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Rassegna Stampa PRIDE : |
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PRIDE: IL
MENSILE GAY ITALIANO
[ Numero 106 - Aprile 2008 ] |
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Bacon
a Milano |
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Dopo aver penosamente censurato l’estate
scorsa una mostra dedicata a “arte e omosessualità”, Milano non sta
facendo altro che cercare di riscattarsi dalla fama di città
bacchettona in campo artistico che si è guadagnata sul campo.
Archiviati lo scandaloso David La Chapelle e il bucolico Von Gloeden,
e dopo un altro po’ di polemiche politiche circa le mostre di
fotografi troppo scostumati, è la volta di un evento consacrato al
grande pittore inglese Francis Bacon (1909-1992), al quale in Italia
nessuno dedicava una mostra da 15 anni. Di questo artista si possono
ammirare a Palazzo Reale, fino al 29 giugno, un centinaio di opere
perlopiù mai esposte prima d’ora in Italia. Inclusi i memorabili
“Tre studi” dedicati all’amante Gorge Dyer, di poco anteriori al suo
tragico suicidio nel ’71, alla vigilia di una grande mostra di Bacon
a Parigi. Il tema dell’omosessualità è centrale nella vita e
nell’opera di Bacon, anche se per comprensibili ragioni anagrafiche
non fu mai un’attivista gay. Non poteva comunque nascondersi più di
tanto, visto che fin da piccolo aveva l’abitudine di travestirsi e
che a diciassette anni il padre l’aveva cacciato di casa dopo averlo
sorpreso mentre indossava la biancheria della madre davanti a uno
specchio. In molti dei suoi quadri la sensualità omosessuale è
presente, a volte sconvolgente, e contribuisce a fare di Bacon uno
dei pittori più significativi del novecento.
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Registro
a Pescara |
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Pochissimo prima di sciogliersi per le
elezioni amministrative, il consiglio comunale di Pescara ha
approvato a fine febbraio l’istituzione di un registro cittadino
delle unioni civili a cui potranno iscriversi tutte le coppie etero
o omosessuali che convivono da almeno un anno. Il provvedimento è
solo simbolico ma fino a un certo punto, perché i componenti delle
coppie iscritte al registro avranno il diritto di subentrare nella
titolarità dell’alloggio popolare in caso di morte del partner e di
godere degli stessi sgravi sulle imposte comunali previsti per le
coppie sposate. Il voto in extremis del consiglio chiude una vicenda
iniziata due anni fa, con la presentazione della proposta di
istituire il registro formulata da alcuni consiglieri del
centrosinistra. Uno di loro, Maurizio Acerbo del Prc, ha così
commentato la vittoria: “Si parla tanto di innovazione, bene: questo
è nuovo, degno di una città che punta sull’intelligenza, sul futuro,
sullo sviluppo compatibile. Un alto grado di tolleranza è indice di
una città competitiva, come Pescara vuole essere, come ripetono
amministratori e politici di ogni schieramento. E non si costruisce
una città europea con scelte bigotte”. Non è d’accordo il candidato
sindaco del Pdl, Luigi Albore Mascia, secondo cui “quell’albo
rappresenta un’offesa al mondo cattolico”. Se vince le elezioni,
promette, lo abolirà al più presto.
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Brevi |
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Roma: “Sei gay?” “No. Ma sono stato
sempre di cultura gay. Sono frocissimo dalla cintura in su. La
cultura etero è noiosissima”. Parola del giornalista Roberto
D’Agostino, animatore di Dagospia (il più noto sito di gossip
italiano), intervistato da Claudio Sabelli Fioretti per “La Stampa”.
Come dargli torto?
Bologna: per difendersi da un’accusa di violenza sessuale nei
confronti di una collega più giovane, un infermiere bolognese di 35
anni ha dichiarato al giudice di essere omosessuale e perciò
innocente. Era stato messo agli arresti domiciliari dopo che la
collega lo aveva denunciato per averle ripetutamente messo le mani
sul seno e sui glutei in presenza di testimoni, ma al magistrato si
è presentato con le unghie smaltate e modi effeminati spiegando che
era tutto un equivoco. Ha detto che gli piaceva scherzare anche con
le altre ragazze della casa di riposo in cui lavorava e che nessuna
se n’era mai lamentata, attribuendo l’ostilità della collega che lo
aveva denunciato a problemi sul piano professionale.
Pavia: “licenziato perché gay”. Un giovane tecnico di radiologia,
non riconfermato al termine di un periodo di prova di due mesi, ha
accusato i suoi superiori all’ospedale San Matteo di comportamento
discriminatorio. Non gli avrebbero rinnovato l’incarico, ha
spiegato, perché non gradivano la presenza di un omosessuale
evidente. La direzione dell’ospedale ha respinto le accuse,
definendole “assurde e offensive”.
Grosseto: i gay grossetani se la sono legata al dito. E dopo un
fausto voto in consiglio comunale sull’attestazione di famiglia
anagrafica per le coppie di fatto etero e omosessuali, hanno redatto
una “lista nera” dei cinque consiglieri del Partito democratico che
per respingere il provvedimento hanno votato insieme alla destra. I
nomi sono stati esposti al pubblico ludibrio su www.gaygrosseto.it
preceduti da un ammonimento: “Ricordatevi questi nomi e non fatevi
più fregare”. Gli interessati si sono risentiti e, rivoltando la
frittata come solo i cattolici sanno fare, hanno accusato i gay di
essere poco laici. Replica di Arcigay: “Forse vorrebbero il voto
segreto?”.
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