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Mary Cheney, la figlia dichiaratamente
lesbica del vicepresidente degli Stati uniti Dick Cheney, ha
annunciato il mese scorso di essere incinta. La notizia, diffusa dal
“Washington Post”, è stata immediatamente rilanciata dai media
nazionali e internazionali, senza tuttavia che venissero divulgati
molti dettagli relativi alle circostanze della maternità. Si è
saputo solo che il lieto evento è atteso in primavera e che Mary
alleverà la creatura in procinto di nascere insieme a Heather Poe,
la partner con la quale ha diviso l’esistenza negli ultimi quindici
anni. Il fatto, in se stesso, sarebbe da considerarsi di ordinaria
amministrazione, date le ormai più che ragguardevoli dimensioni
sociali assunte negli States dal fenomeno della maternità lesbica.
Ciò che che lo rende straordinario è il legame di parentela di Mary
con il numero due dell’amministrazione Bush, che si è caratterizzata
politicamente come la più omofobica da almeno quarant’anni a questa
parte. Vista sotto questo aspetto, la gravidanza di Mary somiglia al
colpo di scena escogitato da qualche non troppo creativo
sceneggiatore di un reality show. Nonno Dick, comunque, non si è
scomposto più di tanto e ha fatto sapere che sarà felice di
accogliere a braccia aperte il nipotino o nipotina nato nell’unione
di Mary e Heather, che già sono peraltro pienamente inserite a tutti
gli effetti e in modo ufficiale nel clan Cheney. Anche se vivono in
Virginia, cioè in uno stato che ha approvato con un referendum
popolare il tassativo divieto di matrimonio o unione civile tra
persone dello stesso sesso. La faccia tosta di Dick Cheney è però
superata da quella di “zio” George, ovvero il presidente Bush.
Nemmeno lui ha fatto una piega, benché siano anni che proclama ai
quattro venti che il matrimonio omosessuale è un abominio, specie se
si prefigge di essere prolifico. Da bravo amico della famiglia
Cheney, anzi, Bush è stato tra i primi a congratularsi con Mary e
Heather e ha fatto sapere di essere felice per loro. In
un’intervista rilasciata a “People” ha perfino detto che pensa che
Mary sarà una madre amorevole per il suo bambino. Al portavoce della
Casa Bianca Tony Snow è poi toccato l’arduo compito di difendere la
coerenza di pensiero del presidente. Bush, ha dichiarato, Snow,
continua a pensare che il contesto ideale per allevare i figli sia
la famiglia eterosessuale. “Ma crede anche”, ha aggiunto, “che ogni
vita umana sia sacra e che ogni bambino che viene al mondo meriti
amore, e ritiene che il figlio di Mary Cheney avrà certamente dei
genitori amorevoli”. Gli unici a esprimere pubblico dispiacere per
la maternità di Mary Cheney sono stati alcuni gruppi della destra
fondamentalista, ben consapevoli del fatto che questa nascita
infliggerà un durissimo colpo alle loro ossessive pretese di
escludere gli omosessuali dal diritto di crearsi una famiglia
riconosciuta dalla collettività.
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Il primo ministro conservatore canadese
Stephen Harper aveva fatto una promessa in campagna elettorale e
l’ha mantenuta. Così il 7 dicembre, malgrado l’opposizione sociale e
i pessimi pronostici che circondavano l’iniziativa, ha messo ai voti
in parlamento una mozione per riaprire il dibattito sui matrimoni
omosessuali, legalizzati con una legge approvata tre anni fa. Il
testo della mozione chiedeva al governo di presentare un nuovo
provvedimento legislativo per “ristabilire la definizione
tradizionale del matrimonio (cioè l’unione esclusiva tra persone di
sesso diverso ndr) senza toccare le unioni civili e rispettando i
matrimoni già esistenti tra persone dello stesso sesso”. Nonostante
i toni volutamente morbidi, la mozione è stata respinta con 175 voti
contrari e 123 a favore. L’associazione “Equal marriage”, che
sostiene i diritti delle coppie omosessuali, ha fatto sapere che
rispetto ai precedenti voti parlamentari riguardanti il matrimonio
tra persone omosessuali, la percentuale dei deputati favorevoli alla
riforma è cresciuta anche tra gli stessi conservatori. Equal
marriage sottolinea anche che Harper "ha il disonore di essere il
primo presidente del consiglio ad attaccare una minoranza dalla fine
della seconda guerra mondiale". Il premier si è comunque
giustificato con la necessità di mantenere gli impegni presi in
campagna elettorale e si è affrettato a dichiarare di "accettare la
decisione democratica dei rappresentanti del popolo". Il caso dunque
è chiuso. E come pietra tombale ha i sondaggi d'opinione secondo i
quali solo un canadese su quattro sarebbe stato favorevole a
riaprire la questione. Secondo le stime più recenti, dall'entrata in
vigore della legge che consente le nozze omosessuali, i matrimoni
celebrati in Canada tra partner dello stesso sesso sono stati oltre
12.000.
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