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PRIDE: IL MENSILE GAY ITALIANO
 
[ Numero 102 - Dicembre 2007 ]

 
 Donate più sperma

La federazione dei gruppi gay e lesbici fiamminghi del Belgio (Holebi Federatie) ha lanciato l’allarme sulla carenza di sperma nelle strutture che praticano la fecondazione assistita, invitando gli uomini a fare il loro dovere di donatori. Il problema è nato l’estate scorsa, quando il parlamento di Bruxelles ha stabilito che il seme dello stesso donatore non può essere utilizzato per più di sei donne, mettendo in pratica fuori legge parte delle scorte accumulate nei centri per l’inseminazione artificiale. Con il risultato di far crescere a dismisura le liste di attesa delle aspiranti mamme. La questione, come precisa un articolo pubblicato sulla rivista della Holebi Federatie, è di primaria importanza per le lesbiche, visto che si calcola che tali siano tre quarti delle donne che richiedono la fecondazione assistita in Belgio. Questa altissima percentuale si deve al fatto che molte lesbiche provenienti da altri paesi europei con una legislazione meno liberale (vedi l’Italia) decidono di andare a concepire lì i loro figli.
 
  

 Genitore fallito

“Ho educato il mio paese ma non sono riuscito a educare mia figlia”. Con questa amara constatazione il primo ministro cambogiano Hun Sen, che governa a Pnom Penh con pugno di ferro e parecchie violazioni dei diritti umani, ha annunciato al mondo la propria intenzione di ripudiare la figlia adottiva lesbica praticante. “Sono molto dispiaciuto per lei”, ha aggiunto, “e per questa vicenda di lesbiche che è capitata in famiglia. Con mia moglie chiederemo di escluderla dall’asse ereditario”. La giovane, adottata da Hun sen (che ha altri cinque figli) nel 1988, ha fatto precipitare la situazione andandosene di casa per vivere con un’altra donna. “Aveva l’abitudine di portare le sue ragazze a casa e di dormire con loro”, ha ricordato il padre, e la paura della famiglia era che qualcuna di queste ragazze “portasse in casa bombe o veleni per ucciderci. Chi può saperlo?”. Secondo Hun Sen “è facile per i media dire che l’omosessualità non è più un problema, ma quando capita nella vostra famiglia non sapete cosa fare”. La Cambogia non è effettivamente un paradiso dei diritti e della visibilità glbt. Gay e lesbiche sono ancora costretti il più delle volte a nascondersi, anche se il re Norodom Sihanouk, qualche anno fa, si è dichiarato personalmente favorevole al matrimonio tra persone dello stesso sesso.


 
 

 

 

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