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“Noi a Cento abbiamo il registro delle
patate, non quello dei finocchi”. Con questa dichiarazione alla
stampa Mirco Gallerani (portavoce del sindaco di centrodestra del
comune di Cento (Ferrara), Flavio Tuzet), ha smentito l’erroneo
inserimento della sua amministrazione in un elenco di comuni che
hanno istituito il registro delle coppie di fatto. Colpevole
dell’errore l’Arcigay, che ha pubblicato l’elenco sul suo sito
internet. Successivamente alla salace smentita del portavoce del
sindaco, il comune di Cento ha anche provveduto a diffondere una
nota più ufficiale per pretendere la cancellazione del suo onorato
nome dall’infamante elenco. “L’amministrazione comunale”, spiega la
nota, “dichiara che questa notizia è totalmente priva di fondamento
e, francamente, non si comprende da dove possa essere uscita tale
informazione lontana un milione di anni luce dai nostri
intendimenti”.
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Dopo quarantacinque anni di onorata
carriera e quasi settecentocinquanta episodi pubblicati, “Diabolik”,
il fumetto poliziesco per eccellenza, ha dedicato un’intera storia
al tema dell’omosessualità. La trama del primo numero del 2007,
intitolato Il segreto della Rocca, ruota infatti intorno alla
misteriosa morte di un giovane agente letterario, che si scoprirà
essere omosessuale e per giunta in coppia con un noto scrittore.
Senza entrare troppo nei dettagli, basti dire che il polo positivo
della vicenda è costituito dal sacrosanto diritto di dichiararsi gay
e vivere in pace, mentre quello negativo (oltre che dalla mafia e
dai poliziotti più zelanti che intelligenti) è rappresentato da
un’organizzazione denominata “Società dei probi” e così definita:
“Si tratta forse del gruppo più reazionario del nostro paese: i suoi
componenti sono grossi personaggi del mondo politico e economico.
Sono contro l’aborto, le unioni di fatto, un certo tipo di ricerca
scientifica, la procreazione assistita. Ovviamente contro
l’omosessualità. Per loro un omosessuale è un depravato da
condannare, da tenere alla larga”. Vi viene in mente qualcosa,
magari tipo l’Opus Dei? Alla fine della storia gli autori hanno
anche aggiunto una postilla, per sottolineare il fatto che
“Diabolik” non aveva mai affrontato il tema dell’omosessualità. Una
lacuna che Luciana Giussani (una delle creatrici di “Diabolik”, ndr)
si era più volte ripromessa di colmare, appuntando idee, spunti,
indicazioni per i soggettisti”. A cinque anni dalla sua scomparsa
l’episodio è stato quindi dedicato a Luciana Giussani, della quale
si cita in conclusione una frase spesso ripetuta: “I fumetti devono
comunicare qualcosa, altrimenti cosa li scriviamo a fare?”. Nel caso
specifico questo numero di “Diabolik” comunica che l’Italia è matura
per un atteggiamento più civile verso i gay e non ne può più,
viceversa, delle continue ingerenze del cattolicesimo fanatico nella
vita delle persone.
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