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Rassagna Stampa PRIDE : |
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PRIDE: IL
MENSILE GAY ITALIANO
[ Numero 80 - Febbraio 2006 ] |
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Intesa
anti-adozioni |
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Un’intesa contro la possibilità di
adottare bambini per le coppie omosessuali è stata siglata nelle
scorse settimane da 174 deputati e senatori eletti nel parlamento
francese e appartenenti all’Ump e all’Udf, le due principali
formazioni della maggioranza di destra attualmente al potere. Tra i
promotori dell’iniziativa non poteva mancare Christine Boutin (Udf),
integralista cattolica già nota alle cronache come la “Giovanna
d'Arco” della battaglia perduta sette anni fa contro l’approvazione
dei Pacs in Francia. Lo scopo dell’intesa, resa pubblica alla vigilia
della pubblicazione di un rapporto parlamentare sulla famiglia,
sarebbe quello di difendere “il diritto fondamentale del bambino a
essere accolto e crescere in una famiglia composta da un padre e da
una madre”. Ironico il commento dell’associazione Act Up-Paris, che ha
proposto alle prefetture “di fare tutto il possibile per mettere i
figli di padri e madri single in una vera famiglia”. Più seria la
reazione dell’associazione dei genitori gay e lesbiche (Apgl), secondo
la quale l’intesa riflette una “presa di posizione ideologica” e non è
rappresentativa dell’opinione della maggioranza dei francesi. A
sostegno di questa tesi l’Apgl ha citato i risultati di un sondaggio
realizzato nell’ottobre dell’anno scorso: due francesi su tre
ritengono che gli omosessuali possano essere dei buoni genitori.
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Brevi |
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Madrid: il giudice spagnolo
Antonio Alonso ha presentato a fine dicembre le proprie dimissioni
dalla magistratura a causa dell’ “impossibilità morale” di applicare
la legge che consente i matrimoni omosessuali. Il giudice si era
rifiutato in ottobre di autorizzare il matrimonio di una coppia gay e
aveva presentato un ricorso, respinto dalla corte costituzionale,
contro la riforma del codice civile fatta approvare dal governo
Zapatero. A questo punto, ha spiegato, non gli rimaneva che dimettersi
“contro la sua volontà”.
Oklahoma City: il reverendo Lonnie Latham, un pastore battista
in prima linea nella lotta contro il vizio omosessuale, è finito in
manette il 3 gennaio ed è stato incriminato per avere fatto avances a
un poliziotto in borghese. Subito dopo l’arresto Latham si è dimesso
dall’incarico che ricopriva nella sua chiesa, pur dichiarando la
propria innocenza. La sua convinzione è che i gay possono essere
redenti dal loro errato orientamento sessuale e ricondotti sulla retta
via dell’eterosessualità. Bisogna quindi pensare che avesse scambiato
il poliziotto per una pecorella smarrita e avesse solo la pia
intenzione di redimerlo.
Edimburgo: saranno celebrate in un carcere scozzese le prime
nozze tra due uomini detenuti dopo l’entrata in vigore della legge
sulla civil partnership in Gran Bretagna. Uno degli sposi è William
Beggs, efferato serial killer finito in prigione per avere
barbaramente ucciso tre omosessuali tra il 1987 e il 1999. Le autorità
carcerarie, pur non contestando il suo diritto a unirsi civilmente con
un compagno incontrato in galera, hanno rifiutato la richiesta di
consentire che la coppia possa condividere la stessa cella. Con i
precedenti di Beggs, sembrerebbe un minimo principio di precauzione.
Lui però non è d’accordo e ha annunciato un ricorso in tribunale.
Città del Messico: è finito in parlamento un caso di
discriminazione denunciato da una coppia di gay messicani buttati
fuori da un hotel di lusso di Los Cabos, una stazione balneare della
Baja California, perché notati in tenero atteggiamento ai bordi della
piscina dell’albergo. I due hanno raccontato di essere stati
accompagnati brutalmente all’uscita con i loro bagagli e di essere
stati insultati dagli addetti alla sicurezza. Alcuni deputati
dell’opposizione hanno sollevato la questione in parlamento, chiedendo
un’inchiesta ufficiale negata dalla maggioranza. È stata comunque
istituita una commissione per analizzare l’opportunità di far luce
sulla vicenda.
Londra: Il “Times” del 12 gennaio ha raccontato la storia di
un’ergastolana transessuale che dopo essere diventata donna tramite
operazione chirurgica ha chiesto e ottenuto di tornare uomo con un
secondo intervento. Protagonista di questa andata e ritorno, definita
molto rara da un’associazione per la difesa dei diritti dei
transessuali, è Jane Anne Pilley, 54 anni, che presto tornerà a
chiamarsi John.
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