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ClubClassic.net > Canali > Rassegna Stampa PRIDE :

PRIDE: IL MENSILE GAY ITALIANO
 
[ Numero 91 - Gennaio 2007 ]

 
 Destra moderna

La manifestazione contro la legge finanziaria organizzata a Roma il 2 dicembre dalla Casa delle libertà (monca dell'Udc), ha offerto l'occasione anche per alcune tipiche esibizioni folkloristiche a carattere omofobico.
Tra gli slogan urlati dalle frange più fascisteggianti del corteo si sono fatti notare slogan come "Prodi boia, Luxuria è la tua troia" insieme a cartelli contro i Pacs, ingiurie varie contro gli esponenti della comunità glbt eletti in parlamento e siparietti satirici sul matrimonio gay interpretati da maschi nerboruti e pelosi in abito bianco da sposa.
Desolante lo spettacolino, ma ancor più desolante la sostanziale complicità dei settori più "composti" della manifestazione e l'altrettanto sostanziale tolleranza di gran parte dei media, che hanno perlopiù riferito gli episodi di omofobia con aplomb da cronaca imparziale o con occhielletti del genere "la curiosità".
Anche quel po' di indignazione che è stata registrata non ha certo meritato le prime pagine, in un paese che pure in altri casi è tanto sensibile agli strappi simbolici.
In Italia, insomma, l'odio contro gli omosessuali continua a passare per senso dell'umorismo.

 

 "Caro Piero strappo la tessera"

Quando è troppo è troppo. A seguito di ennesime quanto improvvide dichiarazioni del segretario dei Ds Piero Fassino sulla non opportunità di concedere adozioni ai gay, lo scorso 15 dicembre il segretario nazionale di Arcigay Aurelio Mancuso, già portavoce dei gay dei Ds, ha annunciato con una lettera aperta al leader diessino che dopo 25 anni di militanza non rinnoverà la tessera del partito. Nel testo (che riportiamo integralmente nella rubrica delle lettere), Mancuso esprime tutta la sua delusione per le posizioni di retroguardia che la maggiore forza politica della sinistra italiana si ostina a mantenere vive riguardo ai diritti e alla dignità delle persone glbt.
Fassino ha risposto a stretto giro, invitando Mancuso a rimanere nei Ds e indicando le benemerenze sue e del partito in difesa dei diritti glbt. "I fatti lo dicono", scrive Fassino. "Ti ricordo che sono stato il primo segretario dei Ds a partecipare a un congresso di Arcigay. Che i Ds hanno depositato nel 2004 un progetto di legge per l'introduzione dei Pacs in Italia. Che abbiamo dato riconoscimento statutario nella vita del nostro partito a Gayleft, organizzazione degli omosessuali iscritti ai Ds. E oggi siamo determinati a far sì che sia rispettato l'impegno assunto da Prodi e dai capigruppo del centrosinistra per una rapida approvazione in parlamento della legge per il riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto. Di tutte, sia eterosessuali che omosessuali".
Detto questo, Fassino arriva al tema delle adozioni di coppie gay, che a suo giudizio "investe ua complessità e una delicatezza che non si possono liquidare sbrigativamente. Personalmente (aggiunge) ho molte perplessità e non ho maturato fin qui un'opinione favorevole".
Mancuso a questo punto ha replicato confermando la decisione di non rinnovare la tessera dei Ds. Il tempo delle fiducia nelle promesse, spiega il segretario di Arcigay, è finito. Adesso occorrono i fatti veri, non solo le buone intenzioni. Occorre cioè approvare subito il corposo pacchetto di riforme (dai Pacs alle norme antidiscriminatorie alla modifica della legge sul cambiamento di sesso), che Mancuso definisce il "minimo sindacale".
Poi resta il drammatico divario culturale che separa la dirigenza diessina dal movimento glbt.
Rispetto al quale, dati gli orientamenti centristi e inclini al compromesso con i cattolici in vista della costruzione del partito democratico, non c'è di che farsi grandi illusioni.
 
 

 

 

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