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PRIDE: IL MENSILE GAY ITALIANO
 
[ Numero 96 - Giugno 2007 ]

 
 Veltroni gay friendly

Sarà stata una coincidenza, ma lo stesso giorno del Family fay è uscito in edicola con il “Corriere della sera” un racconto scritto dal sindaco di Roma Walter Veltroni e ispirato alla storia di Matteo, il sedicenne preso di mira come gay dai compagni e morto suicida a Torino in aprile. “Sono effeminato?”, chiede a un certo punto il protagonista della storia al fratello. Che gli risponde: “No, solo una persona gentile in un mondo volgare”. Il racconto è lungo una cinquantina di pagine e si intitola Aspetta te stesso. La trama è ambientata nel futuro prossimo del 2017, dove ahinoi nelle scuole ci sono ancora dei bulletti che mettono in mezzo il “gay”di turno e dove la tragedia incombe proprio come nel 2007. Speriamo che non sia una profezia e soprattutto neppure un’indicazione politica, visto che il sindaco di Roma è dato quasi per scontato come futuro leader del futuro Partito democratico. Ma certamente Veltroni, che al Family day non c’è andato perché “è il sindaco di tutti”, voleva solo essere gay friendly.

 

 Il segno della Crocetta 

Se c’è un vincitore morale delle elezioni amministrative siciliane di metà maggio, è sicuramente Saro Crocetta, il sindaco antimafia di Gela (Cl) che per sua fortuna non è stato vincitore solo morale, visto che ha stravinto al primo turno con il 65% dei voti. In una Sicilia dominata dalla conferma di un potere per definizione omofobico e (a volte) colluso, un comunista, gay dichiarato e difensore delle regole democratiche strappa il secondo mandato a furor di popolo in una realtà tra le più difficili del paese. La prima volta ce l’aveva fatta per il rotto della cuffia, con relativo e lungo contenzioso post-elettorale. Questa volta invece è filato avanti liscio. Dopo che i suoi concittadini hanno potuto toccare con mano la rivoluzione del sindaco antimafia, con una battaglia condotta giorno per giorno che lo costringe a vivere costantemente sotto scorta, hanno deciso di rivotarlo in massa. E se ne sono fregati per la seconda del fatto che non abbia mai fatto un mistero della propria omosessualità. Lui però non ci tiene a fare il militante gay. “Desidero solo essere me stesso”, ha detto, “e non voglio essere un modello da proporre agli altri. Anzi mi considero un cattivo modello, un po’incasinato, con troppe complicazioni. Sono cristiano e sono comunista, mi dichiaro omosessuale con una chiesa cattolica che non è certo tenera nei propri giudizi, e questo mi porta di fronte ad un martirio quotidiano. Tutte le volte che prendo la comunione chiedo perdono a Dio. A volte so di che cosa, ma tante volte no”.

 

 

 

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