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PRIDE: IL MENSILE GAY ITALIANO
 
[ Numero 83 - Maggio 2006 ]

 
 Unioni civili a Roma

In attesa che il sindaco Walter Veltroni ci faccia un pensierino, il X municipio di Roma ha deciso di affrettare i tempi e ha inaugurato ufficialmente, il 31 marzo, un registro delle unioni civili perlomeno circoscrizionale. L'iniziativa è stata promossa dal presidente del X municipio Sandro Medici, ex direttore del "Manifesto" ed eletto nelle liste del Prc. L'apertura del registro delle unioni civili è stata concepita come una vera cerimonia laica, con tanto di saluto istituzionale e rinfresco nella sala consiliare.
Medici ha anche regalato alle tre coppie che si sono presentate per iscriversi al registro (tutte e tre eterosessuali) un libro di poesie d'amore.
Alla cerimonia doveva essere presente anche una coppia gay, uno dei cui componenti, è stato detto, non ha potuto essere presente perché... rimasto imbottigliato nel traffico della capitale.
Il registro delle unioni civili, al X municipio così come in tutti i comuni italiani che l'hanno finora adottato, è un gesto squisitamemte simbolico e diretto a fare pressione sul parlamento perché riconosca finalmente i diritti delle coppie di fatto sul piano giuridico.
Proprio per questo preti e politici clericali si sono come al solito scatenati. "Come c'era da aspettarsi", ha commentato il deputato Ds Franco Grillini, "si è aperta la cagnara del centrodestra che, anziché prendere atto con rispetto di un'iniziativa che ha coinvolto sei persone eterosessuali che vivono da tempo e con soddisfazione, ma senza diritti, in coppia, si è prodotto in giaculatorie ideologiche a difesa della famiglia tradizionale che nessuno ha mai messo in discussione.
Sarebbe bene che la destra italiana, la peggiore d'Europa e la più primitiva in materia di libertà e diritti civili, prendesse atto che il mondo è cambiato, che esistono le famiglie e non più una sola famiglia".
 

 
 Ra-re miracolata

Ricordate la campagna pubblicitaria realizzata da Oliviero Toscani per il marchio di abbigliamento Ra-re con due uomini in teneri atteggiamenti ("ma non gay", secondo Toscani)? Veramente azzeccata, in questa Italia grottesca. Perché non solo si è attirata, a campagna terminata, una censura di settore che l'ha pubblicizzata ulteriormente.
A qualche mese di distanza è perfino finita sotto inchiesta per iniziativa del pm Romano Carlo Lasperanza, che ha incriminato sia i responsabili della Re-re che i protagonisti della campagna per offesa al pudore. Come negli ani Cinquanta.
Gli imputati, secondo l'accusa, "fabbricavano, detenevano e mettevano in circolazione dei manifesti pubblicitari, esponendoli pubblicamente anche nei confronti di soggetti minori di anni 18, le cui immagini ritraevano, di volta in volta, persone in atteggiamenti tali da offendere il pudore e la pubblica decenza, considerati secondo la particolare sensibilità dei minori e le esigenze della loro tutela morale". Roba da non credere. Veramente Ra-re. E in ogni caso altra pubblicità gratuita.
 

 

 

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