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ClubClassic.net > Canali > Rassegna Stampa PRIDE :

PRIDE: IL MENSILE GAY ITALIANO
 
[ Numero 98 - Agosto 2007 ]

 
 Parte civile

Mentre la politica nicchia vergognosamente, è la magistratura ad aggiornare sempre più spesso le regole della vita civile alla realtà sociale. Con una decisione che non è eccessivo definire storica, il gup del tribunale di Roma, Claudio Carini, ha ammesso come parte civile in un processo penale il compagno di un omosessuale ucciso a Roma lo scorso 7 marzo.
Roberto Chiesa era stato trovato morto nella sua casa proprio dal suo compagno Mario Chinazzo, con il quale viveva. Dell’omicidio è stato accusato un cittadino rumeno di 23 anni, George Alain Chisereu, che si sarebbe incontrato con la sua vittima per un rapporto sessuale mercenario. Al processo, oltre a Chinazzo, avevano chiesto la costituzione di parte civile anche Arcigay e il comune di Roma. Ma mentre all’associazione e all’amministrazione capitolina questa possibilità è stata negata, in quanto “non è stato ravvisato un danno giuridico rilevante” nei loro confronti, a Chinazzo è stata concessa. Il motivo? “un danno diretto e conseguenziale” giustificato da rapporti affettivi e di reciproco sostegno materiale che duravano da 25 anni.
 

 

 Ricordare Paolo

“Largo Paolo Seganti – Vittima della violenza e dell’omofobia (1967-2005)”. Così si legge sulla targa scoperta nel Parco delle Valli a Montesacro lo scorso 11 luglio dal sindaco di Roma Walter Veltroni e dalla mamma del ragazzo barbaramente ucciso due anni fa. Una cerimonia semplice e toccante, alla quale erano presenti, oltre al primo cittadino della capitale e ai genitori di Paolo, l’assessore D’Elia, l’assessore Di Francia, Fabrizio Marrazzo (presidente Arcigay Roma), Alessandro Cardente (presidente del IV Municipio) e molti esponenti del movimento glbt. Paolo Seganti fu trovato morto non lontano da dove è stata posta la targa, la mattina del 12 luglio 2005: sul suo corpo sono state trovate 19 coltellate, una di queste gli aveva reciso i genitali. La sera dell’11 luglio qualcuno ha sentito urla e lamenti provenire da lì e ha chiamato la polizia; ma la pattuglia, una volta arrivata, non ha visto niente di sospetto e si è allontanata. Una settimana dopo tutta la città si univa al dolore dei genitori in una fiaccolata conclusasi in Campidoglio.

 

 Brevi

Bari: visto che il consiglio comunale si è impantanato nelle dispute tra laici e cattolici della maggioranza di centrosinistra a proposito dell’istituzione di un registro delle unioni civili, a risolvere la situazione ha provveduto il sindaco Michele Emiliano. Dando disposizione agli uffici comunali di istituire un’anagrafe delle unioni civili, tenendo conto anche dei vincoli affettivi, senza differenze di trattamento tra convivenze etero e omosessuali. Bravo Emiliano.

 
Varese: addormentava i pazienti con un anestetico e poi abusava sessualmente di loro. Protagonista della vicenda un varesino di 53 anni, Roberto Benatti, che esercitava la professione di fisioterpaista pur non possedendo i relativi titoli legali. A inchiodarlo è stata la denuncia di un paziente che non aveva ricevuto una dose di narcotico sufficiente ed è riuscito a chiedere aiuto ai parenti che lo aspettavano fuori dall’ambulatorio. Poi sono saltate fuori parecchie prove imbarazzanti, perché Benatti, non contento di violentare i pazienti, fotografava e archiviava le sue imprese. I pazienti sottoposti a questo spcialissimo trattamento sanitario sarebbero stati almeno una cinquantina negli ultimi quattro anni.
 
Torino: un giudice di pace ha respinto il ricorso contro l’espulsione dall’Italia di un cittadino marocchino di 41 anni che si era opposto al provvedimento dichiarandosi omosessuale e facendo presente che rientrando in Marocco avrebbe corso il rischio di essere perseguitato. Il giudice, al quale non sono bastate le molte testimonianze a favore del ricorrente, ha sostenuto che non basta l’esistenza di una legislazione omofobica per giustificare la concessione dell’asilo in Italia. Il cittadino marocchino avrebbe dovuto a suo parere dimostrare che il motivo per cui è emigrato in Italia erano le persecuzioni personalmente subite in Marocco.
 
Palermo: dopo due test per l’Hiv risultati positivi era ormai convinto di essere stato contagiato. Due settimane dopo però ha scoperto che i test erano sbagliati. Per questa ragione un impiegato del 118 ha chiesto un risarcimento di 100.000 euro per lo stress subito. L’azienda sanitaria locale dove aveva effettuato i test errati si è difesa parlando di “un margine di errore possibile”.
 
Venezia: gli orfani dei paesi dell’est europeo? Meglio adottati dai gay piuttosto che abbandonati negli orfanotrofi-lager dei loro paesi d’origine. Parola del governatore del Veneto Giancarlo Galan, che pur non essendo mai stato particolarmente gay friendly ha evidentemente più pregiudizi etnici che sessuali, e propugna così la logica del “male minore”.
 
 

 

 

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