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Torre del Lago (Lucca):
brutale aggressione, nella notte di domenica 18 giugno, alla
discoteca gay Mama mia. Secondo quanto hanno riferito alla polizia i
proprietari del locale, poco dopo l’orario di chiusura tre ragazzi
con accento napoletano hanno cercato di entrare intonando canzoni
fasciste e lanciando insulti omofobi. Sono stati allontanati dai
buttafuori, ma uno di loro è riuscito a entrare lo stesso e ha
aggredito il cuoco del locale, Giampiero Buttafuoco, poi ricoverato
in ospedale con una prognosi di sette giorni e cinque punti di
sutura per una ferita al volto. Sull’episodio è stata presentata
un’interrogazione parlamentare dal deputato Ds Franco Grillini.
Roma:
clamoroso annuncio dell’attrice Sandra Milo, che a 73 anni ha deciso
di sposare Franco Brel, proprietario di un’agenzia fotografica e gay
dichiarato. “Saremo coniugi particolari”, ha spiegato il futuro
marito, “ ma l’assenza di sesso non rende meno valida la nostra
intesa. Tra noi esiste un’amicizia meravigliosa, basata sulla
complicità e sul gusto di ridere insieme. Sandra è una donna
divertente, la sposo per allegria”. Chi ha detto che gli omosessuali
non possono sposarsi?
Sulmona (L’Aquila):
la ditta “Confetti Pelino” ha battezzato Gay Bride (sposa gay, in
inglese) un nuovo confetto di nozze appositamente concepito per
rispondere alle “richieste provenienti dall’America di un prodotto
specifico per le coppie omosessuali”. Il confetto metterà insieme
mandorle di San Francisco, zucchero di canna del Brasile e vaniglia
dei Caraibi e sarà di colore lillà, per evocare la fusione di
celeste e di rosa, colori simbolo del maschile e del femminile.
Roma:
l’Arcigay ha denunciato un caso di omofobia italiana all’estero. Un
socio iscritto, Roberto Solone Boccardi, si è visto infatti negare
dal consolato italiano di Madrid alcuni certificati (residenza,
nascita e stato civile) che gli erano stati richiesti per poter
avviare le pratiche per il matrimonio con il suo compagno spagnolo.
La funzionaria del consolato alla quale Boccardi si è rivolto si
sarebbe rifiutata, dicendo che i certificati non potevano essere
rilasciati perché i matrimoni omosessuali non sono legali in Italia.
New York:
è arrivato dalla Grande Mela, a fine maggio, l’ultimo anatema
antigay di Oriana Fallaci. In un’intervista al “New Yorker”, nella
quale ha anche minacciato di far saltare in aria una moschea
progettata in Toscana, Oriana ha infatti argomentato così il suo
rifiuto dei matrimoni omosessuali: “Come i musulmani vorrebbero che
tutti diventassimo musulmani, loro vorrebbero che tutti diventassimo
omosessuali”. Ma non erano gli etero a cercare di farci diventare
come loro con ogni mezzo? |