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PRIDE: IL MENSILE GAY ITALIANO
 
[ Numero 96 - Giugno 2007 ]

 
 Bad Boy George

Nuova disavventura giudiziaria per Boy George, arrestato a Londra (e subito rilasciato su cauzione) a fine aprile con l’accusa di sequestro e violenza sessuale nei confronti di Auden Carlsen, un modello ventottenne contattato via internet.
Secondo quanto Carlsen ha riferito alla polizia, il contatto era avvenuto su un sito di chat gay e lui aveva acconsentito ad andare a casa del cantante a mezzanotte per un servizio fotografico, per il quale sarebbe stata pattuita la somma di 400 sterline. Per tentare di zittire i maligni, Carlsen ha anche specificato di non praticare la prostituzione.
Una volta arrivato a destinazione, però, al posto della macchina fotografica aveva trovato manette e aggeggi sadomaso, e in un batter d’occhio era stato incatenato da Boy George e da un altro uomo a un uncino che pendeva dal muro. Accanto a lui, il padrone di casa, aprendo una scatola piena di fruste e altri sex toys gli aveva sussurrato: “Adesso avrai quello che ti meriti”. Carlsen ha detto di aver pensato che lo volessero ammazzare. Invece è riuscito a liberarsi verso l’alba e a scappare fino a una vicina edicola, da dove ha chiamato la polizia. Scotland Yard ha confermato l’apertura di un’indagine sulla vicenda, mentre l’accusato ha preferito non fare commenti ufficiali.
Non è la prima volta che Boy George si mette nei guai con la giustizia. Lo scorso anno è stato incriminato a New York per possesso di droghe e se l’è cavata con una multa da 800.000 euro e la condanna a cinque giorni di lavoro socialmente utile. Lui aveva proposto di tenere un corso di moda e trucco, ma il giudice ha stabilito di fargli fare lo spazzino. Molto più chic, in fondo: è la stessa pena scontata da Naomi Campbell per avere malmenato la cameriera.

 

 Consulenze pericolose

Rovinoso outing per lord John Browne, numero uno della compagnia petrolifera britannica Bp, costretto a dimettersi il primo maggio dopo che i tabloid avevano rivelato a tutto il mondo la sua omosessualità e la relazione pericolosa con un giovane canadese, Jeff Chevalier, sedotto a spese della compagnia e abbandonato poi al suo destino. Che era poi quello di vendicarsi a mezzo stampa, spiattellando a caro prezzo i segreti di Lord Browne.
L’esposizione alla gogna è arrivata quando la magistratura ha dato il via libera alla pubblicazione di tutta la storia da parte del gruppo editoriale del “Daily Mail”, accusando Browne di aver dichiarato il falso sulla sua relazione con Jeff Chevalier. Che da parte sua aveva raccontato con dovizia di particolari di una vita da nababbi a carico della Bp e pure dell’uso improprio di consulenti della compagnia per avviare una sua attività, che non era poi mai decollata.
“Nei 41 anni che ho trascorso alla Bp”, ha dichiarato Lord Browne in un comunicato di commiato, “ho sepmre tenuto la mia vita privata al di fuori di quella professionale. Ho sempre considerato la mia sessualità come un affare personale. È molto spiacevole che ora un gruppo editoriale abbia deciso che affermazioni riguardanti la mia vita privata debbano essere rese pubbliche”.
 

 

 

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