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PRIDE: IL MENSILE GAY ITALIANO
 
[ Numero 85 - Luglio 2006 ]

 
 Il pride più grande del mondo

Con quasi due milioni e mezzo di partecipanti, secondo stime fornite dalla polizia, il decimo pride glbt di Sao Paulo, la maggiore città del Brasile, è stato quest’anno il più grande del mondo. Il tema della manifestazione, la lotta contro la violenza omofobica, era serissimo, ma non ha impedito che la parata sfidasse il carnevale di Rio per la voglia di far festa e lo sfarzo di scenografie e costumi. La marcia, che si è svolta il 17 giugno lungo la centralissima Avenida Paulista, era stata tuttavia preceduta due giorni prima da un mega raduno delle stesse proporzioni promosso dalle sette evangeliche, che stanno insidiando il secolare primato della chiesa cattolica in Brasile ma non sono meno omofobe. Sotto la patina di tolleranza che rende i pride brasiliani grandi feste popolari gradite a tutti, le discriminazioni e le difficoltà rimangono. E il governo di sinistra del presidente Lula non sta rispondendo adeguatamente alle speranze del movimento glbt. La legge sulle unioni civili, un po’ come in Italia, non è stata ancora discussa in parlamento e l’uguaglianza dei cittadini glbt è ancora tutta da conquistare. 

 

 
 Ricordare Gisberta

In memoria di Gisberta Salce Junior, una transessuale brasiliana assassinata nella città portoghese di Porto, il Network trangender europeo ha organizzato lo scorso 8 giugno una giornata di mobilitazione internazionale con manifestazioni di protesta davanti alle sedi diplomatiche portoghesi. Gisberta, riferiscono i promotori della protesta, è stata torturata e violentata con bastoni per tre giorni, prima di essere gettata in un pozzo e lasciata lì a morire. I suoi carnefici sono ragazzini tra i 12 e i 16 anni, che hanno confessato ma sono stati scusati in anticipo dall’ordinamento giudiziario e dai media, secondo i quali Gisberta, che era sieropositiva e si prostituiva, sarebbe stata una corruttrice di minorenni. In seguito alla protesta dell’8 giugno il governo portoghese ha annunciato con una lettera alle associazioni transessuali che “sarà fatta giustizia”.

 

 

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