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Rassagna Stampa PRIDE : |
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PRIDE: IL
MENSILE GAY ITALIANO
[ Numero 83 - Maggio 2006 ] |
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Meno
casi di Aids |
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I casi di Aids ufficialmente registrati
sono diminuiti di 432 unità tra il 2004 e il 2005. Etano infatti
1573 e sono scesi a 1141. Secondo i dati diffusi dal Centro
operativo Aids dell'Isituto supriore di sanità, si è registrato un
calo in tutte le regioni italiane, tranne che in Puglia e Umbria,
dove è stato registrato un incremento, e Molise e Sarddegna, dove la
situazione è rimasta invariata. Considerando i tassi d'incidenza, le
regioni più colpite sono la Lombardia, con 5,8 casi per centomila
abitanti, L'emilia Romagna (3,5), la Liguria (3,3) e l'Umbria (3).
Per quanto riguarda le città, invece, il tasso d'incidenza più
elevato è stato rilevato a Brescia (10 casi per centomila abitanti).
Seguono Ravenna (8,2), Lecco (5,6), Milano (5,3) e Bergamo (5,2).
E' cresciuta nel tempo l'eta media della diagnosi di Aids. Era di 29
anni per i maschi e di 24 per le donne nel 1985 ed è passata nel
2005, rispettivamente, a 41 e 38 anni.
La principale causa di infezione, calcolata su tutti i casi
registrati dall'inizio del epidemia, resta lo scambio di siringhe
legato all'uso di eroina con il 58,4%. Ma con il passare degli anni
è in realtà salita sempre di più la trasmissione per via sessuale
del virus Hiv. Nel 2005 sono i rapporti eterosessuali la prima causa
di infezione, ma anche il tasso di trasmissione legato a rapporti
omosessuali rimane alto.
Ci si ammala e si muore di meno di Aids, ma il tasso di
sieroconversioni non diminuisce. E preoccupa gli esperti anche la
persistente riluttanza di molti a fare il test per l'Hiv,
testimoniata dall'alta percentuale di persone che scopre di essere
stata contagiata dal virus quando si trova già in stato di Aids
conclamata.
Il messaggio dunque resta lo stesso: non abbassare la guardia e
praticare il sesso sicuro.
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Abruzzo
senza Pacs |
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Ha scatenato un vero putiferio, in piena
campagna elettorale, la proposta avanzata dal capogruppo dei verdi
al consiglio regionale abruzzese, Walter Caporale, di prevedere nel
bilancio uno stanziamento destinato alle "convivenze stabili di
fatto". La cosa strana, rispetto al quadro nazionale, è che tra
coloro che si sono dichiarati contrari c'è il presidente della
regione Ottaviano Del Turco, oggi rappresentante della laicissima
Rosa nel pugno.
Di fronte alle polemiche Del Turco, che sul momento aveva definito
"inopportuna" la proposta del capogruppo dei Verdi, ha detto che la
questione sarebbe stata esaminata dopo le elezioni politiche, ma
questo non ha certo scoraggiato le reazioni violentissime
dell'opposizione di centrodestra. La vicepresidente del consiglio
regionale Daniela Stati ha, per esempio, spiegato che l'idea di
destinare dei fondi alle coppie di fatto "deve suonare come un
campanello d'allarme per coloro che hanno a cuore il valore e i
principi che difendono la famiglia".
Anche il capogruppo dell'Udeur, Angelo Di Paolo, c'è andato giù
pesante pur militando nel centrosinistra. "La famiglia tradizionale,
quella vera", ha dichiarato, "è per noi l'unico strumento in grado
di svolgere la primaria funzione educativa, capace di inculcare
nelle menti quei principi di solidarietà, rispetto e senso civico
che hanno fatto grande la nostra società. Per questo dico al
presidente Del Turco che non ha importanza quando si decideerà sui
Pacs alla regione Abruzzo, perché per l'Udeur c'è la ferma chiusura
nei confronti di questo problema. E se si dovesse dar corso alle
richieste dei Verdi questo ci costringerebbe, un istante dopo, a
rivedere la nostra posizione all'interno della maggioranza".
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