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PRIDE: IL MENSILE GAY ITALIANO
 
[ Numero 91 - Gennaio 2007 ]

 
 Indovina chi viene a Cheney

Mary Cheney, la figlia dichiaratamente lesbica del vicepresidente degli Stati uniti Dick Cheney, ha annunciato il mese scorso di essere incinta. La notizia, diffusa dal “Washington Post”, è stata immediatamente rilanciata dai media nazionali e internazionali, senza tuttavia che venissero divulgati molti dettagli relativi alle circostanze della maternità. Si è saputo solo che il lieto evento è atteso in primavera e che Mary alleverà la creatura in procinto di nascere insieme a Heather Poe, la partner con la quale ha diviso l’esistenza negli ultimi quindici anni. Il fatto, in se stesso, sarebbe da considerarsi di ordinaria amministrazione, date le ormai più che ragguardevoli dimensioni sociali assunte negli States dal fenomeno della maternità lesbica. Ciò che che lo rende straordinario è il legame di parentela di Mary con il numero due dell’amministrazione Bush, che si è caratterizzata politicamente come la più omofobica da almeno quarant’anni a questa parte. Vista sotto questo aspetto, la gravidanza di Mary somiglia al colpo di scena escogitato da qualche non troppo creativo sceneggiatore di un reality show. Nonno Dick, comunque, non si è scomposto più di tanto e ha fatto sapere che sarà felice di accogliere a braccia aperte il nipotino o nipotina nato nell’unione di Mary e Heather, che già sono peraltro pienamente inserite a tutti gli effetti e in modo ufficiale nel clan Cheney. Anche se vivono in Virginia, cioè in uno stato che ha approvato con un referendum popolare il tassativo divieto di matrimonio o unione civile tra persone dello stesso sesso. La faccia tosta di Dick Cheney è però superata da quella di “zio” George, ovvero il presidente Bush. Nemmeno lui ha fatto una piega, benché siano anni che proclama ai quattro venti che il matrimonio omosessuale è un abominio, specie se si prefigge di essere prolifico. Da bravo amico della famiglia Cheney, anzi, Bush è stato tra i primi a congratularsi con Mary e Heather e ha fatto sapere di essere felice per loro. In un’intervista rilasciata a “People” ha perfino detto che pensa che Mary sarà una madre amorevole per il suo bambino. Al portavoce della Casa Bianca Tony Snow è poi toccato l’arduo compito di difendere la coerenza di pensiero del presidente. Bush, ha dichiarato, Snow, continua a pensare che il contesto ideale per allevare i figli sia la famiglia eterosessuale. “Ma crede anche”, ha aggiunto, “che ogni vita umana sia sacra e che ogni bambino che viene al mondo meriti amore, e ritiene che il figlio di Mary Cheney avrà certamente dei genitori amorevoli”. Gli unici a esprimere pubblico dispiacere per la maternità di Mary Cheney sono stati alcuni gruppi della destra fondamentalista, ben consapevoli del fatto che questa nascita infliggerà un durissimo colpo alle loro ossessive pretese di escludere gli omosessuali dal diritto di crearsi una famiglia riconosciuta dalla collettività.
 

 

 Caso chiuso in Canada

Il primo ministro conservatore canadese Stephen Harper aveva fatto una promessa in campagna elettorale e l’ha mantenuta. Così il 7 dicembre, malgrado l’opposizione sociale e i pessimi pronostici che circondavano l’iniziativa, ha messo ai voti in parlamento una mozione per riaprire il dibattito sui matrimoni omosessuali, legalizzati con una legge approvata tre anni fa. Il testo della mozione chiedeva al governo di presentare un nuovo provvedimento legislativo per “ristabilire la definizione tradizionale del matrimonio (cioè l’unione esclusiva tra persone di sesso diverso ndr) senza toccare le unioni civili e rispettando i matrimoni già esistenti tra persone dello stesso sesso”. Nonostante i toni volutamente morbidi, la mozione è stata respinta con 175 voti contrari e 123 a favore. L’associazione “Equal marriage”, che sostiene i diritti delle coppie omosessuali, ha fatto sapere che rispetto ai precedenti voti parlamentari riguardanti il matrimonio tra persone omosessuali, la percentuale dei deputati favorevoli alla riforma è cresciuta anche tra gli stessi conservatori. Equal marriage sottolinea anche che Harper "ha il disonore di essere il primo presidente del consiglio ad attaccare una minoranza dalla fine della seconda guerra mondiale". Il premier si è comunque giustificato con la necessità di mantenere gli impegni presi in campagna elettorale e si è affrettato a dichiarare di "accettare la decisione democratica dei rappresentanti del popolo". Il caso dunque è chiuso. E come pietra tombale ha i sondaggi d'opinione secondo i quali solo un canadese su quattro sarebbe stato favorevole a riaprire la questione. Secondo le stime più recenti, dall'entrata in vigore della legge che consente le nozze omosessuali, i matrimoni celebrati in Canada tra partner dello stesso sesso sono stati oltre 12.000.
 
 

 

 

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