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Rassagna Stampa PRIDE : |
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PRIDE: IL
MENSILE GAY ITALIANO
[ Numero 86 - Agosto 2006 ] |
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Sani
per il Pentagono |
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Il dipartimento della difesa degli Stati
uniti si è alla fine arreso, almeno formalmente, alle richieste
dell’American psichiatric association (Apa) e ha depennato
l’omosessualità dall’elenco dei disturbi mentali redatto nel 1996 e
aggiornato nel 2003. La decisione è maturata dopo un piccolo
scandalo scoppiato in seguito alla pubblicazione di questo elenco,
da cui si poteva facilmente dedurre che l’orientamento dei medici
militari in materia di omosessualità era opposto a quello
considerato accettabile dalla psichiatria civile. Un adeguamento
alla realtà era dunque indifferibile, ma questo non cambierà, è
stato precisato, la politica del Pentagono riguardo all’espulsione
dalle forze armate dei militari gay e lesbiche che si dichiarano. La
linea del “non chiedere non dire”, che consente agli omosessuali di
entrare nell’esercito a patto di non raccontarlo in giro, resiste
per ora al mutamento delle prospettive diagnostiche. Resta da vedere
però quali giustificazioni razionali si possano a questo punto
addurre per motivare la discriminazione nei confronti di gay e
lesbiche manifesti. Se non possono più dire che non li vogliono
perché sono malati, potranno magari affermare che sono antipatici.
Aprendo così finalmente la strada all’inclusione del Pentagono
nell’elenco dei disturbi mentali. Si fa sempre più serrata, nel
frattempo, la battaglia sui matrimoni omosessuali in corso negli
Stati uniti. E il movimento per i diritti di gay e lesbiche è
costretto ad incassare una serie di brucianti sconfitte. Come il
recente no della corte suprema dello stato di New York ad
autorizzare le nozze tra persone dello stesso sesso per via
giudiziaria, o il sì di quella del Massachusetts (unico stato Usa
che riconosce agli omosessuali il diritto al matrimonio tout court)
a un referendum contro i matrimoni gay. Unica consolazione è che
anche la camera dei rappresentanti, dopo il senato, ha bocciato
l’emendamento alla costituzione federale proposto dal presidente
Bush per limitare agli eterosessuali l’uso dell’istituto
matrimoniale. L’emendamento ha ottenuto 236 sì contro 187 no e non
ha quindi raggiunto per 47 voti la richiesta maggioranza dei due
terzi. I repubblicani sperano comunque di poter spendere questo
risultato nella campagna per le elezioni di medio termine di
novembre, cercando di ribaltare i sondaggi che danno per vincenti i
democratici. La stragrande maggioranza degli americani, sostengono,
è contraria ai matrimoni omosessuali e premierà lo sforzo di
metterli fuori legge fatto dal partito repubblicano.
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I
più gay d’Inghilterra |
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Rivoluzione al vertice della classifica
dei 101 gay e lesbiche più influenti d’Inghilterra pubblicata il
mese scorso da “The Independent on Sunday”. Il primo posto, che in
passato spettava di diritto a sir Elton John, è andato quest’anno
all’attore Ian McKellen, che nessuno è più in grado di fermare dopo
la popolarità raggiunta grazie al ruolo del mago Gandalf nella
versione cinematografica del Signore degli anelli. McKellen ha
comunque dalla sua anche un impegno decisamente più militante a
sostegno dei diritti glbt, che si esprime al meglio nel graffiante
umorismo delle sue celebri battute. Al terzo posto ex aequo è finita
invece la coppia costituita da Gary Fisch e Henry Badenhorst,
fondatori del sito internet Gaydar, che hanno relegato al quinto
posto il peraltro potentissimo Peter Mandelson, ex braccio destro di
Tony Blair e attuale commissario Ue per il commercio. Per trovare il
primo stilista bisogna poi scendere al settimo posto con John
Galliano, mentre la prima lesbica della classifica si inserisce al
quattordicesimo posto: è Dawn Airey, managing director di Sky
Networks. Fuori dalla top ten si piazza anche il cantante George
Michael, al venticinquesimo posto.
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