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PRIDE: IL MENSILE GAY ITALIANO
 
[ Numero 103 - Gennaio 2008 ]

 
 Travestita al ballo

 I balli scolastici di fine anno che si celebrano nelle scuole superiori degli Stati uniti sono sempre una ribollente frontiera della lotta per i diritti glbt. Dopo il caso di uno studente che aveva fatto causa alla scuola (vincendola) perché gli era stato impedito di ballare in coppia con il fidanzato, a ricorrere in tribunale è stato di recente un allievo della West Side High School di Gary (Indiana) che non era stato ammesso alle danze vestito da donna. Il fattaccio risale allo scorso maggio, quando Kevin Logan si presentò al ballo inerpicato su un paio di tacchi vertiginosi sopra cui faceva la sua figura un abito da sera di un bel rosa deciso che fasciava un corpo da Jessica Rabbit. La preside Diane Rouse, vedendolo entrare, lo bloccò davanti alla porta rimandandolo indietro tra le proteste dei compagni classe accorsi per difenderlo. Così facendo, si è poi giustificata, si atteneva a una norma del regolamento dell’istituto che definisce inappropriato qualunque “capo di abbigliamento o accessorio che pubblicizzi l’orientamento sessuale, il sesso, le droghe, l’alcol, il tabacco, l’irreligiosità, affermazioni socialmente o pedagogicamente negative”. Questa regola però, secondo gli avvocati di Kevin, viola i diritti garantiti agli studenti dal primo emendamento della costituzione, che includono la libertà di parola, azione simbolica e condotta espressiva. E certamente il loro assistito espressivo lo era. “Sono gay, sono una drag queen”, ha dichiarato Kevin Logan. “Mi vesto in questo modo perché è ciò che sono e come mi sento dentro. Gli studenti gay e trans hanno dei diritti e dovrebbero essere trattati meglio”. Si vedrà cosa diranno i giudici. Intanto, Kevin una piccola rivincita se l’è presa il giorno del diploma, indossando un’elegante abito femminile sotto la toga cerimoniale. I tacchi un po’ si vedevano, ma la preside non ha fatto una piega.


 

 Scout sotto sfratto

È guerra dei nervi negli Stati uniti tra l’amministrazione comunale di Philadelphia (Pennsylvania) e la sezione cittadina degli scout. Il comune ha infatti messo gli scout di fronte a un’alternativa secca: o smettete di discriminare gli omosessuali (che se si dichiarano vengono espulsi dall’associazione), oppure dovrete pagare a prezzi di mercato l’affitto della sede di proprietà pubblica di cui usufruite a titolo gratuito. Secondo le stime dei tecnici, il prezzo di mercato per l’ampia sede che gli scout occupano a Philadelphia sarebbe di circa 200.000 dollari l’anno. Un accordo del 1928 gliel ha assegnata a titolo gratuito, ma il comune lo contesta in base al ragionamento che non si può regalare il denaro pubblico a chi adotta una politica in contrasto con quella dell’amministrazione. E siccome la città di Philadelphia è contraria alla discriminazione degli omosessuali, gli scout si ravvedano, paghino o se ne vadano. Un primo ultimatum è però caduto nel vuoto e gli scout, che a Philadelphia e dintorni contano ben 64.000 iscritti, hanno fatto sapere che venderanno cara la pelle. 

 

 Brevi

Londra: Un pompiere che aveva accettato di donare il suo sperma a una coppia di lesbiche che voleva avere bambini, è stato riconosciuto come genitore legale dei due figli nati e sarà obbligato a mantenerli. La questione si è posta dopo la separazione delle due donne e il giudice ha stabilito che solo chi dona il proprio sperma presso strutture autorizzate non ha responsabilità legali sugli eventuali figli.
 
Gerusalemme: la corte suprema di Israele ha chiesto formalmente al governo di riconoscere le adozioni di coppie omosessuali effettuate all’estero e di trattare entrambi i genitori allo stesso modo. La decisione è stata presa esaminando il caso di una coppia lesbica che aveva adottato un bambino in California, dove entrambe le donne erano state registrate come madri. Al ritorno in Israele però la burocrazia aveva rifiutato di riconoscere una delle due. Il governo sta prendendo in esame la possibilità di un ricorso, mentre la destra religiosa invoca una modifica costituzionale che chiarisca una volta per tutte che la famiglia è solo eterosessuale.
 
Parigi: un uomo affetto dal morbo di Parkinson ha fatto causa a una azienda farmaceutica che distribuisce medicine contenenti dopamina. Sarebbero stati infatti questi farmaci a renderlo... gay e giocatore compulsivo. Didier Jambart, sposato con due figli, ha raccontato che dopo circa un anno di terapia aveva sviluppato delle “urgenze omosessuali” che lo costringevano ad andare in cerca di avventure, insieme ad altre che invece lo inducevano a derubare i figli dei loro piccoli risparmi per scommettere sui cavalli. Dopo la sospensione dei farmaci tutto è tornato al suo posto, ma Jambart vuole un risarcimento a cinque zeri.
 
Vienna: la voce popolare circa le inclinazioni gay del leader dell’estrema destra austriaca Jorg Haider è stata riattizzata dalla pubblicazione di alcune immagini che ritraggono il governatore della Corinzia in atteggiamenti molto camerateschi, in discoteca, con un gruppetto di aitanti ragazzetti. La cosa che però ha rovinato di più l’immagine dell’uomo politico è che i ragazzi, minorenni, si sono fatti fotografare mentre bevevano a tutto spiano, proprio mentre il partito di Haider ha lanciato una campagna per la protezione della gioventù dall’alcol.
 

 

 

 

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