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Rassegna Stampa PRIDE : |
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PRIDE: IL
MENSILE GAY ITALIANO
[ Numero 102 - Dicembre 2007 ] |
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L’Ungheria
rilancia |
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Il governo di centrosinistra di Ferenc
Gyurcsani ha annunciato entro la fine dell’anno la votazione di una
nuova legge che migliorerà lo status legale delle coppie conviventi
etero e omosessuali. Già dal 1996 l’Ungheria consente la
regolamentazione giuridica delle convivenze, ma fino a oggi
l’istituto del matrimonio aveva conservato numerosi privilegi di
tipo soprattutto economico. D’ora in avanti, ha annunciato il primo
ministro, le coppie conviventi avranno gli stessi diritti di quelle
sposate, a cominciare da quello di subentrare nel contratto
d’affitto del partner deceduto. Chi convive non avrà però la
possibilità di adottare bambini. Nel frattempo, nella vicina Austria
il tema delle unioni omosessuali riscalda l’atmosfera politica. La
ministra della giustizia Maria Berger, socialista, è partita
all’attacco a fine ottobre lamentando l’ostruzionismo degli alleati
di governo democristiani a proposito del riconoscimento giuridico
delle coppie di fatto. I socialisti in campagna elettorale avevano
addirittura promesso il matrimonio e l’adozione, ma visto che dalle
urne era uscito un governo di "grande coalizione" con il centro
cattolico, avevano già deciso di moderare le pretese con un testo
“di minima” che potesse superare le resistenze degli alleati
(ricordate i Dico?). Ora però pretendono che venga approvato almeno
questo, mentre i verdi e il movimento glbt lo criticano duramente.
Il progetto di legge nega infatti, oltre a quello di adottare, anche
il diritto automatico di ereditare dal partner. E consente anche
alle regioni un inquietante margine discrezionale nell’applicare le
norme relative alle unioni civili.
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Gesuiti
in Alaska |
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In caccia di prede, il clero pedofilo è
arrivato perfino tra gli eschimesi dell’Alaska. È quanto si apprende
da un accordo extragiudiziale con cui la Compagnia di Gesù si è
impegnata a risarcire con cinquanta milioni di dollari complessivi
centodieci eschimesi che hanno denunciato di aver subito abusi
sessuali da parte di padri gesuiti quando erano bambini o
adolescenti. Le denunce erano arrivate negli ultimi quattro anni
sull’onda degli scandali che hanno coinvolto la chiesa cattolica nel
resto degli Stati uniti, ma i fatti ai quali si riferiscono
risalgono al periodo tra il 1961 e il 1987. A distanza di tanti anni
non sarebbe stato neppure tanto facile ricostruire la verità, ma la
prospettiva di un processo è stata sufficiente a convincere i
gesuiti a mettere mano al portafoglio. L’accusa da cui si sarebbero
dovuti difendere era del resto molto pesante: aver determinato gli
abusi usando l’Alaska come luogo in cui esiliare i sacerdoti più
maniaci e avere occultato per decenni le prove di quanto accadeva,
pur essendone a conoscenza.
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Brevi:
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Washington: la camera dei rappresentanti
degli Stati uniti ha approvato il 7 novembre, con 235 sì e 184 no,
la legge che introduce il primo divieto federale alla
discriminazione di omo e bisessuali nel mondo del lavoro. Il testo,
che “ha dimenticato” i diritti dei transessuali e passa al senato
per affrontare una dura battaglia, stabilisce espressamente che le
forze armate e i culti religiosi saranno esentati dal rispetto delle
norme antidiscriminatorie.
Washington: la Westboro Baptist Church del Kansas, congregazione
dedita quasi esclusivamente alla propaganda omofobica, è stata
condannata da una giuria di Baltimora a risarcire con undici milioni
di dollari la famiglia di Matthew Snyder, un soldato gay ucciso in
Iraq. Adepti di questa chiesa avevano partecipato lo scorso anno ai
funerali di Snyder, urlando agli astanti che la sua morte era una
punizione divina per la tolleranza dell’America nei confronti degli
omosessuali.
Oslo: Non saranno tantissimi gli aspiranti pastori gay e lesbiche
dichiarati nella chiesa luterana norvegese, ma dal mese scorso hanno
acquisito la possibilità di ricevere l’ordinazione. Lo ha stabilito
a maggioranza un sinodo generale, revocando precedenti norme che
vietavano di assegnare a omosessuali praticanti gli incarichi di
pastore, diacono o vicario.
Londra: “Il nostro mondo ha problemi come la povertà, l’Aids e la
guerra. Di fronte a tutto questo, la nostra chiesa è ossessionata
dalle dispute sulla sessualità umana”. Lo ha dichiarato in
un’intervista alla Bbc l’arcivescovo anglicano del Sudafrica Desmond
Tutu, premio Nobel per la pace, criticando aspramente i suoi
colleghi più conservatori. “È una perversione”, ha spiegato, “dire
che una persona sceglie di essere omosessuale. Devi essere pazzo per
scegliere uno stile di vita che ti espone a tanto odio. È come dire
che scegli di essere nero in una società razzista”.
Managua: con l’approvazione del nuovo codice penale che entra in
vigore nel 2008, il Nicaragua ha depenalizzato la pratica della
sodomia, che era punibile con il carcere da tre a cinque anni. È
l’ultimo paese dell’America Latina a cancellare questo genere di
anacronistiche leggi, ma la depenalizzazione degli atti omosessuali
ha comunque suscitato le porteste degli integralisti cattolici.
Tehran: Makvan Mouloodzadeh, un giovane gay iraniano condannato a
morte per atti omosessuali commessi all’età di 13 anni, è stato
graziato. Lo rende noto il gruppo EveryOne, che con il sostegno di
un’associazione glbt di iraniani all’estero e di Amnesty
international aveva lanciato una campagna sul caso. Oltre a una
firma per Makvan, la campagna chiedeva di mandare una rosa bianca e
una rossa al presidente iraniano Ahmadinejad per sostenere la
domanda di grazia. Questo gesto, secondo quanto riferisce EveryOne,
è stato fatto proprio da centinaia di persone. E insieme alla
mobilitazione degli islamici moderati dentro e fuori l’Iran ha
contribuito a raggiungere il felice risultato.
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