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PRIDE: IL MENSILE GAY ITALIANO
 
[ Numero 82 - Aprile 2006 ]

 
 Cinque per mille

In virtù di una recentissima legge (la numero 266 del 23 dicembre 2005) è possibile da quest'anno sostenere una Onlus (Organizzazione non lucrativa di utilità sociale) destinandole il 5 per mille del proprio reddito dichiarato al fisco. Non si tratta quindi di sborsare dei soldi, ma solo di indicare su un'apposita scheda allegata al modulo di dichiarazione dei redditi (qualunque sia il tipo di dichiarazione) l'organizzazione prescelta aggiungendo una firma. E per la gioia delle "velate" non è neppure necessario specificare il nome dell'associazione perché basta il codice fiscale della medesima. Nell'area glbt sono finora due le organizzazioni che ci hanno fatto pervenire la richiesta di pubblicizzare la loro titolarità a ricevere un finanziamento attraverso il 5 per mille: Agedo e Arcigay. Agedo, l'associazione genitori e amici di omosessuali, spiega che utilizzerà il denaro ricevuto per interventi nelle scuole, nella formazione degli insegnanti, nell'appoggio alle famiglie, nella produzione di materiali stampati e anche nel progetto di un nuovo video destinato alle famiglie con figli/e omosessuali. Arcigay nazionale partecipa invece alla campagna del 5 per mille con il preciso scopo di finanziare un progetto specifico di comunicazione sociale destinato a combattere l'omofobia e a promuovere il rispetto delle persone glbt. L'associazione si impegna comunque a realizzare il progetto con fondi propri, ma conta sui contributi del 5 per mille per poterlo diffondere in modo più efficace e capillare. Il codice fiscale di Agedo è: 97128200157, quello di Arcigay, invece, 92017780377. La scelta può avere un solo beneficiario. Specifichiamo inoltre che il 5 per mille non è alternativo ma aggiuntivo all'8 per mille che viene destinato alle confessioni religiose. A questo proposito rinnoviamo l'invito a esprimere una preferenza anche per la destinazione dell'8 per mille (che in assenza di precise indicazioni viene ripartito proporzionalmente tra gli aventi diritto e finisce in grossissima parte nelle casse del Vaticano), possibilmente a favore di una religione non omofoba. I valdesi, che garantiscono di utilizzare i fondi dell'otto per mille per l'esclusiva realizzazione di fini sociali, rappresentano da questo punto di vista un'ottima scelta.
 

 
 Scalfarotto in libreria

Dopo l'esperienza delle primarie del centrosinistra, il candidato Ivan Scalfarotto (primo e unico gay dichiarato ad essersi mai proposto come possibile capo del governo) è tornato al suo lavoro di direttore del personale di una grande banca internazionale. Attualmente lavora a Mosca, lontano dalle beghe politiche italiane, e non è candidato in nessuna lista per le elezioni di questo mese. Ha voluto comunque tirare delle conclusioni dalla sua breve ma intensa esperienza di candidato alle primarie pubblicando un libro appena uscito in libreria. Si intitola Contro i potenti (edizioni Il Saggiatore) ed è un pamphlet che ribadisce i temi della sua campagna elettorale dello scorso anno, puntando il dito contro il "sistema Italia". Il nostro, secondo Scalfarotto, è un paese prigioniero di una classe dirigente troppo vecchia, sia in senso anagrafico che in senso culturale, e nel quale il merito personale vale molto meno delle conoscenze, e la laicità dello stato è ancora una chimera. A proposito dell'omosessualità Scalfarotto scrive nel suo libro: "Non sono il primo politico omosessuale italiano (figuriamoci!) né il primo politico apertamente omosessuale ma sono il primo politico gay che non ha fatto prevalentemente politica omosessuale. Difendo i diritti dei cittadini omosessuali perché mi pare giusto, così come lotto per i diritti delle donne, dei precari e degli immigrati senza essere una donna, né un precario, né un immigrato". Qualche considerazione che riguarda da vicino la questione dei diritti gay, e appare particolarmente applicabile alla vicenda dei Pacs, affiora anche nei giudizi di Scalfarotto sull'atteggiamento dlela sinistra in italia. "Come può la sinistra garantire nuovi diritti, come penso sia suo compito", scrive infatti, "se è titubante nel difendere pesino quelli che già esistono?". E ancora: "Credo che chi vota a sinistra abbia un forte bisogno di ideali a fronte di un modo di procedere sempre tattico, di compromesso, di piccoli accordi, privo di simboli forti. (...) La politica dovrebbe possedere e trasmettere una visione della società, i nostri governi di coalizione hanno invece sempre e soltanto prodotto compromessi (io voto la legge A e tu mi appoggi la legge B e cosa importa se i due provvedimenti non hanno niente a che vedere uno con l'altro). Ne risulta una giungla inestricabile che tutto fa eccetto manifestare una visione, una strategia, un cammino ideale da percorrere insieme".
 

 

 

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