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Rassegna Stampa PRIDE : |
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PRIDE: IL
MENSILE GAY ITALIANO
[ Numero 92 - Febbraio 2007 ] |
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Gayezza
mezza bellezza |
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Credevate di essere più carini della
media dei vostri coetanei eterosessuali per via della palestra,
delle creme e delle lampade? Sbagliato. In base a raffinati modelli
matematici elaborati da alcuni ricercatori statunitensi, è il gene
dell’omosessualità a rendervi più attraenti. A dire il vero, ammette
lo studio (ripreso dalla rivista scientifica “Nature”), non si sa se
un simile gene esista oppure no. Ma se esistesse sarebbe sicuramente
lui il responsabile dell’indiscutibile fascino erotico di molti
maschi gay. Se si presuppone l’esistenza di un gene gay, infatti,
bisogna poi cercare di spiegarsi come faccia il malcapitato a
trasmettersi alle generazioni successive, dal momento che la
procreazione non è l’attività preferita degli omosessuali. È per
questo, sostiene ancora la ricerca, che hanno inventato la
bisessualità, con l’evidente scopo di dare ai geni gay (migliori di
quelli etero) la possibilità di conquistare il mondo. Le tendenze
omosessuali insomma rappresenterebbero un vantaggio evolutivo,
perché chi le possiede sarebbe più attraente o potenzialmente più
fecondo di chi non le possiede. E quindi, in ultima analisi,
faciliterebbero la riproduzione della specie, che ultimamente ha i
suoi problemi a causa della riduzione del tasso di fecondità degli
spermatozoi maschili. È così che l’omosessualità si diffonderebbe
attraverso la bisessualità, che stando ai modelli matematici di cui
sopra sarà nel futuro la condizione più diffusa. Gli etero, insomma,
prima o poi ci staranno tutti.
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Due
mamme e un babbo |
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Un bambino di cinque anni dell’Ontario
(Canada) è dal mese scorso il primo occidentale ad avere tre
genitori legali contemporaneamente. I primi due sono la madre e il
padre biologici, mentre il terzo è la compagna della madre, che
aveva fatto ricorso in tribunale per ottenere la co-genitorialità.
La corte d’Appello dell’Ontario (ben consapevole di allargare il
concetto tradizionale di famiglia in base a esigenze poste dalla
realtà sociale) ha stabilito che il bambino ha effettivamente tre
figure parentali di riferimento e che è giusto che tutte e tre lo
siano anche dal punto di vista giuridico. I giudici hanno in
sostanza preso atto della situazione concreta e deciso in base a
quelli che a loro avviso sono gli interessi del bambino, anziché
limitarsi a essere i notai del principio che un padre e una madre
bastano e avanzano, come avevano fatto i loro colleghi di primo
grado. Le due mamme del piccolo, di cui non sono stati resi noti i
nomi, vivono in coppia dal 1990 e insieme avevano deciso di avere un
figlio concepito con l’inseminazione artificiale da donatore
anonimo. Poi però ci avevano ripensato, preferendo mettersi
d’accordo con un amico che aveva accettato sia di donare il seme che
di assumersi il ruolo paterno, pur non convivendo con le due donne.
Così il bambino è nato e cresciuto con tre genitori, uno dei quali
però non aveva nessun diritto di tutela legale nei suoi confronti. A
questo problema ha posto fine la sentenza della corte d’appello,
lasciando del tutto soddisfatti gli interessati e suscitando le
solite furenti reazioni dei fondamentalisti religiosi. La seconda
mamma, in base alle leggi canadesi, avrebbe potuto percorrere una
strada diversa, chiedendo di adottare il bambino, ma questo avrebbe
comportato necessariamente la rinuncia del padre alle sue
prerogative di genitore. Dunque meglio una mamma in più che un babbo
in meno.
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