anno in cui Torino ospita le olimpiadi
invernali, prevede anche molte altre iniziative lungo l'arco di dodici
mesi (da gennaio a dicembre) per dare visibilità alla comunità glbt e
arricchire di contenuti il confronto già in atto, e non sempre facile,
con la società civile, la politica e il mondo della cultura. Proprio
per manifestare disponibilità e apertura al confronto, alcune coppie
omosessuali che fanno parte del comitato organizzatore hanno lanciato
un'idea originale: un invito a cena rivolto a Romano Prodi, Silvio
Berlusconi e al cardinale di Torino Severino Poletto, nella speranza
che gli interessati non lo prendano piuttosto come una provocazione
(anche se c'è di che dubitare che decideranno di accettarlo).
Comunque, per sottolineare che almeno a Torino il dialogo con le
istituzioni ha già assunto un carattere positivo e avanzato, erano
presenti alla conferenza stampa inaugurale i rappresentanti di tutti e
tre gli enti locali che hanno dato il loro patrocinio al Pride. A
cominciare dalla presidente della regione Piemonte Mercedes Bresso,
intervenuta insieme agli assessori alle pari opportunità di regione,
provincia e comune: Giuliana Manica, Aurora Tesio e Santina
Vinciguerra. "Mai prima d'ora", osserva il comitato organizzatore del
Torino Pride, "si era registrato un coinvolgimento così ampio da parte
dei governi locali e delle associazioni glbt sul territorio", così
come è una novità assoluta "la partecipazione di importanti
istituzioni culturali come il Teatro stabile, il Teatro Regio e il
Museo nazionale del cinema". "La società italiana si sta muovendo", ha
dichiarato da parte sua Mercedes Bresso, "sta acquisendo una maggiore
maturità culturale. Noi abbiamo lavorato insieme al comitato
organizzatore affinché il programma fosse importante e proponesse la
riflessione e il confronto". Uno dei piatti forti delle iniziative in
calendario è la storia (e non a caso, visto che proprio a Torino è
nato all'inizio degli anni Settanta il "Fuori!", prima organizzazione
nazionale del movimento omosessuale italiano). E' stato dedicato a
questo tema il convegno "Fascismo e omosessualità. La persecuzione
degli omosessuali in Italia", organizzato il 26 gennaio, così come il
ciclo di conferenze di Francesco Gnerre su "il desiderio omosessuale
nella storia", l'ultima delle quali si intitola "da Stonewall ai
giorni nostri. Il caso Italia" e si svolge il 10 febbraio presso
l'aula Allara dell'università di Torino (Via Verdi 8). Sulla storia
del movimento glbt in Italia sarà inoltre allestita una mostra che
verrà inaugurata il 7 giugno prossimo. Il calendario del Torino Pride,
in ogni caso, comprende anche molti altri argomenti e appuntamenti di
cui vi daremo notizia mese per mese: convegni, mostre, rassegne
musicali, spettacoli e un torneo multisportivo. Oltre naturalmente
alla parata, che si spera grande, del 10 giugno.
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