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ClubClassic.net > Canali > Rassegna Stampa PRIDE :

PRIDE: IL MENSILE GAY ITALIANO
 
[ Numero 92 - Febbraio 2007 ]

 
 Cento in omofobia

“Noi a Cento abbiamo il registro delle patate, non quello dei finocchi”. Con questa dichiarazione alla stampa Mirco Gallerani (portavoce del sindaco di centrodestra del comune di Cento (Ferrara), Flavio Tuzet), ha smentito l’erroneo inserimento della sua amministrazione in un elenco di comuni che hanno istituito il registro delle coppie di fatto. Colpevole dell’errore l’Arcigay, che ha pubblicato l’elenco sul suo sito internet. Successivamente alla salace smentita del portavoce del sindaco, il comune di Cento ha anche provveduto a diffondere una nota più ufficiale per pretendere la cancellazione del suo onorato nome dall’infamante elenco. “L’amministrazione comunale”, spiega la nota, “dichiara che questa notizia è totalmente priva di fondamento e, francamente, non si comprende da dove possa essere uscita tale informazione lontana un milione di anni luce dai nostri intendimenti”.
 

 

 Diabolik pro gay

Dopo quarantacinque anni di onorata carriera e quasi settecentocinquanta episodi pubblicati, “Diabolik”, il fumetto poliziesco per eccellenza, ha dedicato un’intera storia al tema dell’omosessualità. La trama del primo numero del 2007, intitolato Il segreto della Rocca, ruota infatti intorno alla misteriosa morte di un giovane agente letterario, che si scoprirà essere omosessuale e per giunta in coppia con un noto scrittore. Senza entrare troppo nei dettagli, basti dire che il polo positivo della vicenda è costituito dal sacrosanto diritto di dichiararsi gay e vivere in pace, mentre quello negativo (oltre che dalla mafia e dai poliziotti più zelanti che intelligenti) è rappresentato da un’organizzazione denominata “Società dei probi” e così definita: “Si tratta forse del gruppo più reazionario del nostro paese: i suoi componenti sono grossi personaggi del mondo politico e economico. Sono contro l’aborto, le unioni di fatto, un certo tipo di ricerca scientifica, la procreazione assistita. Ovviamente contro l’omosessualità. Per loro un omosessuale è un depravato da condannare, da tenere alla larga”. Vi viene in mente qualcosa, magari tipo l’Opus Dei? Alla fine della storia gli autori hanno anche aggiunto una postilla, per sottolineare il fatto che “Diabolik” non aveva mai affrontato il tema dell’omosessualità. Una lacuna che Luciana Giussani (una delle creatrici di “Diabolik”, ndr) si era più volte ripromessa di colmare, appuntando idee, spunti, indicazioni per i soggettisti”. A cinque anni dalla sua scomparsa l’episodio è stato quindi dedicato a Luciana Giussani, della quale si cita in conclusione una frase spesso ripetuta: “I fumetti devono comunicare qualcosa, altrimenti cosa li scriviamo a fare?”. Nel caso specifico questo numero di “Diabolik” comunica che l’Italia è matura per un atteggiamento più civile verso i gay e non ne può più, viceversa, delle continue ingerenze del cattolicesimo fanatico nella vita delle persone.
 
 

 

 

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