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Si sono svolti nel pomeriggio di
mercoledì 11 ottobre nella chiesa di Santa Maria della Sanità i
funerali di Coccinella. La mamma di tutte le trans di Napoli aveva
61 anni. Quattro mesi fa la notizia di un tumore all'intestino,
subito una difficile operazione ed il triste epilogo consumato nel
massimo riserbo. Appariva già provata al convegno del 4 aprile
nell'aula Pessina, quando Porpora Marcasciano, del Mit, durante la
relazione sul femminiello napoletano la presentò al pubblico che
l'acclamò a lungo. Tutta la Sanità, il quartiere in cui viveva (lo
stesso di Totò e di De Sica), ha partecipato ai funerali. Migliaia
le persone convenute, tra cui le cantanti Giulietta Sacco e Maria
Nazionale, molte personalità del teatro e televisioni locali. La
funzione religiosa si è svolta con la compostezza e la dignità che i
napoletani riservano ai momenti solenni. Più di duecento le persone
transessuali presenti in Chiesa. Ai primi banchi Gino Curcione ed
Ernesto Guida. Il feretro è stato accompagnato da un bagno di folla
fino al “Cimitero degli uomini illustri”. “A signora era scurnosa,
una grande brava persona”, ci dice una donna che attende fuori la
Chiesa, una delle tante che non nascondono la commozione. Coccinella
era amatissima dalla comunità trans napoletana e nazionale,
integrata nel quartiere dove viveva da tanti anni. Antonio De
Filippo, questo il suo nome all'anagrafe,era scappato di casa a 12
anni. Transessuale bellissima e dalle spiccate doti canore, si
esibiva al Trocadero ed al Salone Margherita durante i rampanti anni
'60 ed aveva fondato un gruppo en travestì, “Le Coccinelle”. Aveva
scelto lo stesso nome di Coccinelle, la trans parigina celebre
all'epoca in tutta Europa, che con Peki d'Oslo venne a Napoli ad
incontrarla e che, strana sorte del destino, è morta poche ore
prima. Il suo impegno per la causa trans è ricordato da tante
compagne. “E' stata la Coccinella di Napoli a darmi coraggio”,
scrive una trans sul suo blog,“quando ero ancora minorenne. Lei
abitava ai Quartieri e veniva in giù vestita alla "bluebelle
parigina": tutta bionda con il trucco, pantaloni stretti stretti,
erano gli anni sessanta”. La leggenda racconta che quando un giudice
le impose, applicando una vecchia legge fascista, di non mostrare in
pubblico il petto rigonfio e di vestirsi da maschio, lei fiera
rispose stringendogli in faccia i seni e proclamando la conquistata
femminilità “e ccheste aro e nnasconno?” ("E queste dove le
metto?"). Come altre trans coraggiose non si risparmiò la galera ed
aveva lo sfregio d'amore, il segno che un uomo perdutamente
innamorato le fece per legarla a sé per sempre. A lei è dedicato il
libro di Pasquale Ferro Jenny Flowers.
Carmine Urciuoli |
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Qualcosa si muove nel mondo trans: per la
prima volta domenica 15 ottobre tutte le associazioni transessuali
italiane si sono riunite a Bologna per concordare una linea d'azione
comune. In cima alla lista delle richieste si trova una legge,
giacente in parlamento, che renda possibile vivere la propria
transessualità senza dover necessariamente ricorrere a un intervento
chirurgico di cambiamento di sesso. Con spirito unitario e la
partecipazione di tutte le associazioni italiane si celebra a Torino
l'11 novembre il "Transgender day of remembrance", la giornata
internazionale dedicata al ricordo dei transessuali vittime di
crimini d'odio, per ricordare le vittime del pregiudizio contro le
persone transessuali. In questro ambito si svolge anche il convegno
"Transgender nelle culture del mondo", nel corso del quale si parla
di quelle civiltà che vivono le persone transgender come soggetti
portatori di una differenza che arricchisce anziché come un problema
sociale. Tra le novità della militanza trans c'è infine da segnalare
un calendario realizzato dal gruppo transessuali Luna con il
fotografo Antonio Fontana, che sarà messo in vendita presso le
associazioni al prezzo di dieci euro, interamente devoluti al
finanziamento di attività politiche e associative.
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