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PRIDE: IL MENSILE GAY ITALIANO
 
[ Numero 86 - Agosto 2006 ]

 
 “Se lo fossi, lo direi”

Se nel nostro simpatico paese il coming out è ancora uno sport pochissimo praticato, è molto diffuso in compenso il negare a spada tratta (e soprattutto in pubblico di essere omosessuali). “Se lo fossi, lo direi” è ormai diventata la formula di rito, che ricorda un po’il “sono sereno” pronunciato dai veri vip quando finiscono nei guai con la giustizia. Il mese scorso è toccato farlo al direttore di Raiuno Fabrizio Del Noce, da anni considerato gay dalla voce popolare. I pettegolezzi di corridoio hanno assunto un’inattesa forma ufficiale quando un’allusione all’omosessualità di Del Noce e del conduttore televisivo Massimo Giletti è finita nel calderone delle intercettazioni telefoniche disposte dal pm di Potenza John Woodcok nell’ambito dell’inchiesta ribattezzata dai giornali “vallettopoli”, alla base della quale si trova l’inaudita ipotesi criminosa che per far carriera alla Rai bisogna essere carine (o carini) con chi comanda. La conversazione che tirava in ballo il direttore di Raiuno si era svolta tra la conduttrice televisiva Paola Saluzzi e Salvatore Sottile, ex portavoce di Gianfraco Fini coinvolto nello scandalo Rai. “Giletti”, diceva Saluzzi a Sottile, “si sta fottendo “Uno mattina”. Del Noce prima di andarsene vuole lasciargliela. La lascia alla sua fidanzata”. La fidanzata di Del Noce sarebbe insomma stata nientemeno che Massimo Giletti, il che, dopo la pubblicazione del brano sui giornali, ha convinto il direttore di Raiuno a smentire in un’intervista al settimanale femminile “Anna”. Il teorema di Del Noce è semplice: nel maligno mondo dello spettacolo, “se sei una donna con un po’ di potere, la dai (o l’hai data). Se sei un uomo, invece, sei gay”. Lui comunque nega tutto, o quasi: “Non sono omosessuale, né credo che lo sia Massimo Giletti. Però proprio non capisco come sia possibile considerarlo un’offesa. Se lo fossi, lo direi. Come ha fatto Alessandro Cecchi Paone, e ha fatto bene. Uno può scegliere di esibire o meno la sua vita privata, anch’io in passato uscivo con ragazze, mi facevo fotografare. Adesso no. Punto. Ma trovo squallido cercare di attaccarmi con la storia dell’omosessualità. Come se fosse un insulto”. Ma se non si pensa che lo sia, vien da dire, perché scaldarsi tanto?
 

 

 Fotonotizia

Un “terzo incomodo” gay al premio Strega di quest’anno. Lo scrittore napoletano Massimiliano Palmese (nella foto) si è infatti classificato terzo al prestigioso premio letterario, dietro Sandro Veronesi e Rossana Rossanda, con il suo romanzo d’esordio L’amante proibita. Palmese, che tra le cui molteplici attività figura anche la gestione dell’ufficio stampa di Mucassassina, storica one night in discoteca gestita dal circolo Mario Mieli di Roma, è stato a detta di molti la vera rivelazione di questa edizione del premio Strega.
 

 

 

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