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ClubClassic.net > Canali > Rassegna Stampa PRIDE :

PRIDE: IL MENSILE GAY ITALIANO
 
[ Numero 95 - Maggio 2007 ]

 
 Nozze negate

Se Alessandro Manzoni fosse un nostro contemporaneo e si accingesse a scrivere oggi il suo romanzo, i protagonisti del rocambolesco plot per giungere dopo mille peripezie alle sospirate nozze dovrebbero di sicuro chiamarsi Renzo e Lucio (o Renza e Lucia). Sono infatti i gay e le lesbiche, ai nostri giorni, i soli a trovare ostacoli al loro desiderio di sposarsi, mentre gli etero possono fare e disfare tutti i matrimoni che vogliono.
Anche Matteo Pegoraro, 21 anni, e il suo compagno Francesco Piomboni, 32, si sono sentiti dire qualche settimana fa che il loro matrimonio non s'ha da fare. Vivono insieme da un anno e mezzo, insieme animano le attività del circolo Arcigay di Firenze "Il giglio rosa" e hanno deciso di regolarizzare la loro unione partendo dal presupposto che non esistono nel nostro ordinamento norme che vietino il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Così a fine marzo si sono presentati all'ufficio di stato civile del comune di Firenze per chiedere le pubblicazioni di matrimonio.
E lì, com'era prevedibile, si sono sentiti rispondere che la cosa non è possibile perché l'interpretazione corrente del codice civile non lo consente. Ne consegue che due uomini non possono sposarsi tra loro anche se non c'è nessuna regola esplicita che lo impedisca.
Matteo e Francesco comunque non si sono persi d'animo e hanno annunciato che faranno ricorso al tribunale civile per ottenere soddisfazione. E se anche la magistratura risponderà picche, faranno nuovamente ricorso. "Se necessario", hanno dichiarato, "arriveremo fino alla corte costituzionale". In altri paesi (come il Canada o alcuni stati Usa) la via giudiziaria per raggiungere la parità di diritti ha dato ottimi risultati e ha fatto sì che fosse la magistratura a imporre alla politica l'obbligo di legiferare.
In Italia la strada si presenta più impervia che altrove, ma con i tempi e le contraddizioni che contraddistinguono la nostra scena politica non si tratta affatto di una soluzione da scartare.

 

 Facciamoci del bene 

Si avvicina la scadenza per presentare la dichiarazione dei redditi e per finanziare con una piccola parte delle nostre tasse iniziative che vadano a favore (anziché contro) le persone glbt.
Una prima possibilità è costituita dall'assegnazione dell' 8 per mille a sostegno delle confessioni religiose. E va da sé che destinare questa quota alla chiesa cattolica significa darsi la zappa sui piedi. Un'alternativa che si è rivelata ottima in questi anni è piuttosto puntare sulla chiesa valdese, che garantisce di impiegare l'intero ricavato per scopi sociali, ha un atteggiamento di grande apertura nei confronti degli omosessuali e non si propone (come invece fa il Vaticano) lo scopo di limitare l'autonomia dello stato laico. Per questo motivo la rivista "Micromega" ha promosso un appello pro-valdesi che è stato sottoscritto da numerose personalità del mondo della cultura.
Bisogna anche sapere che in caso di mancata indicazione, il vostro 8 per mille sarà comunque distribuito alle chiese (o allo stato) secondo un criterio di ripartizione proprozionale basato sulle percentuali di chi ha espresso una preferenza. E siccome circa l'80% di chi dà un'indicazione lo destina alla chiesa cattolica, fate voi.
Oltre all'otto per mille c'è poi il 5 per mille che si può destinare ad associazioni di volontariato (Onlus), tra cui figurano anche numerosi gruppi glbt. Come fare? Basta indicare il numero di codice fiscale del soggetto beneficiario nell'apposita scheda allegata al modello della dichiarazione dei redditi. Le associazioni che ci hanno fatto pervenire il loro numero di codice fiscale sono Agedo (97128200157), Arcigay (92017780377) e Circolo Maurice di Torino (97531180012). In caso di altra preferenza basterà chiedere il relativo numero all'associazione prescelta.
Specifichiamo infine che la destinazione del 5 per mille non comporta alcun aggravio d'imposta e che se non lo si indica verrà distribuito ugualmente con gli stessi criteri utilizzati per l'8 per mille.
  
 

 

 

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