Aggiungi ClubClassic.net ai Preferiti Imposta ClubClassic.net come pagina iniziale

HOME

ClubClassic News  iscriviti alla mailing list, clikka qui.

FASHION & FAME

Personaggi in Primo Piano...
Articoli, foto, curiosità sui divi del momento »

  

ClubClassic.net > Canali > Rassagna Stampa PRIDE :

PRIDE: IL MENSILE GAY ITALIANO
 
[ Numero 80 - Febbraio 2006 ]

 
 Ormando otto anni dopo

Si è svolto anche quest'anno a Roma, il 13 gennaio, un sit-in in memoria di Alfredo Ormando, il poeta cattolico e omosessuale siciliano che otto anni fa, proprio il 13 gennaio, si diede fuoco in piazza San Pietro lasciando una lettera in cui indicava come motivazione del suo gesto disperato l'atteggiamento omofobico della chiesa cattolica. Morì parecchi giorni dopo in ospedale, dopo una lunga agonia. Il sit-in, come sempre, ha avuto luogo appena fuori dalle transenne della piazza simbolo del cattolicesimo romano, perché come si potrà facilmente comprendere il Vaticano non ha mai molto apprezzato questo rito laico, ormai diventato una tradizione. All'inziativa ha partecuipato una trentina di persone, tra le quali don Franco Barbero, il sacerdote di Pinerolo che due anni e mezzo fa fu espulso dai ranghi della chiesa ufficiale a causa delle sue "eretiche" posizioni in aperto sostegno dei diritti delle persone omosessuali. Erano inoltre presenti i rappresentanti di diverse asociazioni glbt, che hanno esibito castelli di protesta contro la persistente omofobia vaticana, ma si sono anche augurati, nel corso della cerimonia commemorativa, che prima o poi possa spuntare qualche forma di dialogo tra la chiesa e gli omosessuali. La manifestazione si è conclusa con il tradizionale lancio di fiori al di là delle transenne che delimitano il confine tra il territorio italiano e lo stato vaticano e un arrivederci all'anno prossimo. Nella (tenue) speranza che nel frattempo qualcosa sia cambiato in meglio.
 

 
 Ucciso per 65 euro

Massacrato di botte a calci e pugni e lasciato a morire nel suo appartamento di Centocelle. Così ha concluso la sua esistenza, il 12 gennaio scorso, Luciano Lasio, un cameriere romano di 50 anni rimasto vittima della violenza di due giovani prostituti rumeni che frequentava da qualche tempo. La dinamica dei fatti e le plausibili motivazioni sono le stesse di tante altre storie analoghe che accadono troppo spesso, soprattutto a Roma. Parte di questi delitti rimane poi anche impunita, ma questa volta (come succede sempre più spesso negli ultimi tempi) la polizia ha risolto il mistero nel giro di quarantotto ore. I responsabili dell'omicidio, due fratelli di 20 e 16 anni, sono stati rintracciati alla stazione di Caserta mentre cercavano di scappare, grazie alle indicazioni fornite da un amico di Luciano Lasio che li conosceva. Hanno confessato quasi subito, dopo una notte di interrogatorio, raccontando di avere ucciso per pochi soldi. Erano andati a casa di Lasio, come altre volte, e avevano avuto un rapporto sessuale con lui. Il prezzo pattuito era di cinquanta euro a testa, ma al momento di pagare hanno scoperto che il loro abituale cliente aveva solo 35 euro. Così hanno cominciato a picchiarlo selvaggiamente per sfogarsi e poi sono scappati, portandosi via il suo orologio e il telefono cellulare. Al telegiornale della sera hanno sentito che era morto e hanno deciso di scappare. Luciano Lasio è stato il trentaduesimo omosessuale ucciso a Roma in questo modo assurdo dal 1990.
 

 

 

Torna a RASSEGNA STAMPA di Pride

 
ClubClassic.net © Tutti i diritti riservati.