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PRIDE: IL MENSILE GAY ITALIANO
 
[ Numero 92 - Febbraio 2007 ]

 
 Bulli in classe

Due distinti episodi di bullismo scolastico a sfondo omofobico hanno riproposto nelle scorse settimane un tema di cui si parla sempre molto meno di quanto si dovrebbe. La vicenda più drammatica è accaduta all’istituto tecnico di Castellaneta, in provincia di Taranto, dove un ragazzo di diciassette anni ha aggredito con un coltello due compagni, ferendoli leggermente alle braccia e al volto. Dopo essere stato arrestato dai carabinieri, lo studente ha raccontato di aver reagito ai continui attacchi fisici e verbali dei due compagni che l’avevano preso di mira. Tra gli episodi citati un cartello con la scritta “sei gay” trovato in classe. Il ragazzo, descritto da tutti come educato e mite, si è così procurato un coltello e l’ha usato a scuola, dopo aver ricevuto l’ennesima scarica di insulti e spintoni durante l’intervallo tra una lezione e l’altra. Ora è accusato di tentato omicidio. Un altro fattaccio è accaduto invece poco prima delle vacanze di Natale in un istituto tecnico della periferia milanese, dove un quattordicenne di origine ucraina adottato da una famiglia italiana è stato assalito e picchiato da quattro coetanei, che mentre immortalavano il tutto con il cellulare gli gridavano “Chernobyl, sei gay!”. Anche in questo caso, i responsabili della scuola si sono rivolti immediatamente alla polizia che è intervenuta fermando temporaneamente gli aggressori, inchiodati dalla prova costituita dalle immagini riprese con il telefonino. Al di là dei risvolti penali della vicenda, la scuola ha punito quattro piccoli bulli con alcuni giorni di sospensione, programmando poi una serie di incontri con uno psicologo per affrontare l’argomento con la classe interessata.

 

 Cassero antiproibizionista

“Come da ordinanza del sindaco, dopo le tre solo ANAL(colici)”. Alcuni soci del Cassero di Bologna hanno così spiritosamente commentato, in un cartello affisso in sede, la stretta probizionista del comune di Bologna, che allo scopo di limitare il degrado cittadino imputabile all’abuso di alcol ha deciso di limitare gli orari di apertura di pub e locali notturni. Anche circoli e associazioni come il Cassero, pur non avendo vincoli sugli orari di chiusura, hanno il divieto di vendere alcolici dopo le tre di notte. Perciò soci e socie dello storico centro gay e lesbico hanno festeggiato l’entrata in vigore dell’ordinanza con un brindisi antiproibizionista a cui hanno partecipato centinaia di persone, compresi alcuni esponenti politici locali, a base di spumante. L’iniziativa di protesta ha voluto in questo modo sottolineare il dissenso nei confronti della politica dell’amministrazione comunale, nella certezza che cercare di incentivare il senso di responsabilità delle persone sia più efficace di qualunque divieto. “Non è con il proibizionismo”, ha dichiarato Matteo Cavalieri del direttivo del Cassero, “che si risolvono i problemi legati al degrado urbano, ma con politiche positive di prevenzione e informazione, unite ad azioni concrete di inclusione sociale”. Un altro esponente del direttivo, Maurizio Cecconi, ha aggiunto: “Vogliamo trattare da adulti i nostri soci. Non dir loro che l’alcol è cattivo a priori, ma informarli degli effetti derivanti dall’abuso. Speriamo che il comune di Bologna ci aiuti a informare, producendo materiale laico e intelligente”.
 
 

 

 

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