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ClubClassic.net > Canali > Rassegna Stampa PRIDE :

PRIDE: IL MENSILE GAY ITALIANO
 
[ Numero 92 - Febbraio 2007 ]

 
 Kylie for ever

La popstar Kylie Minogue ha avuto l’onore di essere incoronata "massima icona gay di tutti i tempi" da un sondaggio effettuato dalla società britannica "Onepoll" su un campione di 5.000 gay e lesbiche. In base alle motivazioni fornite dagli intervistati, quello che le ha valso l’ambito riconoscimento è stata, oltre alla bellezza e al talento, la determinazione con la quale ha saputo gestire la battaglia contro il cancro che le era stato diagnosticato due anni fa, e che per oltre un anno l’ha tenuta lontana dalle scene. Adesso, tornata a esibirsi con un tour mondiale, Kylie riscuote un doppio apprezzamento da parte dei fans. Al secondo posto, nella classifica stilata da Onepoll, si è piazzata la cantante country Dolly Parton, sopravanzando perfino i mitici Abba che si sono dovuti accontentare del bronzo. Solo quarta Judy Garland (la cui morte secondo alcune leggende sarebbe stata addirittura all’origine della rivolta di Stonewall) seguita da Marylin Monroe e dal capitano della nazionale inglese di calcio David Beckam, che comunque non è stato promosso per i suoi meriti sportivi. Ancora più indietro Madonna e Audrey Hepburn, rispettivamente settima e ottava, e Liza Minnelli, decima.
 

 

 Brevi:  

New York: 450.000 dollari. È questa la cifra ottenuta da un ufficiale di polizia di Haledon, una cittadina del New Jersey, che aveva denunciato discriminazioni sul lavoro. Tutto era iniziato nel 2002, quando il sergente James Len, da vent’anni poliziotto in servizio effettivo, aveva deciso di dichiararsi gay e di separarsi dalla moglie. Da allora la sua vita lavorativa era diventata un inferno. In base all’accordo raggiunto con il dipartimento di polizia di Haledon, il sergente Len, oltre a ricevere il risarcimento, tornerà ad avere uno stato di servizio immacolato.
 
Mosca: il movimento glbt russo è pronto a rivolgersi alla corte europea per i diritti umani allo scopo di ottenere la condanna del divieto di autorizzare il corteo del pride a Mosca il 27 maggio scorso. La magistratura russa ha infatti finora respinto tutti i ricorsi che le sono stati presentati, difendendo in pratica la scelta di vietare la manifestazione fatta dal sindaco di Mosca. Rimane come ultima chance il giudizio della corte suprema.
 
Nairobi: ricco programma glbt al "World social forum", che si è svolto a Nairobi tra il 20 e il 25 gennaio, realizzato dal movimento glbt del Kenya in collaborazione con molti altri gruppi africani e con le associazioni glbt internazionali. Per il movimento kenyota si è trattato di un evento della massima importanza, considerato il fatto che nel paese i rapporti sessuali tra persone dello stesso possono tuttora costare fino a 14 anni di galera.
 
Washington: secondo un’indagine nazionale svolta negli Stati uniti da "Harris Interactiv", la popolazione glbt si trova più a proprio agio su internet rispetto a quella eterosessuale. Sarà perché nella vita non virtuale accade spesso il contrario? Come che sia, i gay passano più tempo online, aggiornano più spesso i blog e fanno parte più facilmente di comunità virtuali. Il che li rende anche più interessanti, secondo l’indagine, come soggetti di riferimento per il marketing in Rete.
 
Houston: un serial-stupratore “gay” terrorizza da mesi la cittadina texana di Baytown, a circa tranta miglia da Houston. Dall’aprile scorso ci sono state cinque denunce correlate alle sue gesta, ma la polizia ritiene che i casi potrebbero essere più numerosi perché gli uomini sono ancora più in difficoltà delle donne a denunciare una violenza sessuale. Lo stupro seriale non è di per sé una novità, ma il fatto che gli attacchi si rivolgano contro individui di sesso maschile scelti a caso in base al loro aspetto fisico, e al di fuori da qualunque contesto gay, ha reso la vicenda un caso nazionale.
 
 

 

 

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