|
Se la signora Karin Wolff, ministro della
cultura e vicepremier del land tedesco dell'Assia, voleva
assicurarsi che il suo coming out non passasse inosservato, ha
scelto sicuramente l'occasione più adatta per passare all'azione. In
un solo colpo, infatti, ha dichiarato di essere lesbica e di
convivere con un'altra donna alla festa annuale della "Bild Zeitung",
il più venduto quotidiano popolare tedesco che vanta oltre quattro
milioni di copie diffuse, ed è noto per i suoi orientamenti
conservatori e la spiccata predilezione per l'informazione
scandalistica.
E come previsto, la Bild non si è lasciata scappare il succulento
scoop e ha pubblicato a tambur battente la foto della signora Wolff
e della sua compagna Marina Fuhrmann, di professione osteopata, con
tanto di articolo simpatizzante. Segno dei tempi che cambiano,
perché fino a non molti anni fa una notizia del genere sarebbe stata
presentata come l'anticamera della fine del mondo.
Altrettanto indicativo della rapida evoluzione dell'atteggiamento
medio verso l'omosessualità è il fatto che Karin Wolff è una leader
della Cdu, il partito cristiano-democratico che negli anni scorsi
aveva strenuamente contrastato in parlamento il riconoscimento
legale delle unioni gay e lesbiche. Ma ormai tutto questo, almeno in
Germania, è ricordo di un passato che sembra già lontanissimo.
Un altro freschissmo coming out eccellente è quello del
sottosegretario alla presidenza del consiglio ungherese Gabor Szetey,
che alla vigilia del pride di Budapest, il mese scorso, è uscito
allo scoperto parlando a una folla di gay e lesbiche plaudenti. In
un suo articolo pubblicato da un quotidiano ungherese, Szetey, che
ha 39 anni e convive da sei con un chef, ha spiegato di averlo fatto
"perché altri possano farlo. L'onore di un paese sarà vero solo
così, la libertà di un paese deve essere anche la libertà dei gay".
L'annuncio di Szetey ha ricevuto l'immediato sostegno del primo
ministro socialista Ferenc Gyurcasny e ha riaperto il dibattito sul
matrimonio omosessuale, visto che in Ugheria le unioni tra persone
dello stesso sesso sono riconosciute, ma con molti meno rispetto
alle coppie eterosessuali sposate.
|
|
La lunga marcia dei diritti glbt procede
non senza incidenti in varie parti d'Europa.
Problemi di ordine pubblico si sono verificati per esempio, il mese
scorso a Budapest e a Zagabria, nel corso delle manifestazioni che
si sono svolte rispettivamente il 6 e il 7 luglio. Nella capitale
ungherese, dove al pride hanno partecipato alcune migliaia di
persone, un folto schieramento di polizia è stato costretto a
intervenire con la mano pesante per bloccare le aggressioni
organizzate da centinaia di skinheads e militanti dell'estrema
destra nazionalista che lanciavano contro il corteo glbt uova marce,
fumogeni e bottiglie.
Nella capitale croata, invece, gli incidenti si sono verficati al
termine del corteo, quando gli skinheads hanno attaccato gruppi
isolati di persone, ferendone due, fortunatamente in modo non grave.
Uno degli aggressori è stato fermato dalla polizia.
|