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Se nel nostro simpatico paese il coming
out è ancora uno sport pochissimo praticato, è molto diffuso in
compenso il negare a spada tratta (e soprattutto in pubblico di
essere omosessuali). “Se lo fossi, lo direi” è ormai diventata la
formula di rito, che ricorda un po’il “sono sereno” pronunciato dai
veri vip quando finiscono nei guai con la giustizia. Il mese scorso
è toccato farlo al direttore di Raiuno Fabrizio Del Noce, da anni
considerato gay dalla voce popolare. I pettegolezzi di corridoio
hanno assunto un’inattesa forma ufficiale quando un’allusione
all’omosessualità di Del Noce e del conduttore televisivo Massimo
Giletti è finita nel calderone delle intercettazioni telefoniche
disposte dal pm di Potenza John Woodcok nell’ambito dell’inchiesta
ribattezzata dai giornali “vallettopoli”, alla base della quale si
trova l’inaudita ipotesi criminosa che per far carriera alla Rai
bisogna essere carine (o carini) con chi comanda. La conversazione
che tirava in ballo il direttore di Raiuno si era svolta tra la
conduttrice televisiva Paola Saluzzi e Salvatore Sottile, ex
portavoce di Gianfraco Fini coinvolto nello scandalo Rai. “Giletti”,
diceva Saluzzi a Sottile, “si sta fottendo “Uno mattina”. Del Noce
prima di andarsene vuole lasciargliela. La lascia alla sua
fidanzata”. La fidanzata di Del Noce sarebbe insomma stata
nientemeno che Massimo Giletti, il che, dopo la pubblicazione del
brano sui giornali, ha convinto il direttore di Raiuno a smentire in
un’intervista al settimanale femminile “Anna”. Il teorema di Del
Noce è semplice: nel maligno mondo dello spettacolo, “se sei una
donna con un po’ di potere, la dai (o l’hai data). Se sei un uomo,
invece, sei gay”. Lui comunque nega tutto, o quasi: “Non sono
omosessuale, né credo che lo sia Massimo Giletti. Però proprio non
capisco come sia possibile considerarlo un’offesa. Se lo fossi, lo
direi. Come ha fatto Alessandro Cecchi Paone, e ha fatto bene. Uno
può scegliere di esibire o meno la sua vita privata, anch’io in
passato uscivo con ragazze, mi facevo fotografare. Adesso no. Punto.
Ma trovo squallido cercare di attaccarmi con la storia
dell’omosessualità. Come se fosse un insulto”. Ma se non si pensa
che lo sia, vien da dire, perché scaldarsi tanto?
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Un “terzo incomodo” gay al premio Strega
di quest’anno. Lo scrittore napoletano Massimiliano Palmese (nella
foto) si è infatti classificato terzo al prestigioso premio
letterario, dietro Sandro Veronesi e Rossana Rossanda, con il suo
romanzo d’esordio L’amante proibita. Palmese, che tra le cui
molteplici attività figura anche la gestione dell’ufficio stampa di
Mucassassina, storica one night in discoteca gestita dal circolo
Mario Mieli di Roma, è stato a detta di molti la vera rivelazione di
questa edizione del premio Strega.
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