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Rassegna Stampa PRIDE : |
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PRIDE: IL
MENSILE GAY ITALIANO
[ Numero 96 - Giugno 2007 ] |
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Sos
Omofobia |
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Dal punto di vista delle iniziative, la
giornata di lotta all’omofobia del 17 maggio, è stata un successo.
In molte città si sono svolti infatti presidi, manifestazioni e
dibattiti che hanno contribuito a chiarire il senso della
ricorrenza.
La giornata è stata però un successo anche in senso negativo, perché
ha costretto a fare il punto su una situazione che sembra andare
degenerando di pari passo con l’accresciuta visibilità delle persone
glbt e con l’intensificarsi delle ostilità verso il riconoscimento
dei loro diritti. Una serie di episodi conferma una tendenza
decisamente inquietante. Il 15 maggio Paolo Ferigo, presidente del
comitato provinciale Arcigay di Milano, è stato aggredito e
malmenato mentre si trovava in pizzeria con altre sette persone.
Motivo? Dopo avere subito in silenzio durante tutta la cena le
battutine di due uomini vicini di tavolo, a un’allusione più pesante
Paolo Ferigo si è permesso di girarsi per protestare guardando negli
occhi chi stava facendo lo spiritoso su di lui e sui suoi amici. E
qui ha scatenato la reazione manesca di uno dei due "burloni", che
lo ha assalito a pugni, schiaffi e insulti.
Le conseguenze fisiche del trattamento sono state non gravi, ma
abbastanza serie da dover ricorrere alle cure mediche e a vistose
fasciature Nel locale, a parte gli amici del malcapitato Ferigo,
nessuno ha mosso un dito. E i carabinieri, chiamati immediatamente,
sono arrivati dopo che l’assalitore e il suo compagno si erano
dileguati. Sono stati saliti però visti salire su un mezzo di
servizio dell’Atm, l’azienda dei trasporti pubblici, lasciando così
una traccia che ha permesso di identificarli. I due sono infatti
dipendenti dell’Atm e sono stati cautelativamente sospesi dal
servizio in seguito alla denuncia presentata dal presidente di
Arcigay Milano per le percosse ricevute. L’Arcigay milanese ha già
avanzato all’Atm la proposta di collaborare alla realizzazione di
una campagna contro l’omofobia da diffondersi sui mezzi pubblici.
Paolo Ferigo è stato aggredito in quanto omosessuale visibile, così
come due ragazzi di 27 e 31 anni che due giorni prima, all’uscita di
una discoteca gay della Versilia, sono stati picchiati e insultati
da tre nordafricani per essersi permessi di scambiarsi un bacio
prima di salire in macchina. Sempre l’ “eccesso” di visibilità ha
fatto trovare tre volantini intimidatori sulla porta di casa a
Matteo Marliani, presidente di Arcigay Pistoia e candidato alle
elezioni amministrative nelle liste di Rifondazione comunista.
Ed è forse ancora questa la ragione di un pestaggio denunciato ai
danni del vicepresidente dell’Arcigay di Udine, Guerrino Dipierro.
Dell’essere visibili e quindi obiettivi degli omofobi hanno fatto le
spese poi la libreria Babele di Milano, che si è trovata le vetrine
imbrattate di scritte omofobe per le quali sono stati denunciati tre
militanti di estrema destra, e numerose sedi politiche glbt nel
corso degli ultimi mesi. Ma gli sfregi simbolici sono ancora nulla
in confronto a quelli reali, che seminano le cronache di omicidi,
rapine e aggressioni nel tranquillo tran tran del giorno per giorno.
Un altro fronte molto caldo sta diventando la scuola. Dopo il
suicidio di Matteo, lo studente di Torino preso in giro dai compagni
che lo chiamavano gay, stanno emergendo come funghi casi di
persecuzione a sfondo omofobico ai danni di studenti percepiti come
gay. Dal Veneto alcune delle più recenti cronache inquietanti. A
Montebelluna (Treviso) un ragazzo di dodici anni è stato tormentato
per mesi da un compagno di classe e poi picchiato e mandato
all’ospedale per una settimana con una contusione cerebrale. Le
autorità scolastiche, al solito, hanno cercato di minimizzare e
parlato di un fatto isolato. Proprio come quello saltato fuori negli
stessi giorni nella vicina Rovigo, dove undici ragazzi con simpatie
di estrema destra, hanno perseguitato un ventunenne da loro
etichettato come omosessuale, fino a sequestrarlo per picchiarlo e
minacciarlo in santa pace. Questo quadro, di cui abbiamo fornito
solo alcuni particolari, ha spinto i deputati glbt De Simone,
Grillini e Guadagno (Luxuria) a presentare un’interrogazione al
ministro dell’interno sull’emergenza omofobia, mentre il ministro
dell’istruzione Fioroni, fresco di Family day, ha promesso bontà sua
che “l’anno prossimo avremo nelle scuole una riflessione sulla carta
costituzionale, partendo dal valore portante della dignità della
persona, che sarà anche una lotta contro ogni forma di omofobia
nelle scuole”. Se lo dice lui...
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“Anche gay è famiglia. In Italia il 10%
circa della popolazione è omosessuale: cinque milioni e duecentomila
persone che non sono contro la famiglia e che chiedono tutela per i
propri nuclei familiari. Infatti, più del 50% vive in coppie stabili
da oltre cinque anni e il 10% ha già figli”. Questi alcuni dati
contenuti in un messaggio pubblicitario comparso sulle pagine dei
principali quotidiani nazionali alla vigilia del family day, a firma
della presidente di Digay Project, Imma Battaglia e di alcuni amici
manager e imprenditori omosessuali italiani. “Un milione e
duecentomila famiglie di cittadini italiani, gay e lesbiche”,
prosegue il testo, “che vivono senza tutela giuridica, ai quali i
nostri rappresentanti politici hanno chiesto, come agli latri,
l’ennesimo sacrificio economico per il risanamento dei conti
pubblici, senza però dare alcun dignitoso riconoscimento. Si tratta
di fatto della più importante minoranza che viene completamente
negata senza paragoni con qualunque altra. L’Italia non ha ancora
recepito le direttive comunitarie e, a oggi, è ancora inadempinete,
superata, perfino, dalla cattolicissima Spagna, dalla ex comunista
Repubblica ceca e dalla Francia, dove il neo presidente Sarkozy,
rappresentante di una destra moderna e laica, si è dichiarato
favorevole alle Unioni civili”. Costo dell’operazione centomila
euro, con l’idea di ripeterla altre volte.
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