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PRIDE: IL MENSILE GAY ITALIANO
 
[ Numero 85 - Luglio 2006 ]

 
 Brevi:

Torre del Lago (Lucca):
brutale aggressione, nella notte di domenica 18 giugno, alla discoteca gay Mama mia. Secondo quanto hanno riferito alla polizia i proprietari del locale, poco dopo l’orario di chiusura tre ragazzi con accento napoletano hanno cercato di entrare intonando canzoni fasciste e lanciando insulti omofobi. Sono stati allontanati dai buttafuori, ma uno di loro è riuscito a entrare lo stesso e ha aggredito il cuoco del locale, Giampiero Buttafuoco, poi ricoverato in ospedale con una prognosi di sette giorni e cinque punti di sutura per una ferita al volto. Sull’episodio è stata presentata un’interrogazione parlamentare dal deputato Ds Franco Grillini.

Roma:
clamoroso annuncio dell’attrice Sandra Milo, che a 73 anni ha deciso di sposare Franco Brel, proprietario di un’agenzia fotografica e gay dichiarato. “Saremo coniugi particolari”, ha spiegato il futuro marito, “ ma l’assenza di sesso non rende meno valida la nostra intesa. Tra noi esiste un’amicizia meravigliosa, basata sulla complicità e sul gusto di ridere insieme. Sandra è una donna divertente, la sposo per allegria”. Chi ha detto che gli omosessuali non possono sposarsi?

Sulmona (L’Aquila):
la ditta “Confetti Pelino” ha battezzato Gay Bride (sposa gay, in inglese) un nuovo confetto di nozze appositamente concepito per rispondere alle “richieste provenienti dall’America di un prodotto specifico per le coppie omosessuali”. Il confetto metterà insieme mandorle di San Francisco, zucchero di canna del Brasile e vaniglia dei Caraibi e sarà di colore lillà, per evocare la fusione di celeste e di rosa, colori simbolo del maschile e del femminile.

Roma:
l’Arcigay ha denunciato un caso di omofobia italiana all’estero. Un socio iscritto, Roberto Solone Boccardi, si è visto infatti negare dal consolato italiano di Madrid alcuni certificati (residenza, nascita e stato civile) che gli erano stati richiesti per poter avviare le pratiche per il matrimonio con il suo compagno spagnolo. La funzionaria del consolato alla quale Boccardi si è rivolto si sarebbe rifiutata, dicendo che i certificati non potevano essere rilasciati perché i matrimoni omosessuali non sono legali in Italia.

New York:
è arrivato dalla Grande Mela, a fine maggio, l’ultimo anatema antigay di Oriana Fallaci. In un’intervista al “New Yorker”, nella quale ha anche minacciato di far saltare in aria una moschea progettata in Toscana, Oriana ha infatti argomentato così il suo rifiuto dei matrimoni omosessuali: “Come i musulmani vorrebbero che tutti diventassimo musulmani, loro vorrebbero che tutti diventassimo omosessuali”. Ma non erano gli etero a cercare di farci diventare come loro con ogni mezzo?

 

 

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