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Ennesimo caso di bullismo finito sui
giornali a Milano. In un liceo della periferia è venuta alla luce
una serie di violenze e molestie subite da uno studente del primo
anno ad opera di alcuni compagni. La traccia decisiva l’ha scoperta
la madre del ragazzo, leggendo casualmente sul cellulare del figlio
un sms che diceva “Sei un gay”. Partendo da qui si è rivolta alla
scuola per chiarire la vicenda. Una rapida indagine interna è stata
sufficiente per accertare che il ragazzo, definito dallo psicologo
della Asl “una classica vittima del bullismo”, era vittima abituale
di scherzi e intimidazioni in classe. Offese e umiliazioni, come
immobilizzarlo sulla cattedra per spogliarlo nudo, senza che nessuno
si accorgesse di niente. D’altra parte cosa c’è di strano se un
ragazzino “cicciotello, timido e incapace di fare male a una mosca”
viene preso di mira dai compagni? La parola è passata agli
psicologi, dopo che la madre del ragazzo è stata convinta a non
sporgere denuncia alla magistratura, che dovranno cercare di
ricostruire e riparare. Secondo un’indagine svolta da Arcigay in
alcune scuole delle province di Bologna e Modena che ha coinvolto
circa 450 studenti e insegnanti, tra ragazzi insulti come
“finocchio” sono pane quotidiano. Solo il 3,8% dei giovani
intervistati ha dichiarato di non averli mai sentiti usare a scuola,
mentre solo il 9% dei professori dichiara di averli sentiti. Non si
sbaglia, insomma, quando si dice che spesso gli insegnanti sono
distratti. Per quanto riguarda le violenze fisiche, a oltre il 10%
degli studenti capita di vedere spesso o continuamente un ragazzo
deriso, offeso o aggredito a scuola perché è o sembra omosessuale,
senza che gli adulti intervengano. “I docenti”, ha affermato il
sociologo Raffaele Lelleri, coordinatore della ricerca, “tendono a
sottostimare il fenomeno del bullismo antigay, anche perché molte
volte gli episodi si verificano lontano dai loro occhi e dalle loro
orecchie”. In ogni caso, un po’ di curiosità e di spirito di
osservazione in più non guasterebbero. Per cercare di offrire
qualche stimolo, Arcigay propone corsi di formazione specifici per
gli insegnanti.
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Dieci anni dopo aver vinto il titolo di
primo Mister Gay Italia, debutta in una fiction televisiva Salvatore
Inguì, il giovane palermitano che nel 1997 finì su tutti i giornali
quando la famiglia apprese il suo orientamento sessuale dalla Tv.
Adesso in televisione Salvatore torna con una fiction ispirata al
commissario De Luca di Carlo Lucarellli, diretta da Antonio Frazzi e
che vede come protagonista Alessandro Preziosi. Il 16 giugno scorso
Salvatore ha partecipato con la sua vecchia fascia tricolore da
Mister Gay al pride glbt che si è svolto a Roma e il 14 luglio
prossimo farà parte della giuria che eleggerà l’undicesimo Mister
Gay Italia.
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