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ClubClassic.net > Canali > Rassegna Stampa PRIDE :

PRIDE: IL MENSILE GAY ITALIANO
 
[ Numero 94 - Aprile 2007 ]

 
 Polonia thatcheriana

La famigerata clausola 28 contro la propaganda dell’omosessualità, voluta in Inghilterra negli anni 80 dalla tremenda signora Thatcher e sepolta nell’era Blair, viene riesumata nel 2007 dall’omofobico governo di estrema destra polacco. Dovrebbe approdare infatti in parlmento proprio questo mese un disegno di legge redatto dal ministero dell’istruzione per punire duramente chi nelle scuole “propaganda l’omosessualità e altre deviazioni sessuali”. Ministro dell’istruzione, non per nulla, è l’omofobicissimo Roman Giertych, che è anche vicepresidente del consiglio e fondatore della Lega delle famiglie polacche, al cui confronto la Lega di Bossi sembra un gruppo di fricchettoni. Il viceministro dell’istruzione Miroslaw Orzechowski non ha del resto voluto essere da meno del suo capo e nell’illustrare le innovazioni del disegno di legge ha dichiarato: “Provo nei confronti dell’omosessualità il più profondo disgusto. L’omosessualità è solamente uno spicchio di una sfera più ampia delle perversioni sessuali. Sono convinto che l’uomo debba superare le proprie debolezze dall’interno, come si fa per il fumo”. Quindi, “chi propaganderà nei luoghi d’istruzione l’omosessualità o altre perversioni sarà punito”. Il disegno di legge prevede tra l’altro il licenziamento immediato per i presidi che autorizzeranno l’ingresso nelle scuole di organizzazioni per i diritti degli omosessuali.

 

 Un segno di Pace

A dispetto del significato che il suo nome assume nella nostra lingua, il generale di marina Peter Pace (pronuncia peis) ha scatenato un bel pandemonio negli Stati uniti, dove la regola del “non chiedere non dire” che vige a proposito dei militari omosessuali resta un nervo sempre scoperto. In un’intervista il generale Pace si è espresso a favore del mantenimento di questa regola così argomentando: “Io ritengo immorali gli atti omosessuali tra due persone e che non si debba tollerare questo comportamento. Come persona non vorrei che l’accettazione dell’omosessualità facesse parte della nostra politica, proprio come non vorrei che fosse accettato che qualcuno vada a letto con la moglie di qualcun altro. Noi perseguiamo questo genere di comportamento immorale”. Il putiferio seguito a queste parole ha spinto vari altri esponenti delle forze armate a correggere il tiro e a dichiararsi possibilisti sulla necessità di cancellare l’ipocrisia discriminatoria nelle norme in vigore. Ma il generale Pace, malgrado le pressioni ricevute in questo senso, non ha voluto fare ammenda. È stato tuttavia costretto a dirsi dispiaciuto per l’accaduto e a specificare che si trattava di opinioni personali.


 

 

 

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